Smantellate tende provvisorie migranti

 

SAN FERDINANDO (REGGIO CALABRIA), 12 APR – E’ in corso nell’area di San Ferdinando lo smantellamento delle 31 tende che ospitavano circa 150 migranti, allestite nei mesi scorsi fra la vecchia baraccopoli e la nuova tendopoli per accogliere coloro che avevano subito l’incendio delle baracche.
Alla luce della nuova disponibilità di posti nella nuova tendopoli, la Prefettura e la Questura di Reggio Calabria hanno deciso di procedere al trasferimento di tutti i migranti all’interno della nuova tendopoli. Le operazioni di smantellamento si stanno svolgendo nella massima tranquillità sotto la supervisione di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza. I migranti sono in fila per prendere posto tra le tende del campo gestito dalla Caritas e dal Comune di San Ferdinando.




‘Ndrangheta, decapitati i vertici della cosca Mancuso

 

Decapitati i vertici della cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso, considerato tra i più influenti della criminalità organizzata calabrese. Sono quattro gli arresti eseguiti dalla Polizia di Stato di Vibo Valentia, nell’ambito dell’operazione, denominata “Errore fatale”.

Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip distrettuale di Catanzaro, su richiesta della Dda.
Le quattro persone coinvolte nell’operazione sono ritenute responsabili dell’omicidio di Raffaele Fiamingo, avvenuto a Spilinga (Vibo Valentia) nel luglio del 2003, e del tentato omicidio di Francesco Mancuso.
Quasi 50 uomini della Polizia stanno eseguendo arresti e perquisizioni a Vibo Valentia, Milano e Prato.




Invalida ma gestiva attività, denunciata

 

Percepiva un assegno di invalidità e l’indennità di accompagnamento pur gestendo un’agenzia di finanziamenti e prestiti privati e incassava anche lo stipendio da insegnante, attività mai svolta dal 2008 grazie a prescrizioni mediche ottenute in modo fraudolento in una scuola di Canosa di Puglia. Una donna, F.C., di 47 anni, è stata denunciata dalla Guardia di Finanza di Rossano che ha eseguito un provvedimento di sequestro fino a 181 mila euro.
I finanzieri hanno seguito la donna con appostamenti e pedinamenti scoprendo che, ogni giorno, si recava guidando personalmente la propria auto a Cosenza dove gestiva un’attività economica. Inoltre, dopo avere fatto rientro a casa risultava in grado di svolgere le normali faccende di casa accudendo i propri figli. A differenza di quanto emergeva dagli esami medici in possesso dell’Inps, da quanto rilevato dalle indagini, la donna si muoveva in assoluta autonomia senza alcuna difficoltà e senza avvalersi di alcun ausilio.




Colpita cosca ‘ndrangheta, 31 arresti

 

Sono 31 gli arresti eseguiti dalla Polizia di Stato nell’ambito dell’operazione condotta dal Servizio centrale operativo e dalla Questura di Vibo Valentia, sotto le direttive della Procura antimafia di Catanzaro.
La cosca colpita nell’operazione é quella cosiddetta dei “piscopisani”, così chiamata perché ha la sua base operativa nella frazione “Piscopio” di Vibo Valentia. La cosca di ‘ndrangheta dei “piscopisani” voleva rimpiazzare quella dei Mancuso, storicamente dominante sul territorio, nel controllo delle attività illecite in una vasta area comprendente Vibo Valentia ed alcune frazioni.
É quanto emerso dall’inchiesta condotta dalla Procura antimafia di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri, che stamattina ha portato all’operazione della Polizia di Stato, denominata significativamente “Rimpiazzo”. Il tentativo dei “piscopisani” di spodestare i Mancuso fu la causa di uno scontro tra i due gruppi che provocò anche alcuni omicidi.




Cosentino, uccide lo zio durante un litigio poi si costituisce ai Carabinieri

L’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una lite tra zio e nipote

 

 

Ucciso a colpi d’arma da fuoco a Paterno Calabro, nel cosentino, dal nipote 35enne che si è poi costituito ai Carabinieri. La vittima è Angelo Presta, 54 anni, e il carnefice è Salvatore Presta, di 35.  L’omicidio, secondo una prima ricostruzione, sarebbe avvenuto al culmine di una lite tra zio e nipote in località “Pugliano”, in una zona di campagna. Sembrerebbe che i rapporti tra l’omicida e la vittima erano tesi da tempo per questioni che gli investigatori stanno approfondendo.

Il 54enne, ucciso a colpi di pistola, è morto rapidamente. L’omicida si trova adesso nella stazione di Dipignano dei Carabinieri ed è stato interrogato dal magistrato di turno della Procura della Repubblica di Cosenza.

 




Cosentino, arrestati sindaco di Maierà e il figlio per bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio

Sequestro di beni per 1,5 milioni di euro 

 

 

Bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio sono le accuse mosse dalla Guardia di Finanza cosentina, nei confronti di Giacomo De Marco, sindaco di Maierà, piccolo comune dell’Alto Tirreno cosentino, e il figlio Gino. I due sono stati arrestati dai finanzieri della Tenenza di Scalea dopo l’inchiesta, denominata “Affari di famiglia”, coordinata dalla Procura di Paola. L’indagine ha portato anche al sequestro di beni per 1,5 milioni di euro ed ha riguardato l’attività di una società riconducibile al sindaco e un’altra al figlio, che hanno ottenuto appalti pubblici per milioni di euro.

E’ emerso che le condotte del sindaco erano finalizzate a distrarre beni aziendali e a danneggiare i creditori, tra cui Erario e Fincalabra, società in house della Regione. La società fallita ha sottoscritto un contratto di affitto di ramo d’azienda con l’altra amministrata dal figlio del sindaco, ma di fatto, per l’accusa, amministrata da quest’ultimo, il cui scopo sarebbe stato quello di svuotare la società fallita.  Il ramo d’azienda, fittato per soli 1.200 euro all’anno, comprendeva importanti voci del patrimonio sociale, comprese le attestazioni necessarie per partecipare a gare d’appalto.




Catanzaro, creolina gettata in una scuola: si cercano i vandali che hanno agito per due giorni

Lo sversamento è stato effettuato nella notte ad opera di ignoti

 

 

Ancora non è chiaro se si tratti di un atto di vandalismo o di qualcosa di più serio, quello che è accaduto in una scuola di Catanzaro. Sversamento di una sostanza chimica, assimilabile alla creolina, durante la notte scorsa nei locali del primo piano dell’istituto tecnico Maresca Ferraris Petrucci. E’ il secondo giorno consecutivo che l’istituto viene preso di mira con l’utilizzo di queste sostanze. Nell’edificio, stamani, non c’erano studenti. Venuti a conoscenza della situazione sono rimasti nel piazzale esterno.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed unità del nucleo Nbcr che hanno ha effettuato rilievi di tipo strumentale e prelevato alcuni campioni della sostanza poi consegnati ai laboratori dell’Arpacal per le ulteriori analisi di competenza. Dalle misurazioni strumentali effettuate è risultata una concentrazione di vapori in aria tale da dover interdire l’accesso a tutta la zona dell’Istituto in attesa della bonifica da parte degli enti preposti. La sostanza utilizzata, di colore scuro, densa e dall’odore forte è paragonabile alla Creolina, ovvero un disinfettante impiegato in vari campi, da quello medico a quello zootecnico, civile e veterinario.




Crotonese, sotto sequestro 500 mila euro di beni ad un’associazione del settore dei servizi per anziani e disabili

L’ente figurava come associazione con finalità senza scopo di lucro

 

Sequestrati oltre 500.000 euro di beni. dal Gruppo della Guardia di Finanza di Crotone, ai rappresentanti di un’associazione operante nel settore delle prestazioni di servizi in favore di anziani e disabili, che figurava anche nel settore della formazione professionale. I finanzieri hanno avviato il procedimento, al termine di indagini patrimoniali delegate dal procuratore regionale della Corte dei Conti Rossella Scerbo e dal sostituto procuratore generale Marcella Papa. L’operazione è la fine di una più ampia indagine dei finanzieri che avevano accertato la vera veste giuridica dell’associazione quale ente commerciale e non ‘senza scopo di lucro’, come risultava fondata.  L’esecuzione del provvedimento, da parte delle fiamme gialle pitagoriche, ha portato alla notifica nei confronti degli interessati del sequestro conservativo di 9 beni immobili ubicati nella provincia di Crotone e diversi conti correnti bancari. Già in passato la Finanza aveva accertato indebiti incassi di contributi pubblici per un milione, oltre a 10 milioni di ricavi non dichiarati, dal 2011, e la scoperta di fatture false per oltre 2 milioni. Ulteriori controlli sugli stessi soggetti hanno evidenziato condotte illecite volte all’ottenimento di contributi regionali a titolo di borse lavoro, integrazioni salariali e formazione professionale.




Anziani maltrattati in casa di riposo

 

“Gravi e ripetuti maltrattamenti fisici e psicologici” ai danni di anziani ospitati nella residenza sanitaria assistenziale “San Francesco hospital” di Settingiano: per questo motivo 16 dipendenti della struttura sono indagati per maltrattamenti. Due sono stati posti agli arresti domiciliari e a tre è stato imposto il divieto di dimora a Settingiano. Secondo l’accusa gli anziani erano costretti a subire percosse, atti di violenza, derisioni, molestie gratuite e minacce. L’operazione, denominata “Ti fa stare bene”, è giunta a conclusione delle indagini avviate dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro con coordinamento del procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, dell’aggiunto Vincenzo Capomolla, e del pm Stefania Paparazzo, avviate dopo la denuncia di alcuni familiari di persone ricoverate. Le indagini sono state condotte con l’ausilio di intercettazioni ambientali audio e video e con perizie tecnico-specialistiche di professionisti del settore sanitario.




Infermieri “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro: “Siamo vincitori della mobilità ma ci siamo visti negare l’atteso trasferimento”

 

“Ancora nessuno spiraglio per i vincitori del concorso di mobilità regionale indetto dall’Asp di Catanzaro in data 14 marzo 2018, nulla osta concesso dall’azienda di appartenenza in data 28 marzo 2018, ad oggi infatti il trasferimento è ancora a data da destinarsi”. A trovarsi in questa situazione sono 19 infermieri dell’azienda “Pugliese-Ciaccio” del capoluogo di Regione che in una nota evidenziano come “dopo le recenti assunzioni dei neo 40 colleghi vincitori dell’ultimo concorso indetto dall’azienda ospedaliera, tra l’altro, con aumento dei posti messi a bando proprio in vista dei trasferimenti, si sperava che l’agognata mobilità fosse ormai alle porte. Invece, ancora nulla. L’azienda, tra delibere e fantomatiche promesse, prende tempo senza dare risposte certe”.

“Siamo vincitori della mobilità – spiegano gli infermieri – ma ci siamo visti negare a tutt’oggi l’atteso trasferimento, perché l’azienda di appartenenza sarebbe impossibilitata a sostituirci con analoga figura professionale. Ci chiediamo a cosa serve avere curriculum e titoli se poi non possiamo spenderli a nostro vantaggio, per migliorare la nostra qualità di vita e di conseguenza anche la qualità dell’assistenza e del lavoro che svolgiamo. Una situazione ormai snervante insomma, frutto di qualche cosa che davvero non va ma la dirigenza ospedaliera fa orecchie da mercante” spiegano infine i lavoratori.