In fiamme 30 baracche in campo migranti

 

Sono almeno una trentina le baracche distrutte nell’incendio divampato la scorsa notte all’interno dell’insediamento abusivo in cui vivono molti migranti a Borgo Mezzanone, accanto al Cara che si trova a pochi chilometri da Foggia. Non si registrano feriti. Sul posto hanno operato sette squadre dei dei Vigili del Fuoco che hanno lavorato fino all’alba per domare il rogo. Stando a primi accertamenti, l’incendio sarebbe di natura accidentale. Non è la prima volta che nella baraccopoli di Borgo Mezzanone si verificano incendi. L’ultimo, in ordine di tempo, è avvenuto lo scorso 4 febbraio quando morì una donna africana rimasta gravemente ustionata nel rogo provocato dall’esplosione di una bombola del gas.




Coronavirus:Fimmg Bari ‘Medici,non eroi’

 

Medici sfiniti, accasciati sulle scrivanie. Medici che esibiscono sul volto i segni rossi lasciati dalle mascherine. Medici che affrontano l’epidemia in prima linea, spesso senza protezioni. In questo periodo sono tante le immagini degli operatori sanitari in trincea nella lotta all’epidemia che sono circolate sui media. Ed è ispirandosi a quelle immagini che la Fimmg Bari ha deciso di lanciare la campagna ‘Medici, non eroi’, per invitare i cittadini al distanziamento sociale. “Proteggili tu, resta a casa”, recitano i banner che verranno diffusi sui canali social a partire da oggi e che riportano immagini di medici sfiniti.
“Resta a casa. Proteggi i medici, il personale sanitario e te stesso. Se hai sintomi, chiama il tuo medico”, è l’invito dei medici.




Nonostante il COVID-19, due arresti per droga, due per espiazione ed aggravamento pena

Sono due le donne arrestate nei giorni scorsi, in due diverse circostanze,  dai Carabinieri della Compagnia di Molfetta per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nonostante l’intensificazione dei  controlli per il contenimento della diffusione del COVID-19, a Terlizzi, i Carabinieri della locale Tenenza  hanno fermato e controllato un’autovettura con a bordo un uomo ed una donna provenienti dal Comune di Bisceglie (BT), i quali hanno subito destato sospetti. A seguito di un’attenta ispezione dell’autovettura, i militari hanno scoperto che la donna aveva occultato oltre 50 grammi di eroina. Inutile chiedere le motivazioni per le quali i due si trovassero per strada, nonostante le limitazioni imposte dal DPCM del 9 marzo scorso. La donna è stata arrestata per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione della competente A.G., sottoposta agli arresti domiciliari , mentre per l’uomo è scattata una denuncia in stato di libertà.

Anche a Molfetta una 28nne è stata arrestata per lo stesso motivo. La giovane donna, pensando di eludere i controlli serrati di questi giorni, aveva dislocato la propria attività illecita nelle immediate vicinanze della propria abitazione. I militari hanno così notato i suoi movimenti sospetti ed hanno quindi proceduto ad una perquisizione personale e domiciliare, rinvenendo sulla sua persona una dose di marijuana e nell’abitazione, nascosta nell’armadio della camera da letto, una busta con 48 dosi di marjuana per un peso totale di 76 grammi, mentre all’interno di un elettrodomestico la somma di euro 1.805,00, ritenuta il provento dell’illecita attività di spaccio. Anche la giovane molfettese è stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.  

Per entrambe le pusher è scattata anche la denuncia per la violazione dell’art. 650 c.p. proprio per la violazione del decreto “anti-covid”.

I Carabinieri di Molfetta e Terlizzi  hanno inoltre eseguito, rispettivamente,  un ordine di espiazione pena detentiva nei confronti di un molfettese  55enne che deve espirare anni 1 e mesi 1 di reclusione per furto aggravato in concorso ed associazione per delinquere ed un ordine di sospensione cautelare delle misure alternative nei confronti di un terlizzese  65enne, già detenuto domiciliare, per inosservanza delle prescrizioni imposte. Per entrambi si sono così aperte le porte della Casa Circondariale di Trani.




Controllo del territorio. Arrestato un pusher e due scassinatori.

I militari del Nucleo Radiomobile di Bari, in frazione Loseto, hanno arrestato un 32enne ed un 41enne, per furto aggravato in concorso e possesso di attrezzi da scasso.
In particolare, a seguito di una segnalazione telefonica pervenuta al 112,  i militari operanti sono intervenuti nella suddetta via dove hanno sorpreso i due mentre stavano tentando di  nascondersi in un sottoscala adiacente ad una cantinola la cui porta era stata forzata.  L’immediata perquisizione personale ha consentito  di rinvenire  sul 32enne il cilindretto della serratura della porta della cantinola che era stato appena asportato, mentre sulla persona del 41enne attrezzi da scasso ed  una torcia.
Il tutto è stato  posto sotto sequestro. Su disposizione della competente A.G., per i due arrestati si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Bari in attesa di giudizio.
Nella notte precedente, in zona Stanic,  i militari del Nucleo Radiomobile hanno sottoposto a controllo un  42enne, sorpreso mentre, alla vista dei militari, cercava di nascondersi sotto un’autovettura. Sottoposto a controllo è stato trovato in possesso di attrezzi da scasso che sono stati sequestrati. Sul suo conto sono in corso ulteriori accertamenti volti a comprovare le sue dirette responsabilità su un tentativo di scasso della porta d’ingresso di un esercizio commerciale ubicato in zona, avvenuto prima del suo controllo.
Ieri pomeriggio, i Carabinieri della Stazione di Bari Picone hanno arrestato un  29enne del luogo per resistenza a p.u. e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
In particolare, una pattuglia della suddetta Stazione CC ha notato il 29enne mentre, in bicicletta, percorreva con fare circospetto via Giulio Petroni. Alla vista dei militari  il giovane si è dato alla fuga, mettendo in pericolo l’incolumità degli operanti e  di altri utenti strada. L’inseguimento si è protratto fino in Viale Unità d’Italia, dove è stato  raggiunto e bloccato dai militari. Nel corso di una  perquisizione personale, il predetto è stato trovato in possesso di 40 grammi di sostanza stupefacente del tipo “hashish”, suddivisa in varie dosi e della somma contante  di € 30,00, ritenuta il provento dell’illecita attività spaccio.
Su disposizione della competente A.G., il 29enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.
Per tutti è scattata anche la denuncia per la violazione dell’art. 650 C.P., avendo violato l’obbligo di rimanere in casa in violazione alla misure urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. 




Tre decessi in Puglia e 94 nuovi casi

Oggi in Puglia si sono registrati tre decessi legati all’epidemia coronavirus, mentre i nuovi casi sono 94: lo comunica il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Il totale dei casi positivi è di 675.
    Oggi sono stati effettuati 828 test per l’infezione Covid19, i 94 casi positivi sono così suddivisi: 29 in provincia di Bari, 2 nella Bat, 27 nel Foggiano, 15 nel Leccese, 10 in provincia di Bari, 2 nel Tarantino. I tre decessi si sono verificati uno nella provincia di Bari, uno nella provincia di Brindisi e uno in quella di Foggia, salgono quindi a 29 le morti legate all’epidemia.
    Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 5.617 test.
    Il totale dei casi positivi Covid è di 675, così divisi: 194 nella Provincia di Bari; 32 nella Provincia di Bat; 94 nella Provincia di Brindisi; 190 nella Provincia di Foggia; 103 nella Provincia di Lecce; 35 nella Provincia di Taranto.




Coronavirus-Castellaneta: “Medico non informa di avere la febbre e contagia 7 colleghi”

Sette casi positivi, di cui tre primari e quattro infermieri, quasi nessuno con sintomi se non lievi. Altri tre casi dubbi e 54 tamponi che riguardano di fatto l’intero personale della struttura. Nell’ospedale San Pio di Castellaneta è scoppiato una sorta di focolaio Covid-19. Ma l’aspetto ancor più grave è che a causarlo sarebbe stato un medico della stessa struttura. Sarebbe stato a Milano nella prima settimana di marzo e, dopo aver avvertito sintomi la scorsa settimana, non avrebbe rispettato i protocolli dettati dalle autorità sanitarie nazionali per l’emergenza coronavirus. A lanciare l’allarme è stato il sindaco della cittadina, nonché presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti.

Quello che è accaduto – sottolinea il primo cittadino – è gravissimo, inaudito, inconcepibile. Un medico, che lavora in ospedale, è andato lì, in nosocomio, e invece di passare dal pre-triage come prevedono la procedura e i protocolli, è andato regolarmente al pronto soccorso, come se nulla fosse, e da lì è andato poi nei reparti. Si è permesso il lusso di girare vari reparti e ora abbiamo medici, caposala e impiegati della direzione sanitaria positivi“.

Secondo una ricostruzione avrebbe proseguito la sua attività le settimane scorse incontrando il personale medico e amministrativo del nosocomio. Si sarebbe anche sottoposto lui stesso a degli esami clinici. Ma dopo aver avvertito i sintomi si sarebbe rivolto al suo stesso ospedale senza passare dal pre-triage allestito con una tenda all’esterno della struttura.




Coronavirus, tra i contagiati in Puglia tanti genitori dei ragazzi rientrati da Nord: il 15% aveva la febbre

C’è un dato che allarma in queste ore gli esperti della Protezione civile. Un numero che racconta come alcune preoccupazioni, rimbalzate nei giorni scorsi tra i governatori del Sud, non fossero esagerate. Il Mezzogiorno rischia il picco di contagi per il Corona virus dopo il rientro indiscriminato di lavoratori e studenti da Lombardia e Veneto.

Soltanto nell’ultimo fine settimana, circa il 15 per cento delle persone controllate nelle principali stazioni pugliesi avevano febbre o comunque sintomi influenzali. E molti dei familiari dei ragazzi rientrati dopo la chiusura delle università tre settimane fa, sono positivi al Corona.

A preoccupare è dunque il fatto che tanti, troppi, delle persone rientrate avessero sintomi. Ma più in generale l’enorme numero di persone arrivate in Puglia. Le persone rientrate – soltanto quelle che si sono autodenunciate sono 23.676, di cui 16.859 dall’8 marzo e 643 soltanto ieri- rischiano di mettere in crisi il sistema sanitario pugliese.




Sequestrati 33 mila litri di alcool di contrabbando pronti per il mercato della capitanata

Nei giorni scorsi, finanzieri del Comando Provinciale di Foggia hanno condotto un’operazione di polizia giudiziaria, finalizzata al contrasto del traffico illecito di prodotti alcolici immessi in consumo senza assolvere le imposte dovute (IVA e Accise).

L’attività, svolta dai militari della Compagnia di Manfredonia, ha permesso di individuare in agro di San Severo due distinti opifici abusivi – destinati alla decolorazione, distillazione, imbottigliamento ed etichettatura di alcool puro ad uso alimentare – nei quali sono stati rinvenuti e sequestrati poco meno di 33 mila litri di alcool puro, di cui 281 già imbottigliati e pronti per essere messi in commercio.

In dettaglio, nel corso di un controllo economico del territorio, concentrato sulle rotabili in agro di San Severo, i finanzieri della Compagnia di Manfredonia hanno fermato e ispezionato un autocarro, con targa polacca, il cui conducente esibiva documenti di trasporto relativi ad un carico di liquido antigelo.

Da un rapido riscontro visivo del prodotto e un successivo approfondimento sulle banche dati in uso alla Guardia di finanza, è emerso che i documenti di trasporto erano falsi, poiché riportavano dati di società di fatto inesistenti.

Raccolti i primi indizi, i finanzieri hanno proseguito il controllo presso i luoghi di destinazione del materiale trasportato, più precisamente, in alcuni locali ubicati all’interno di un autoparco, dove è stato individuato un opificio abusivo per la decolorazione e distillazione dell’alcool puro e per il suo successivo imballaggio in alcune cisterne da 1.000 litri ciascuna.

Il controllo è stato poi esteso ad un secondo opificio abusivo, poco distante dal primo, dove le cisterne contenenti alcool venivano stoccate per il successivo imbottigliamento dell’alcool in contenitori da litro. In questo secondo opificio sono state ritrovate anche 600 fascette dei Monopoli di Stato verosimilmente contraffatte e 400 etichette commerciali (anche queste verosimilmente contraffatte) da applicare sulle bottiglie prima della loro immissione in commercio.

Il conducente dell’autocarro, il titolare della merce trasportata e il responsabile dei due opifici abusivi sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica del Tribunale di Foggia per le valutazioni dell’Autorità Giudiziaria.

Il guadagno che l’organizzazione criminale locale avrebbe potuto ottenere dall’introduzione sul mercato dei circa 33 mila litri di alcool puro sequestrati, sarebbe stato non inferiore a 280 mila euro circa.

L’attività di servizio testimonia lo sforzo operativo della Guardia di Finanza nel settore del contrabbando in tutte le sue forme, teso a disarticolare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte che, nello specifico settore dei prodotti alcolici, si traducono nel mancato assolvimento degli obblighi impositivi in materia di accise e IVA con significativo pregiudizio per l’Erario.




Un arresto per furto e uno per inosservanza delle prescrizioni dell’affidamento in prova ai servizi sociali

I Carabinieri della Compagnia di Triggiano, nel corso dei servizi per il controllo del territorio, alle 20.00 dell’altra sera, hanno arrestato  un 44/enne,  noto alle FF.OO., per  furto aggravato in concorso. L’uomo è stato bloccato da una pattuglia dopo aver rubato diverse attrezzature meccaniche professionali ad una squadra di operai, che, come tanti altri lavoratori, nonostante l’emergenza Covid-19, continuano ad operare permettendo ai servizi essenziali del paese di funzionare. 
Il malfattore ed un complice, a bordo di un’ autovettura, hanno approfittato di un momento di distrazione del malcapitato per rubare  l’attrezzatura necessaria a svolgere l’attività lavorativa, custodita nel vano dei un furgone.
L’immediata segnalazione del modello dell’autovettura al 112 da parte delle vittime ha permesso ai servizi di pattuglia  di mettersi immediatamente alla ricerca dell’auto che è stata fermata sulla complanare della SS.100 in agro di Cellamare (BA) dopo appena 15 minuti dal furto. L’uomo arrestato è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Bari, mentre sono ancora in corso le ricerche per rintracciare il complice. 
I militari della Stazione di Capurso hanno inoltre arrestato un 31enne, già sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali, in esecuzione ad un aggravamento pena scaturito a seguito di diverse inosservanze delle prescrizioni imposte. L’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Bari. 
Nel corso dei medesimi controlli sono state segnalate alla Prefettura di Bari 9 persone sorprese con modiche quantità di sostanze stupefacenti, per uso personale.




Coronavirus: morto paziente trasferito

Uno dei due pazienti di Bergamo contagiati dal coronavirus e trasferiti al Policlinico di Bari è morto durante la fase di trasporto. Lo comunica il direttore del Policlinico di Bari Giovanni Migliore: “E’ andato in arresto cardiaco e, nonostante le manovre dei rianimatori fatte sulla pista di atterraggio, è deceduto. L’altro paziente, invece, è stato trasportato con un’ambulanza del servizio regionale di 118 nel reparto di Rianimazione Covid allestito all’interno del padiglione Asclepios del Policlinico di Bari”. I pazienti erano ricoverati all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, dove non ci sono più posti letto a causa dell’elevato numero di ammalati gravi. I due pazienti sono stati trasferiti con un volo C130 dell’Aeronautica militare che è atterrato alle 5.15 all’aeroporto di Bari. Un terzo paziente è stato trasportato dalla Lombardia in Puglia ed è attualmente ricoverato al reparto di terapia intensiva dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce.