Padre e figlio scomparsi nel crotonese

 

Due allevatori, padre e figlio, risultano scomparsi dal giorno di Pasqua a Petilia Policastro, nel crotonese. I due, Rosario e Salvatore Manfreda, rispettivamente di 69 e 34 anni, sono usciti a bordo di un fuoristrada e non hanno più fatto rientro a casa.
Non vedendoli tornare, i familiari hanno presentato denuncia ai carabinieri, che hanno avviato le ricerche.
Al momento non è stata trovata neanche la vettura dei due che, secondo quanto si è appreso, sono incensurati.
I carabinieri stanno sentendo i familiari dei due scomparsi per cercare elementi utili a chiarire quanto accaduto.
Al momento nessuna ipotesi viene esclusa dagli investigatori.




Donna uccisa a coltellate nel Cosentino

 

Una donna di circa 40 anni, Romina Iannicelli, è stata uccisa a coltellate a Cassano allo Jonio nel Cosentino. A trovare il cadavere sono stati alcuni familiari che avevano un appuntamento con lei per delle commissioni. L’omicidio è avvenuto nell’appartamento dove la donna viveva con il marito. Al momento l’uomo risulterebbe irreperibile. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale tenenza che hanno avviato le indagini. Acquisite alcune immagini della videosorveglianza della zona.
La vittima era la sorella di Giuseppe Iannicelli, l’uomo di 52 anni ucciso a colpi di arma da fuoco il 16 gennaio 2014, sempre a Cassano allo Ionio, assieme al nipotino di tre anni, Cocò, e alla compagna marocchina Ibtissam Touss, di 27 e i cui corpi vennero poi dati alle fiamme. La parentela con l’uomo ucciso, comunque, non viene ritenuta collegata in alcun modo al delitto della donna che secondo le ipotesi avanzate dagli inquirenti sarebbe l’ennesima vittima di femminicidio.




Tenta di abusare di 3 minori: arrestato psicologo

 

 

Avrebbe tentato di abusare di tre minorenni tra Rosarno e Melicucco. Con l’accusa di tentata violenza sessuale e atti sessuali con minori, i carabinieri della compagnia di Gioia Tauro hanno arrestato il 66enne S. L., psicologo e responsabile del consultoriofamiliare di Laureana di Borrello, comune in provincia di Reggio Calabria.

La denuncia

L’attività investigativa, riporta la Gazzetta del Sud, è stata avviata a seguito della denuncia sporta dai genitori di uno dei tre minori il quale, nel pomeriggio del 19 marzo, mentre si trovava a Rosarno, dopo essere salito con l’inganno a bordo della vettura dell’uomo, era stato costretto a subire un tentativo di violenza sessuale al quale era riuscito a sottrarsi solo dandosi alla fuga. Da lì sono partite le indagini condotte dai carabinieri di Rosarno, sotto il coordinamento dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi, nel corso delle quali i militari sembra abbiano raccolto – attraverso l’acquisizione delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza pubblici, integrate dall’analisi dei tabulati telefonici dell’indagato – gravi indizi di colpevolezza a carico del professionista. L’accusa, specificano gli inquirenti, si basa anche sulle prezione dichiarazioni rese dai tre minori in occasione di audizioni protette




Violenza di gruppo su 18enne, 3 arresti

 

Tre ventenni sono stati arrestati dalla squadra mobile di Reggio Calabria per violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazza poco più che 18enne.
La violenza, secondo quanto emerso dalle indagini, è avvenuta la notte di San Lorenzo quando i tre, approfittando dello stato di ebbrezza della ragazza, l’hanno condotta fuori dalla discoteca in cui si trovavano e hanno abusato a turno di lei sulla spiaggia. Teatro della vicenda è stata una località del basso Ionio reggino. Gli arrestati, di cui sono state fornite solo le generalità, sono C.D., F.S. entrambi 20enni, e C.G., di 21.
Dalle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e dal pm Paolo Petrolo della dalla Procura di Reggio Calabria diretta da Giovanni Bombardieri, è emerso che la diciottenne aveva subito violenza da almeno tre giovani sulla spiaggia libera. L’allarme era stato dato da alcuni passanti al personale della Polizia di Stato in servizio di ordine pubblico fuori dal locale.




Trovato morto dopo aggressione

 

Gaetano Rizzuto, ingegnere e costruttore edile molto conosciuto a Vibo Valentia, è stato trovato morto stamane in una via del centro della città. Secondo le prime informazioni raccolte l’imprenditore sarebbe stato aggredito da una persona, al momento non identificata, che avrebbe avuto in mano un mattone.
Le urla di Rizzuto hanno attirato l’attenzione dei presenti che sono accorsi. Al momento non è chiaro se la morte dell’uomo sia dovuta all’aggressione o a un malore avvertito per lo spavento. Sul posto è intervenuto personale della Squadra mobile della Questura di Vibo Valentia e i sanitari del Suem 118.




Smantellate tende provvisorie migranti

 

SAN FERDINANDO (REGGIO CALABRIA), 12 APR – E’ in corso nell’area di San Ferdinando lo smantellamento delle 31 tende che ospitavano circa 150 migranti, allestite nei mesi scorsi fra la vecchia baraccopoli e la nuova tendopoli per accogliere coloro che avevano subito l’incendio delle baracche.
Alla luce della nuova disponibilità di posti nella nuova tendopoli, la Prefettura e la Questura di Reggio Calabria hanno deciso di procedere al trasferimento di tutti i migranti all’interno della nuova tendopoli. Le operazioni di smantellamento si stanno svolgendo nella massima tranquillità sotto la supervisione di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza. I migranti sono in fila per prendere posto tra le tende del campo gestito dalla Caritas e dal Comune di San Ferdinando.




‘Ndrangheta, decapitati i vertici della cosca Mancuso

 

Decapitati i vertici della cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso, considerato tra i più influenti della criminalità organizzata calabrese. Sono quattro gli arresti eseguiti dalla Polizia di Stato di Vibo Valentia, nell’ambito dell’operazione, denominata “Errore fatale”.

Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip distrettuale di Catanzaro, su richiesta della Dda.
Le quattro persone coinvolte nell’operazione sono ritenute responsabili dell’omicidio di Raffaele Fiamingo, avvenuto a Spilinga (Vibo Valentia) nel luglio del 2003, e del tentato omicidio di Francesco Mancuso.
Quasi 50 uomini della Polizia stanno eseguendo arresti e perquisizioni a Vibo Valentia, Milano e Prato.




Invalida ma gestiva attività, denunciata

 

Percepiva un assegno di invalidità e l’indennità di accompagnamento pur gestendo un’agenzia di finanziamenti e prestiti privati e incassava anche lo stipendio da insegnante, attività mai svolta dal 2008 grazie a prescrizioni mediche ottenute in modo fraudolento in una scuola di Canosa di Puglia. Una donna, F.C., di 47 anni, è stata denunciata dalla Guardia di Finanza di Rossano che ha eseguito un provvedimento di sequestro fino a 181 mila euro.
I finanzieri hanno seguito la donna con appostamenti e pedinamenti scoprendo che, ogni giorno, si recava guidando personalmente la propria auto a Cosenza dove gestiva un’attività economica. Inoltre, dopo avere fatto rientro a casa risultava in grado di svolgere le normali faccende di casa accudendo i propri figli. A differenza di quanto emergeva dagli esami medici in possesso dell’Inps, da quanto rilevato dalle indagini, la donna si muoveva in assoluta autonomia senza alcuna difficoltà e senza avvalersi di alcun ausilio.




Colpita cosca ‘ndrangheta, 31 arresti

 

Sono 31 gli arresti eseguiti dalla Polizia di Stato nell’ambito dell’operazione condotta dal Servizio centrale operativo e dalla Questura di Vibo Valentia, sotto le direttive della Procura antimafia di Catanzaro.
La cosca colpita nell’operazione é quella cosiddetta dei “piscopisani”, così chiamata perché ha la sua base operativa nella frazione “Piscopio” di Vibo Valentia. La cosca di ‘ndrangheta dei “piscopisani” voleva rimpiazzare quella dei Mancuso, storicamente dominante sul territorio, nel controllo delle attività illecite in una vasta area comprendente Vibo Valentia ed alcune frazioni.
É quanto emerso dall’inchiesta condotta dalla Procura antimafia di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri, che stamattina ha portato all’operazione della Polizia di Stato, denominata significativamente “Rimpiazzo”. Il tentativo dei “piscopisani” di spodestare i Mancuso fu la causa di uno scontro tra i due gruppi che provocò anche alcuni omicidi.




Cosentino, uccide lo zio durante un litigio poi si costituisce ai Carabinieri

L’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una lite tra zio e nipote

 

 

Ucciso a colpi d’arma da fuoco a Paterno Calabro, nel cosentino, dal nipote 35enne che si è poi costituito ai Carabinieri. La vittima è Angelo Presta, 54 anni, e il carnefice è Salvatore Presta, di 35.  L’omicidio, secondo una prima ricostruzione, sarebbe avvenuto al culmine di una lite tra zio e nipote in località “Pugliano”, in una zona di campagna. Sembrerebbe che i rapporti tra l’omicida e la vittima erano tesi da tempo per questioni che gli investigatori stanno approfondendo.

Il 54enne, ucciso a colpi di pistola, è morto rapidamente. L’omicida si trova adesso nella stazione di Dipignano dei Carabinieri ed è stato interrogato dal magistrato di turno della Procura della Repubblica di Cosenza.