Omicidio in piazza: presunto killer un 80enne

 

La vendetta per un’aggressione subita sarebbe il movente dell’omicidio di Giuseppe Caracciolo, pregiudicato 48enne di Canosa di Puglia, ucciso sabato mattina nella piazza centrale della città del nord Barese con due colpi di arma da fuoco al petto. A sparare sarebbe stato il pregiudicato del posto Matteo Di Nunno, 80enne, sottoposto ieri a fermo per omicidio volontario, bloccato mentre stava per fuggire caricando buste di indumenti sul suo autocarro e con la valigia già pronta nel soggiorno di casa. In manette è finito anche il figlio di Di Nunno, arrestato in flagranza perché nascondeva sul lastrico solare l’arma del delitto, consegnatagli dal padre, una pistola a salve modificata con calibro 380, con cinque munizioni nel caricatore.
Le indagini della Squadra mobile di Bari e del commissariato di Canosa, coordinate dalla Procura di Trani, grazie anche alle dichiarazioni di testimoni oculari e alle immagine delle telecamere di videosorveglianza, hanno consentito di identificare in poche ore l’assassino che ha subito confessato ma poi, davanti al pm, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha detto di aver voluto punire un pestaggio (mai denunciato) da parte della vittima, che sarebbe avvenuto il 14 luglio scorso.
Di Nunno Avrebbe raggiunto Caracciolo in piazza, sparandogli mentre la vittima era alla guida della sua auto. Nel tentativo di sottrarsi al suo aggressore, Caracciolo avrebbe inserito la retromarcia andando però ad impattare contro un’altra auto in transito e provocando così un incidente. Benché ferito, è riuscito a raggiungere l’ospedale dove però è deceduto poco dopo.




Uccide il fidanzato della ex e ferisce il padre e la ragazza

 

Un 26enne di Bitetto, in provincia di Bari, Nicola Brescia, è stato ucciso a coltellate questa notte durante un litigio con l’ex compagno della sua fidanzata. Feriti anche la ragazza, 22enne, e il padre della vittima di 50 anni, entrambi ricoverati rispettivamente all’ospedale Di Venere di Carbonara e al San Paolo. Non sarebbero in pericolo di vita.
L’autore dell’accoltellamento è un pregiudicato, bloccato poco dopo il fatto ed attualmente in stato di arresto in flagranza con le accuse di omicidio volontario e duplice tentato omicidio.
Il delitto è avvenuto intorno alle 3.30 sotto l’abitazione della vittima, nel centro di Bitetto. Sulla vicenda indagano i carabinieri, coordinati dalla pm di turno Savina Toscani.




Uccise figlia 3mesi:condanna a ergastolo

 

Giuseppe Difonzo uccise volontariamente e con premeditazione sua figlia Emanuela di tre mesi, soffocandola nel sonno nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 2016. La Corte di Assise di Appello di Bari ha condannato il 32enne di Altamura alla pena dell’ergastolo, rispetto ai 16 anni di reclusione inflitti in primo grado. I giudici hanno accolto l’appello della Procura sulla qualificazione dei reati, ritenendo l’uomo colpevole di omicidio volontario premeditato e non preterintenzionale, e di due tentati omicidi. Stando alle indagini dei Carabinieri, coordinate dalla ex pm di Bari Simona Filoni (adesso procuratore minorile a Lecce), Difonzo avrebbe soffocato la figlia Emanuela durante un ricovero in ospedale nella notte fra il 12 e il 13 febbraio 2016. La piccola era nata nell’ottobre 2015 ed era stata ricoverata per 67 giorni in circa tre mesi a causa di crisi respiratorie provocate, secondo la Procura e i giudici, sempre dal padre. In altre due occasioni, prima di soffocarla, l’uomo avrebbe già tentato di ucciderla in casa: il 19 novembre 2015, quando la bambina aveva un mese, e il 10 gennaio 2016.
Difonzo, affetto da ‘sindrome di Munchausen per procura’, che consiste nel fare del male ad altri per attirare l’attenzione su di sé, è detenuto per il delitto dal novembre 2016, ma all’epoca era già in carcere per violenza sessuale su una minorenne, una 14enne figlia di amici di famiglia, per la quale è stato condannato con rito abbreviato alla pena di 3 anni di reclusione.




Covid: 78 positivi in azienda nel Barese

 

In un’azienda ortofrutticola di Polignano a Mare, il Dipartimento di prevenzione della Asl di Bari ha rilevato 78 contagi da Coronavirus tra i dipendenti.
Dopo la segnalazione di una lavoratrice positiva sono state attivate le procedure di sorveglianza epidemiologica all’interno dell’azienda. Sono stati eseguiti 159 tamponi, dai quali è emersa la positività di 78 soggetti. “E’ prevista l’esecuzione di altri tamponi, in parallelo alla attività di sorveglianza sui contatti stretti dei positivi finora accertati”, fa sapere l’Asl Bari.




Dimenticano figlio in spiaggia,ritrovato

 

Dopo una lunga giornata di lavoro trascorsa a vendere merce in spiaggia sotto il sole cocente, una coppia di venditori ambulanti ha dimenticato il figlio di tre anni in un lido a Otranto. I due genitori, saliti su un bus molto affollato per rientrare a casa, si sono persi di vista: la mamma era convinta che il piccolo fosse col padre, seduto da qualche parte; e il papà credeva che, come sempre, il figlioletto fosse in braccio alla mamma. Quando sono giunti a destinazione, però, si sono accorti che il bimbo non c’era. Ed è iniziata una disperata ricerca che ha avuto un lieto fine: il bambino, infatti, era stato notato dal titolare del lido che aveva avvertito la polizia. Gli agenti, tra mille difficoltà, sono poi riusciti a rintracciare i genitori che hanno potuto riabbracciare il figlioletto. Protagonisti della disavventura, una giovane coppia di senegalesi residenti a Lecce che ieri sera hanno vissuto momenti di angoscia. I due, entrambi venditori ambulanti in possesso di un regolare permesso di soggiorno, dopo aver venduto la propria mercanzia sulla spiaggia di un lido lungo il litorale di Otranto, avevano fatto rientro a casa nel capoluogo barocco, utilizzando un autobus. Il mezzo era molto affollato e i due si sono persi di vista fino a destinazione.
Per fortuna a dare l’allarme al commissariato di Otranto ci aveva pensato il titolare del lido allertato dai propri dipendenti che avevano visto il piccolo camminare da solo. Il bambino è stato portato subito in commissariato dove è stato rassicurato e rifocillato. Dopo una lunga serie di accertamenti e verifiche, gli agenti sono riusciti a rintracciare il padre di cui sapevano solo il nome, Babacar, tra i più diffusi in Senegal. Chiamato al cellulare, l’uomo, sollevato, ha detto che stava facendo rientro ad Otranto per cercare il figlioletto smarrito. La coppia è stata invitata dagli agenti a osservare un maggiore rigore nella cura del figlio.




Coronavirus: positivo partecipa a nozze, 100 in isolamento

 

È risultato positivo al Covid 19 dopo aver partecipato ad un matrimonio che si è tenuto al scorsa settimana a Foggia e per questo motivo un centinaio di invitati è stato posto in isolamento fiduciario. L’uomo, dopo essere risultato positivo al tampone, ha allertato la Asl di Foggia che ha avviato lo screening degli invitati al matrimonio per tracciare l’eventuale catena di contagio. “Gli invitati sono stati posti in sorveglianza attiva – informano dalla Asl di Foggia – per monitorare il loro stato di salute. Sempre dalla Asl specificano che i tamponi, secondo direttive regionali, vengono effettuati solo in caso di sintomatologia da Covid 19”.




Accompagna famiglia su aereo poi cerca di uscire, sanzionato

 

– Ha superato indisturbato i varchi aeroportuali riuscendo senza biglietto e senza controlli ad accompagnare moglie e figlia fin sull’aereo in partenza da Bari per Genova. Solo quando dopo avere aiutato la famiglia a sistemare le valigie sull’aeromobile ha cercato di scendere, una hostess l’ha fermato scoprendo così che non aveva il biglietto. La violazione è costata ad un 30enne barese, un operaio residente nel quartiere di Ceglie del Campo, una sanzione di 2.064 euro da parte della polizia di frontiera.
La vicenda risale al primo pomeriggio del 28 agosto. L’uomo, accompagnando moglie e la figlia di pochi anni di età in aeroporto ha superato l’iniziale zona di controlli di sicurezza e poi, “privo del titolo di viaggio – si legge nel verbale – riusciva a oltrepassare l’uscita del gate al piano terra”.




Scuola: lavori anti-Covid a Bari con demolizioni e cablaggi

 

Sono in corso in molte scuole di Bari e dell’area metropolitana i lavori di adeguamento anti-Covid in vista della riapertura tra qualche settimana. Gli interventi nelle 67 scuole superiori della Città metropolitana, per complessivi 129 plessi, riguardano quasi la metà delle strutture, sono già in corso e consistono in abbattimento o realizzazione di tramezzi, tinteggiature, guaine per eliminare infiltrazioni e recuperare così spazi inutilizzati. I lavori di cosiddetta “edilizia leggera” hanno un importo di circa 6,5 milioni di euro (tra fondi ministeriali e del bilancio metropolitano).
Nelle scuole comunali della sola città capoluogo, poi, i cantieri sono 100 in 45 scuole, per complessivi 700 mila euro di lavori, e molti sono iniziati stamattina, con adeguamento delle mense, demolizione dei tramezzi per raddoppiare gli spazi delle aule e nuovi cablaggi.
Tutti gli interventi si concluderanno, prevedono i tecnici, entro la data prevista per la riapertura in Puglia, il 24 settembre.




Ruba offerte in santuario San Pio, arrestata coppia barese

 

Stavano rubando le offerte dei fedeli nel santuario di San Pio a San Giovanni Rotondo (Foggia) ma sono stati sorpresi ed arrestati dai carabinieri. Si tratta di un uomo ed una donna di Altamura (Ba), accusati di furto aggravato. Nella circostanza il personale addetto alla sicurezza del santuario ha contattato il 112 per segnalare che, le immagini del sistema di videosorveglianza, hanno immortalato la coppia trafugare denaro dalle cassette delle offerte mediate un rullino metrico avvolto da nastro biadesivo. I militari sono riusciti a bloccare i due che nel frattempo avevano già asportato dalle casette 970 euro, denaro restituito ai frati Cappuccini. L’uomo già nel 2016 era stato sorpreso a rubare con le medesime modalità dalle cassette delle offerte dello stesso Santuario.




B a luci rosse,sequestrata casa a Bari

 

Un appartamento adibito a b&b a luci rosse in via Pasubio, nel quartiere Carrassi di Bari, è stato sequestrato dalla Polizia locale. Gli agenti, dopo appostamenti e informazioni assunte anche dai frequentatori dell’appartamento, hanno scoperto che l’attività illecita andava avanti da mesi. Hanno così accertato che gli appuntamenti, con una 31enne di nazionalità russa, erano fissati telefonicamente rispondendo ad annunci online, o direttamente per i clienti abituali. L’immobile era locato per 18 giorni alla volta, senza contratto, per la somma di mille euro.
Tre persone, tutti uomini baresi di 37, 40 e 52 anni, sono stati denunciati per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, mentre la proprietaria del b&b risponderà del reato di mancata comunicazione entro 48 ore del soggiorno di soggetto straniero, oltre ad una serie di violazioni di carattere amministrativo connesse ad alcune irregolarità accertate per l’esercizio dell’attività di b&b. Proseguono le indagini per verificare le modalità e il sistema di utilizzo dell’immobile ed eventuali connessioni con altre attività criminali.