Violenza sessuali:abusa per anni di nipoti minori, arrestato

 

Avrebbe violentato due sorelle sue nipoti, una delle quali da quando aveva 9 anni fino al compimento dei 16. Con questa accusa un 50enne crotonese è stato arrestato dalla polizia su disposizione dell’autorità giudiziaria. L’arresto è giunto a conclusione di un’indagine svolta dalla Squadra mobile. Gli investigatori, dopo la denuncia di una delle vittime, hanno raccolto una serie di testimonianze ed elementi a riscontro di quanto dichiarato dalla ragazza la quale ha descritto ai poliziotti gli abusi che era stata costretta a subire, dall’età di nove anni fino al compimento dei sedici, dall’uomo il quale era suo zio acquisito. Nel corso della denuncia è emerso anche che a subire gli abusi dello zio era stata anche la sorella minore della denunciante la quale, sentita dai poliziotti, confermava le violenze subite. Sulla base degli elementi raccolti dalla Squadra mobile la Procura della Repubblica di Crotone ha chiesto al gip, ottenendola, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.




Ventiquattrenne investito e ucciso da treno in Calabria

 

Uno studente universitario di 24 anni, Ludovico Lombardo, è stato investito e ucciso da un treno regionale proveniente da Reggio Calabria in transito, nella notte, lungo la tratta ferroviaria ionica alla periferia di Roccella Jonica. Ad investire il giovane è stato il regionale Reggio Calabria-Roccella Jonica che ieri sera era quasi giunto a destinazione, anche se con notevole ritardo.
Da quanto emerso dai primi accertamenti compiuti sul luogo della tragedia dai carabinieri e dagli agenti della Polfer di Locri, lo studente universitario, avrebbe utilizzato un passaggio abusivo posto tra la Statale 106 e i binari, tentando, tenendo tra le mani anche la propria bicicletta, di attraversare la ferrovia per raggiungere la zona a sud del lungomare della cittadina costiera. Il violento impatto laterale col treno regionale ha, per via di numerose ferite e lesioni interne, causato l’immediato decesso del ventiquattrenne. La tragedia ha sconvolto l’intera cittadina roccellese. Gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto sono in corso da parte dei Carabinieri e della Polfer.




Trasportava 7,5 kg di cocaina in auto, arrestato poliziotto

 

Viaggiava in auto con moglie e un figlio minorenne, ma trasportava anche 7,5 chili di cocaina: un agente di polizia è stato così arrestato dai carabinieri della Compagnia di Locri. I militari, nel corso di controlli alla circolazione, hanno fermato un’auto con alla guida un 40enne, B.C., residente in Sicilia, appartenente alla Polizia di Stato in servizio nel reggino. L’uomo, dopo aver esibito una fotocopia del tesserino di riconoscimento, si è mostrato agitato ed insofferente al controllo, destando così il sospetto che potesse avere qualcosa da nascondere. I carabinieri hanno quindi perquisito l’auto insieme ad operatori della Polizia di Stato opportunamente avvisati, e, nascosti all’interno di un doppio fondo ricavato dietro il vano portaoggetti, hanno trovato 7 confezioni plastificate da circa 1 kg ciascuna, che contenevano complessivamente 7,5 kg di cocaina. Dichiarato in stato i arresto, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’agente è stato portato in carcere in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice di Locri




Violenza sessuale: abusi su turista, arrestato 17enne

 

I carabinieri della Compagnia di Soverato hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale per i minorenni di Catanzaro, su richiesta della Procura, nei confronti di un 17enne, incensurato, residente nella provincia di Vibo Valentia, ritenuto responsabile di violenza sessuale, lesioni personali aggravate e atti osceni.
Il provvedimento giunge a conclusione delle indagini svolte dai carabinieri, sotto l’egida dalla Procura per i minorenni di Catanzaro, che sono scaturite da una segnalazione giunta nella nottata del 21 luglio scorso da una 22enne turista straniera, in viaggio in Calabria con altri connazionali. In particolare, secondo l’accusa, il 17enne, dopo aver conosciuto la vittima sul lungomare di Soverato, l’avrebbe costretta con violenza a subire un rapporto sessuale, provocandole delle lesioni. Nella circostanza, il minore, ha anche tentato un approccio con una connazionale della vittima, intervenuta in soccorso della ragazza.




Indagati ex commissari salute Calabria Scura e Urbani

 

Da nove anni percepivano emolumenti aggiuntivi illegittimi, decretati dalla struttura commissariale. Con questa accusa i finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro hanno sequestrato beni per oltre un milione e indagato per abuso d’ufficio 5 dirigenti veterinari e l’ex commissario ad acta per il piano di rientro del debito sanitario della Calabria Massimo Scura, l’ex sub commissario Andrea Urbani – attuale direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute – e il coordinatore della task force veterinaria Pasquale Turno. Secondo l’accusa, le indennità non erano dovute, in quanto, per norma di legge, l’incarico ricoperto non avrebbe dovuto comportare retribuzioni aggiuntive. L’operazione è stata denominata “Artemide”.
I finanzieri, in esecuzione di un provvedimento emesso dal gip, hanno eseguito un sequestro preventivo per 351.093,25 euro nei confronti di Fabio Arigoni, di Roccabernarda (Crotone), dirigente veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone; di 273.664,18 euro a Gianluca Grandinetti (58), di Soveria Mannelli, dirigente veterinario dell’Asp di Catanzaro; di 323.649,74 euro a Maurizio Anastasio maurizio (63), di Rende (Cosenza), dirigente veterinario dell’Asp di Cosenza; di 86.247,36 euro a Achille Straticò (58), di Bisignano (Cosenza), dipendente dell’Asp di Cosenza; e di 75.529,10 a Giuseppe Loprete (73), di Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria), già dipendente dell’Asp di Reggio Calabria, ora in pensione. Si tratta di cinque dirigenti medici veterinari individuati dalla regione Calabria per far parte della “task force veterinaria”.
Dalle indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catanzaro sotto la direzione del pm Chiara Bonfadini e con il coordinamento del procuratore aggiunto Giancarlo Novelli e del procuratore Nicola Gratteri, è emerso che a partire dal 2011 e fino al 2019 i componenti della task force, pur essendo stati impiegati ai sensi della legge regionale 8/2003 – che prevede la possibilità di utilizzo dei dipendenti delle Aziende sanitarie regionali senza oneri aggiuntivi – avevano indebitamente percepito tre differenti emolumenti non dovuti.




‘Ndrangheta: favorivano latitanza boss, 14 arresti

 

Un’organizzazione dedita ad agevolare la latitanza di boss di ‘ndrangheta è stata disarticolata dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria che hanno arrestato 14 persone – due ai domiciliari – ritenute responsabili, a vario titolo, di traffico ed associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, favoreggiamento personale di latitanti, detenzione e porto abusivo di armi da sparo comuni e da guerra. L’operazione, denominata Gear, è stata condotta tra Reggio Calabria, Teramo e Benevento, con il supporto dei reparti territorialmente competenti, dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, del Nucleo Carabinieri Cinofili, con il coordinamento della Dda reggina diretta daGiovanni Bombardieri.
L’organizzazione aveva aveva stabilito la sua base nevralgica in una cava di inerti situata a Gioia Tauro individuata grazie alle indagini condotte dalla Sezione operativa della Compagnia carabinieri di Gioia Tauro e fa seguito agli arresti dei latitanti Antonino Pesce, Salvatore Etzi e Salvatore Palumbo.
Proprio il monitoraggio di mogli, fidanzate, parenti e favoreggiatori dei latitanti aveva fatto emergere la centralità del sito di estrazione che poi si sarebbe rivelato essere un vero e proprio snodo delle attività delittuose. Il monitoraggio della cava aveva permesso anche ai carabinieri di Gioia Tauro di catturare, il 14 aprile 2018, un quarto latitante, Vincenzo Di Marte, inserito nell'”elenco dei latitanti pericolosi” e ritenuto un elemento di spicco della cosca Pesce.
I componenti l’organizzazione, secondo l’accusa, con diversi ruoli, avrebbero messo a disposizione dei latitanti Etzi, Pesce e Di Marte, immobili da adibire a rifugio, avrebbero fornito generi alimentari e di prima necessità, nonché strumenti meccanici ed elettronici. Inoltre avrebbero curato gli appuntamenti dei latitanti con altre persone garantendo anche i contatti con i familiari e organizzando gli spostamenti. Un quadro indiziario che ha portato il gip Stefania Rachele ad emettere il provvedimento su richiesta del procuratore aggiunto Calogero Gaetano Paci e del pm Francesco Ponzetta.




Corruzione: a giudizio Oliverio, prosciolto Occhiuto

 

Il gup del Tribunale di Catanzaro Alfredo Ferraro ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti dell’ex presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, dell’ex assessore e consigliere regionale del Pd Nicola Adamo, del segretario del Psi Luigi Incarnato, e altri imputati. Non luogo a procedere, come chiesto dall’accusa, per il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. Il procedimento nasce dall’inchiesta della Dda di Catanzaro “Passepartout” su presunte irregolarità in alcuni appalti a Cosenza, tra i quali quello della metropolitana leggera Cosenza-Rende e per la realizzazione del nuovo ospedale.
Il processo, che avrà inizio il prossimo 27 aprile davanti al Tribunale collegiale di Catanzaro, è stato disposto anche per Luca Morrone, Luigi Giuseppe Zinno, Giuseppe Lo Feudo, Pietro Ventura, Antonio Capristo, Giuseppe Trifirò, Santo Marazzita, Giulio Marchi, Armando Latini, Giovanni Forciniti e Fortunato Varone.
Nel corso dell’udienza del 17 luglio scorso avevano ottenuto il rito abbreviato Pasquale Gidaro, Eugenia Montilla (dirigente regionale), Arturo Veltri, Tito Berti Nulli. Per loro le udienze avranno inizio il prossimo 23 ottobre. Per tutti gli imputati, come aveva già chiesto il pm Graziella Viscomi, cade il reato di associazione a delinquere per il quale è stato deciso il non luogo a procedere.




Uccise moglie incinta, ergastolo

 

La Corte d’Assise di Cosenza ha condannato all’ergastolo Giovanni Di Cicco, di 49 anni per l’assassinio della moglie, Romina Innicelli, di 44 anni, avvenuto a Cassano allo Jonio, nel Cosentino, nella notte tra il 15 ed il 16 aprile dello scorso anno.
Il collegio giudicante, presieduto da Paola Lucente, ha accolto la richiesta di condanna fatta dal pubblico ministero, Valentina Draetta.
Romina Innicelli, quando fu uccisa, era al secondo mese di gravidanza. Il marito infierì su di lei prima tentando di strangolarla e poi finendola a colpi di bastone.
Di Cicco, agli investigatori, rivelò che poco prima dell’omicidio aveva assunto una dose di droga che gli avrebbe fatto perdere qualsiasi forma di autocontrollo




Migranti a Roccella, emersi casi Covid

 

Un gruppo di settanta migranti, avvistati nella tarda serata di ieri nello Jonio al largo di Caulonia a bordo di un’imbarcazione, sono sbarcati in mattinata nel porto di Roccella Jonica. Tra i migranti, tutti uomini di nazionalità pachistana, sottoposti tutti al tampone per il coronavirus, sono emersi alcuni casi di positività al coronavirus. All’arrivo in porto i migranti, apparsi tutti in buone condizioni di salute, sono stati fatti scendere sulla banchina con l’ausilio dei volontari della Croce rossa italiana.
Successivamente sono stati trasferiti nel palazzetto dello sport di Roccella Jonica in attesa dell’esito dei test che sono in corso a Reggio Calabria.




Migranti: 54 a Crotone con un veliero

 

Un gruppo di 54 migranti di varia nazionalità é sbarcato nel porto di Crotone. Tra loro una donna con il suo bambino di pochi mesi ed altri 13 minori. Sono stati intercettati mentre viaggiavano su un veliero da una motovedetta della Guardia di finanza, che li ha condotti fino al porto. Sul posto anche il personale del 118 e della Croce Rossa.
I migranti, le cui condizioni sono buone, sono stati portati nel centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto, dove sono stati collocati in quarantena in attesa di essere sottoposti ai tamponi anti Covid.