Tredicenne cade dal secondo piano e muore

 

Un ragazzino di 13 anni è morto questa mattina a Bellaria Igea Marina, nel Riminese, dopo essere caduto dal secondo piano di un hotel della cittadina balneare.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Bellaria e l’ambulanza del 118. L’allarme è stato dato dall’hotel. Sul terrazzo dal quale è caduto il 13enne, i carabinieri hanno trovato lo zaino. Questa mattina infatti il ragazzino sarebbe dovuto andare a scuola. Al momento si esclude una responsabilità di altre persone e accertamenti sono in corso.




A Bologna sempre più zone di sosta a pagamento

Si allarga la sosta a pagamento: in zona Murri-Toscana, fino al confine col Quartiere Savena; al San Donato, fino allazona San Donnino; e in Massarenti, fino alla rotonda Paradisi che si collega a via Larga.

Il nuovo piano di estensione delle strisce blu verso la periferia è stato presentato questa mattina in commissione Mobilità del Comune di Bologna. La nuova sosta a pagamento, con una tariffa di 1,20 euro all’ora, dovrebbe scattare a partire da dicembre. I tempi dipendono però dal nuovo gestore della sosta: il bando di gara si è chiuso con due offerte presentate, che in questi giorni Palazzo D’Accursio sta valutando.

Nelle prossime settimane, intanto, gli uffici tecnici del Comune definiranno il piano particolareggiato, in cui sarà stabilita anche la quota di strisce bianche (quindi gratuita) prevista per legge e l’istituzione di nuovi sensi unici, soprattutto nelle strade più strette, da accompagnare al disegno delle strisce blu.

Si tratta di un’operazione decisa “a protezione della sosta dei residenti”,spiega l’ingegnere Carlo Michelacci, del settore Mobilità di Palazzo D’Accursio. Anche per questo “con ci aspettiamo un aumento degli utili da questo
allargamento- ci tiene a precisare il tecnico- dalle precedenti estensioni abbiamo ottenuto un sostanziale pareggio, se non una leggera rimessa”.

Si parla di zone “di vecchia urbanizzazione”, spiega ancora Michelacci, dove i palazzi sono per lo più sprovvisti di garage e che sono utilizzate soprattutto dai pendolari che arrivano da fuori citta’ per lasciare l’auto e spostarsi verso il centro coi mezzi pubblici.

Nel dettaglio: in Santo Stefano, la sosta a pagamento sarà allargata tra le altre alle vie Marchetti, Varthema, Siepelunga e Borghi Mamo; in San Donato, si parla delle vie Bertini e Ferri, “in sofferenza soprattutto nei giorni di fiera”, delle vie Spartaco e del Parco e di parte della zona San Donnino; in San Vitale, le strisce blu di via Massarenti saranno ampliate fino alla rotonda Paradisi.

Nella stessa delibera passata oggi in commissione, e che lunedì approderà in Consiglio comunale, è prevista anche la concessione del doppio permesso di sosta per i residenti di Corte Galluzzi, in pieno centro storico, in considerazione della “particolaritàdell’area – spiega Michelacci – è una zona pedonale tra altre due zone pedonali e quindi c’è una forte difficoltà di sosta”.




Bologna- sporcizia di ogni tipo nelle aule delle scuole dopo le lezioni

C’è chi ha trovato un pezzo di sigaro vicino a una finestra, modello posacenere (media Testoni – Ic 5), chi i cartoni della pizza sull’armadio (Itc Luxemburg) e chi i banchi timbrati all’Ic 12. E c’è chi, tanti e comunque sempre uno di troppo, la pulizia e la fondamentale igienizzazione se le sono fatte da sé. Non solo con i propri collaboratori, già sotto organico, ma persino con i propri detersivi, igienizzanti e spazzoloni. Il Comune doveva riconsegnare le scuole, sede di seggio, tirate a lucido e soprattutto igienizzate a fondo visto il Covid circolante. E invece no: “Hanno fatto una pulizia poco accurata” oppure “Hanno pulito non benissimo” sono gli eufemismi cui hanno fatto ricorso i dirigenti, a dir poco arrabbiati, per come gli sono state ‘restituite’ le aule.

Subito sono partite mail a raffica al Comune e all’Ausl perché “con il Covid non si scherza”. E soprattutto “dopo mesi di lavoro …”. “Abbiamo avuto qualche segnalazione di disservizio che analizzeremo nel dettaglio”, si limita a replicare il Comune. I racconti dalle scuole sembrano comiche. Al liceo Righi, dove peraltro ci sono due positivi e una classe in quarantena, racconta un collaboratore scolastico: “Si sono presentati in due con un mocho, un secchio e uno spruzzino”. Scatta l’sos: nebulizzatore a manetta e collaboratori scolastici arruolati in fretta e furia. Al Fermi, spiega il preside Fulvio Buonomo: “I prodotti li abbiamo forniti noi. Dove erano presenti i nostri collaboratori hanno pulito”. Dove non c’erano, via di ramazza liceale. “Pulizia sommaria – conferma il preside dell’Ic 5, Luca Prono –. Siamo intervenuti noi anche questa mattina (ieri, ndr) prima dell’arrivo dei ragazzi”.




Maltempo, allerta estesa anche per vento e piene

 

Prosegue in Emilia-Romagna l’ondata di maltempo e dopo l’alert per oggi per forti temporali in quasi tutta la regione, l’allerta arancione viene estesa anche per domani sempre per temporali, vento, piene dei fiumi e possibili frane.
Nella giornata di venerdì 25 settembre proseguiranno nelle prime ore del mattino condizioni di tempo fortemente perturbato con temporali localmente intensi sulle aree appenniniche e sulle pianure centro-orientali. I fenomeni risulteranno in attenuazione ed esaurimento nel corso della giornata.
Contestualmente si prevedono venti sud-occidentali con raffiche anche oltre 75 chilometri orari su tutte le sottozone montane e collinari e oltre 62 chilometri orari su tutte le sottozone di pianura. Il vento si attenuerà nelle ore serali.




Fase 3: assessore E-R, mascherina se non ci sono distanze

 

In Emilia-Romagna “le regole e i protocolli di sicurezza per le mascherine sono ad oggi quelli che abbiamo validato insieme all’Istituto superiore di sanità e al Ministero quest’estate. La Campania ha numeri diversi sia per quello che riguarda la diffusione del virus, sia per la capacità di tamponi che mi sembra più circoscritta”. Così Raffaele Donini, assessore regionale alle Politiche per la salute in Emilia-Romagna, a margine di una videoconferenza sulla riorganizzazione dell’attività sanitaria in regione risponde a una domanda sull’ipotesi di tornare all’obbligo di indossare la mascherina, sempre, all’aperto, come annunciato dal governatore campano.
“Per quello che ci riguarda – ha sottolineato Donini – la raccomandazione è a osservare le regole che ci sono, cioè: indossare la mascherina qualora non ci sia possibilità di distanziamento è una regola aurea che vogliamo sottolineare”.
“Siamo stabilmente tra le regioni che testano di più, perché ogni giorno abbiamo circa 10mila tamponi e 2mila test sierologici svolti – ha spiegato Donini – che riescono a individuare tempestivamente, finora, i casi e i focolai in modo da circoscriverli e spegnerli”.




Screening del colon retto: in quali strutture si fa e perché è importante

Il tumore del colon-retto è attualmente la seconda neoplasia più diffusa in Italia. Facendo riferimento ai dati ufficiali dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica pubblicati nel rapporto I numeri del cancro in Italia 2019, si nota che nella popolazione maschile il cancro del colon-retto si colloca per frequenza al terzo posto dietro al tumore della prostata ed al tumore del polmone, mentre nella popolazione femminile si trova al secondo posto dietro al cancro alla mammella.

La così ampia diffusione ha spinto a stabilire una procedura di screening che potesse essere utile come prevenzione secondaria, ovvero per individuare i tumori nelle fasi iniziali ed intervenire prontamente prima di eventuali complicanze. Attualmente lo screening si può fare anche in farmacia: chi vive nel capoluogo dell’Emilia Romagna, ad esempio, può informarsi su dove fare screening del colon retto in farmacia a Bologna per individuare la farmacia che si occupa di offrire alla popolazione questo utilissimo servizio sanitario.

Come funziona lo screening del colon retto?

Lo screening del colon retto sfruttato attualmente in Italia prevede la ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF). La popolazione target comprende i pazienti – sia uomini che donne – di età compresa tra i 50 ed i 69 anni e la ricerca del SOF viene effettuata ogni due anni. Questo primo livello dello screening è molto semplice: al paziente viene chiesto di raccogliere un piccolo campione di feci, da consegnare poi al laboratorio affinché possano essere ricercate eventuali tracce ematiche che ad occhio nudo non potrebbero essere apprezzate.

La positività al sangue occulto fecale non è però patognomica di cancro del colon-retto: in caso di test positivo è dunque necessario passare al secondo livello, utile per approfondire la situazione e per distinguere tra patologie benigne e maligne. L’esame di secondo livello è la colonscopia, un’indagine endoscopica che consente di visualizzare l’intera mucosa del colon e di effettuare delle biopsie nelle aree sospette. In questo modo si potranno eseguire studi istologici sul campione prelevato per valutare la natura della formazione e stabilire se si tratti o meno di cancro del colon retto.

La colonscopia è un’indagine invasiva e per questo viene proposta solo ai pazienti con positività al primo livello dello screening. La ricerca del sangue occulto nelle feci è invece un’indagine semplice da effettuare e che non costringe il paziente a sottoporsi a delle procedure invasive, le quali limiterebbero inevitabilmente l’aderenza allo screening se fossero esami di primo livello.

Perché lo screening per il cancro del colon retto è importante?

Lo screening per il cancro del colon retto è una metodica di prevenzione secondaria, il cui scopo è riconoscere il prima possibile i tumori insorti a livello del colon-retto. Questo tumore negli stadi avanzati ha un elevato tasso di mortalità, con lo screening si riescono a trattare molti pazienti in tempo e di fatto si riescono a salvare molte vite. Lo screening è un’opportunità offerta dal Servizio Sanitario Nazionale e sarebbe un peccato non sfruttarla per salvaguardare la propria salute




Frode, bancarotta e riciclaggio, 51 misure in tutta Italia

 

Sono accusati di aver messo in piedi un articolato sistema criminale specializzato nell’offrire in via ‘professionale’ servizi di emissioni di fatture per operazioni inesistenti, per consentire alle imprese beneficiarie di abbattere i propri redditi imponibili e truffare così il fisco. L’organizzazione, con base a Reggio Emilia, composta da 49 soggetti, operava in tutta Italia ed è stata smantellata oggi da un’operazione congiunta di Polizia e Guardia di finanza denominata ‘Billions’.

Su richiesta del Gip del tribunale reggiano in 250 tra agenti e militari stanno eseguendo 51 misure cautelari personali, di cui 22 in carcere, per frode fiscale, bancarotta e riciclaggio e sequestri di beni e denaro per 24 milioni di euro. Nove degli indagati sono risultati tra l’altro anche beneficiari del reddito di cittadinanza, del quale hanno usufruito complessivamente per oltre 80mila euro.

Le indagini hanno permesso di ricostruire una struttura associativa particolarmente complessa, spiegano le forze dell’ordine, dedita anche al riciclaggio di denaro, pure all’estero, all’autoriciclaggio e alla commissione di reati di bancarotta fraudolenta. Al vertice dell’organizzazione c’erano capi che coordinavano dieci cellule operative che potevano contare su società di comodo per emettere fatture su operazioni inesistenti, su ‘prelevatori’ di denaro da bancomat e procacciatori di soggetti economici interessati a ottenere tali servizi illegali. Poi, alla base della piramide, una folta schiera di prestanome titolari di una miriade di società ‘cartiere’ che servivano solo a produrre fatture false.

“Producono soldi”, così alcuni indagati in una intercettazione scherzavano a proposito di cosa producessero le loro società.




Maltempo: allerta arancione in E-R per temporali

 

Allerta arancione domani, 24 settembre, in Emilia-Romagna per rischio di frane e smottamenti e per temporali di media e forte intensità nei bacini emiliani, nella pianura emiliana orientale, centrale e sulla costa ferrarese. Bollino giallo altrove, sempre per temporali. Secondo l’alert diramato dalla Regione, sono attesi accumuli di pioggia importanti soprattutto nel pomeriggio e nella serata, anche superiori a 70 millimetri di pioggia in tre ore. I temporali, secondo le previsioni, saranno accompagnati da tempeste di fulmini, grandinate e raffiche di vento. Nel corso di tutta la giornata sono attese raffiche di vento superiori a 60 chilometri orari sul versante appenninico centro-occidentale.




Esplosione in villetta nel Bolognese, un ferito grave

 

Un’esplosione è avvenuta poco dopo mezzogiorno in una villetta in via della Torre, zona Paderno sui colli di Bologna. Dalle prime informazioni, una persona sarebbe rimasta ferita, ustionata in modo grave. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco, Polizia e 118, anche con l’elicottero. L’esplosione sarebbe avvenuta nel seminterrato della villetta ed è stata avvertita anche a distanza, ma non è ancora stato chiarito cosa l’abbia provocata.




Salvini al citofono: sanzione disciplinare per carabiniere

 

Un provvedimento disciplinare è stato emesso nei confronti del sottufficiale dei carabinieri accusato di avere avuto un ruolo nella vicenda della ‘citofonata’ di Matteo Salvini a gennaio al quartiere Pilastro di Bologna. Il militare ha ricevuto la sanzione di cinque giorni di ‘consegna semplice’, misura che punisce le violazioni alle norme del servizio e della disciplina e l’inosservanza dei doveri. Sebbene non comporti conseguenze specifiche, il provvedimento viene trascritto sul foglio matricolare e resta nel ‘curriculum’ del militare. Il difensore del militare, avvocato Arcangela Spenillo del foro di Rimini, interpellata dall’ANSA spiega di aver presentato ricorso gerarchico al comando interregionale: “La sanzione non è definitiva e a livello procedurale ci sono diverse anomalie e lacune, anche dal punto di vista del diritto di difesa”.
Il carabiniere sarebbe accusato di aver leso l’immagine dell’Arma facendo da tramite con la donna che accompagnò Salvini nella passeggiata per il quartiere, indicando la casa di un presunto spacciatore. Tuttavia “c’è stato un travisamento dei fatti – prosegue l’avvocato – È stato lo staff della Lega a contattare il mio assistito chiedendo se aveva il numero della signora, perché lei più volte aveva scritto alla Lega chiedendo di interessarsi della questione al Pilastro. Semplicemente lui ha chiesto alla signora se poteva fornire il numero e con il suo consenso lo ha trasmesso e poi se la sono vista loro”.
Il militare è stato anche coinvolto in un’inchiesta per stalking ai danni di un avvocato e depistaggio, in concorso con un collega. Su questo la Cassazione ha recentemente annullato senza rinvio la misura cautelare della sospensione dal servizio e si attende la fissazione dell’udienza preliminare.