Recco, contributi a fondo perduto per pagare un mese di affitto ai commercianti

 

Contributo a fondo perduto per coprire fino a una mensilità di affitto. È la misura messa in campo dal comune di Recco per i commercianti maggiormente colpiti dalla crisi economica generata dal lockdown per l’emergenza Covid-19. “E’ un intervento realizzato con risorse comunali – ha detto il sindaco di centrodestra Carlo Gandolfo – per venire incontro alle esigenze del commercio”.
I pubblici esercizi e le imprese dei settori turistico-ricettivo, commercio, artigianato, bar, ristoranti , parrucchieri, barbieri, estetiste, potranno presentate domanda al comune compilando un apposito modulo.
Il contributo – precisa il Comune – potrà raggiungere al massimo l’importo di una mensilità di affitto, come indicato nel contratto di locazione. Qualora le risorse, 20 mila euro, non siano sufficienti a tutte le richieste il Comune procederà alla ripartizione delle risorse disponibili tra i vari beneficiari, assegnando a tutti i richiedenti un contributo proporzionalmente ridotto.




Montecitorio, finanzia le spese ribelli dei parlamentari: 10 milioni all’anno sottratti ai cittadini, un danno da oltre 1 miliardo di euro. ORA BASTA

Roma – Il segreto di pulcinella vale 10 milioni di euro, un salasso che gli italiani anche in periodo di carestia pagano per rendere “meno stressati” i politici ed i loro famigliari.

Millesettecentotrentanove teste sulla schiena degli italiani , di tutti gli italiani anche quelli ridotti in povertà, grazie ad una politica distorta oggi, ma non fa nulla per modificare gli errori del passato andando a mantenere costi folli, più che raddoppiati per volontà dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.

Oggi la povertà assoluta si conta in 1 milione e 800 mila famiglie, per un totale di oltre  cinque milioni di individui, l’8,5 per cento della popolazione italiana è alla fame.

Il M5S e il presidente dell’INPS riferiscono che il reddito di cittadinanza  ha ridotto la povertà del 60 per cento, ma i fatti sono ben altri, un raddoppio della povertà e un esponenziale aumento della disperazione,   palpabile all’interno dei nuclei famigliari, ovvero un dramma che trascina le future generazioni.

Un anno fa Luigi Di Maio, il capo politico del Movimento 5 Stelle, proclamò l’imminente abolizione della povertà attraverso l’approvazione del  “reddito di cittadinanza”, il sussidio contro la povertà che lo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte annunciava come svolta epocale per dimezzare la povertà in Italia in soli sei mesi.

Il reddito di cittadinanza ha partorito un mostro, non l’aiuto contro la povertà, un sussidio che nella maggior parte dei casi ha adagiato senza indugio furbetti e schiene dritte, alla stregua di migliaia di disperati.

“Ho avuto il reddito di cittadinanza, non ci penso affatto a trovarmi un lavoro, mangio, godo e dormo” – risposte ricorrenti – “ho il reddito di cittadinanza e continuo a lavorare in nero, intanto non mi succede niente” – risposte imbarazzanti,  alle quali i politici non sono stati in grado di pianificare strategie al fine di affrontare rigidi e serrati controlli.

Un governo che non cambia un passato radicato sugli inciuci, sui compromessi, sull’amico dell’amico dell’amico, un governo che peggiora giorno dopo giorno dove non serve il cambio di casacca o il colore politico; non è vero che il potere logora chi non lo ha, il potere logora i sacrificati dal potere e l’Italia ne detiene il guinness dei primati.

Documentiamo prove di funzionari amministrativi statali che per vendette private, distruggono la vita ad un professionista causandone lo sfacelo, per la sola gioia di godere del potere dell’autorità che li ricopre; ricorsi e appelli diventano inutili se la linea distruttiva è segnata da funzionari irresponsabili ed incapaci di vedere oltre il confine dell’ingiustizia.

Documentiamo prove di funzionari dell’INPS che per raggiungere l’apice di una rapida carriera, multano un piccolo imprenditore il cui  fatturato di raggiunge  15.000 euro annuali, con una sanzione amministrativa cumulata di oltre 140.000 mila euro,  per aver commesso il reato aiutare un disagiato con moglie e figlio, rivelatesi poi persone senza scrupoli e faccendieri.

Drammi all’ordine del giorno che per colpa di una malata organizzazione politica danneggia senza via d’uscita migliaia di onesti cittadini, stretti nella morsa del fisco, stretti nell’inquietudine delle imposizioni fiscali, delle ingiustizie eclatanti, delle enormi tassazioni alle quali non riescono a far fronte.

I politici cosa fanno? – Continuano a fare i politici ad utilizzare una assicurazione integrativa che la Camera a messo a disposizione non solo per i politici ma anche per il coniuge ed uno o più figli. Un privilegio che mette a disposizione 25 mila euro al mese. Per quale motivo la mutua integrativa deve essere pagata dalla camera e gestita dai Questori? In fondo l’assistenza sanitaria è uguale per tutti gli italiani anche per i fortunati politici. C’e’ proprio bisogno che vengano rimborsati massaggi e chirurgie plastiche private, balneoterapia, schiatsuterapia, elettroscultura per migliorare l’aspetto fisico del politico ? E qui non si guarda il colore politico, ma la determinazione politica a non voler dare l’esempio del cambiamento.

C’e’ chi va del chirurgo per togliersi le borse sotto gli occhi, chi si compra la montatura degli occhiali da 1.000 euro, chi riceve visite omeopatiche per se e famigliari a rimorchio, c’è chi vive nell’ingiustizia e nella povertà assoluta. Com’è possibile credere nella giustizia? . E non si parla di colore politico.

Tutti uniti,  nel votare all’unanimità l’aumento dello stipendio per i parlamentari a 1.135,00 euro al mese. Epilogo: stipendio € 19.150,00 al mese – stipendio base € 9.980,00 al mese – portaborse € 4.300,00  al mese , rimborso spese di affitto € 2.900.00 al mese – indennità di carica fino a € 6.455,00 al mese – utilizzo aereo di Stato, cliniche, assicurazioni di ogni genere, bolli, ristoranti,  tessere e telefonia tutta gentilmente offerte dal popolo italiano.

Rimborso di 103.000,00 euro per le spese elettorali sono gli ennesimi  cadeaux alla casta,  in totale violazione  alla legge sul finanziamento ai partiti, senza contare agli innumerevoli privilegi per coloro che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato e della Camera.

Un altro stipendio che lascia senza parole è quello del  portavoce e capo ufficio stampa del presidente del Consiglio Rocco Casalino, ex capo comunicazioni  M5S che con i  169mila euro annui risulta il dipendente più pagato tra quelli che lavorano negli uffici  di Palazzo Chigi.

Una cifra ben più alta di quella che spetta allo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che si accontenta di 114mila euro lordi all’anno.

Il diritto alla pensione arriva dopo aver compiuto 35 mesi in parlamento, quando ai cittadini italiani servono 35 o 41 anni di contributi, variabili dal tipo di impiego, per raggiungere la pensione.

Le Forze dell’Ordine quali Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia, i medici e  gli infermieri, l’orgoglio della nazione vengono stipendiati con un “tozzo di pane”.

Ed ora arriviamo alla deputata, conduttrice televisiva e giornalista italiana sig.ra Irene Pivetti alla quale gli è stato concesso l’ufficio, la segreteria, l’auto blu ed una scorta privata che ovviamente viene pagata dal popolo italiano.

La contestazione è gravissima: frode in commercio per l’immissione illegale sul mercato di mascherine da parte della  Only Italia Logistic,  società guidata dall’ex Presidente della Camera passata con il salto della quaglia dalla Lega Nord  all’UDEUR restando parlamentare fino al 2001. Fiumi di privilegi economici pagati dal popolo italiano.

Si indaga,  dalla Procura di Imperia a quella di Siracusa, dal nord al sud dell’Italia,  per arrivare a capo della frode  in pubblica fornitura delle mascherine Ffp2 Made in Cina  per le quali lo  Stato Italiano ha speso oltre 25 milioni di euro.

Ovviamente la deputata Irene Pivetti, parlava alla trasmissione le Iene di “pochi centesimi di ricavo per mascherina“, una vera e propria Opera Pia. Questa è l’Italia dei nostri politici ed ex politici i cui unici valori, attraverso una poltrona in parlamento, sono e rimangono il Dio denaro.  Mai, nella storia della Repubblica italiana le parole profuso dai politici  hanno assunto un valore economico così elevato.




Silvia Romano: 4 milioni di riscatto e 18mila euro/l’ora il jet Falcon900 è quanto hanno pagato gli italiani

Roma – In queste ore una domanda è diventata molto popolare sui social come Facebook e Twitter: quanto è costato il riscatto di Silvia Romano?

Silvia Romano, la volontaria rapita il 20 novembre del 2018 è stata liberata; sta bene e nell’ultimo periodo è stata detenuta in un grande centro abitato della Somalia, 1.300 chilometri più lontano da dove era stata rapita.

Tuttavia, leggendo alcuni commenti sui social network notiamo che non tutti sono entusiasti per la liberazione di Silvia Romano: il motivo di sdegno è il fatto che molto probabilmente l’Italia ha dovuto pagare un riscatto per riportare a casa la giovane volontaria.

Una decisione che per molti è stata inappropriata vista l’attuale situazione di emergenza economica in cui si trova l’Italia; a questi rispondo che probabilmente la crisi economica non è l’unico problema che il nostro Paese si trova ad affrontare.

Fermo restando che ancora non ci sono conferme ufficiali riguardo a quanto è costato il riscatto di Silvia Romano, ci chiediamo come sia possibile attaccare la liberazione di una connazionale la cui colpa è stata quella di dedicare la sua giovane vita ai più deboli.

Silvia Romano: quanto ci è costato il riscatto? – 4 milioni di riscatto e 600 mila euro il viaggio di ritorno sul Jet Falco900

Silvia Romano è libera in Italia. Anche fisicamente è in buone condizioni, convertita all’islam e decisa di ripartire. Ma d’altronde era interesse dei rapitori fare in modo che Silvia Romano stesse bene visto che il loro unico obiettivo era quello di guadagnare il più possibile dalla sua liberazione.

Il suo sequestro, infatti, fin dall’inizio è stato a scopo di estorsione ed è per questo che l’Italia per liberarla non aveva altre scelte.

Un riscatto, quindi,  stato pagato, come sostenuto dalla maggior parte della stampa nazionale, ma le cifre non  ancora pubbliche, che suscitano indignazione e critiche nei confronti dei nostri governanti.

Gli italiani non sanno come ripartire, sono in ginocchio, ingabbiati nella morsa della burocrazia, con il fisco e le tasse che tra pochi mesi attaccherà alle veni giugulari ogni imprenditore, e i nostri politici non contenti di aver dilapidato 4 milioni di euro dalle casse dello Stato, utilizzano il jetfalco 900 per andare a riprendere Simona Romano: non era abbastanza, l’atto plateale del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il Premier Giuseppe Conte fa come sempre discutere ed imbestialire gli italiani. 

 Nella stessa zone qualche anno fa gli inglesi furono costretti a pagare un riscatto di oltre un milione di euro, ma secondo le prime indiscrezioni sembra che per Silvia Romano la cifra sia stata più alta visto che in questo anno è mezzo la giovane volontaria è stata trasferita da almeno tre covi ed è passato per mano di diversi sequestratori.

A tal proposito, secondo fonti del Giornale, per il riscatto di Silvia Romano c’è stato un esborso di 4 milioni di euro; cifra non ancora confermata, ma che è bastata per suscitare diverse polemiche sui social network da parte di coloro che avrebbero preferito che lo Stato italiano lasciasse sola al proprio destino una giovane connazionale di 25 anni.

Come prima cosa mi interessa sottolineare che in questo caso la politica non c’entra. Non sto qui per difendere chi attualmente è al Governo, anche perché sono certo che qualsiasi amministrazione, indipendentemente dal colore politico, avrebbe fatto il possibile per riportare a casa Silvia Romano.

Ci fa specie però di come molti italiani questo non lo abbiano capito, lamentando il fatto che il Governo abbia deciso di pagare un riscatto per la liberazione. Quanto ci è costato il riscatto?, si chiedono molti di coloro che alla notizia del rilascio di Silvia Romano hanno deciso di andare controcorrente, lamentando la “generosità” dello Stato italiano nei confronti dei sequestratori.

C’è chi ritiene che in questo periodo lo Stato poteva spendere meglio quanto utilizzato per il costo del riscatto, ad esempio aiutando le imprese in difficoltà economica. La colpa di Silvia Romano per aver meritato così tanto sdegno? Aver deciso di dedicare la vita ai più deboli, visto che – le suggeriscono sui social – “basta non fare volontariato per evitare rapimenti”.

Ecco alcune considerazioni del “popolo” di Facebook pubblicate in queste ore; personalmente ritengo non ci siano da aggiungere ulteriori commenti, se non che mi unisco nell’abbraccio di tutta Italia (o quasi) alla famiglia. Perché è proprio in momenti come questo che abbiamo bisogno di belle notizie come questa.

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L’Italia non ci stà, una ragazza socialmente di poco conto che ha fatto letteralmente bruciare allo Stato Italiano dal giorno del suo rapimento oltre 6 milioni di euro, tra servizi segreti italiani, voli diplomatici, pagamento delle fonti delle milizie siriane, pagamento del riscatto, rientro in Jet in Italia.
Lo Stato Italiano ha commesso l’errore di sperperare i soldi degli italiani,  che potevano servire a sfamare una parte dei 6 milioni di poveri della nostra povera Italia.
L’avventura è un onere di cui si è responsabili in prima persona; la mancanza di competenze ritenute necessarie quali,  la medicina e la capacità di costruire infrastrutture e pozzi indispensabili alla sopravvivenza dell’essere umano nei paesi disagiati,  deve essere concreta, senza aspettarsi che “intanto se mi va male arriva la Farnesina a salvarmi…”.
Per  l’Italia e fuori frontiera,  la sciacquina Silvia Romano deve pagare di tasca sua.




Bomba sotto auto imprenditrice foggiana

 

Un ordigno artigianale e’ stato fatto esplodere la scorsa notte sotto la Ford Cougar di una imprenditrice agricola di 48 anni, moglie del titolare della cooperativa Natura Daunia che pure ha subito un attentato incendiario, la sera del 29 aprile scorso. L’auto della donna era parcheggiata in via Berlinguer a Carapelle, nel Foggiano. La deflagrazione ha danneggiato la parte posteriore del veicolo e il portone di ingresso di un condominio della zona. Si cercano eventuali filmati di videosorveglianza.
Nella cooperativa agricola, invece, persone tuttora sconosciute avevano dato fuoco a 4.000 cassoni in plastica per la raccolta ortofrutticola. Il titolare, ascoltato dai Carabinieri subito dopo l’intimidazione, aveva escluso richieste estorsive o dissidi privati.




Coronavirus: 776 morti in Usa, in calo

 

Il coronavirus continua a fare morti nel mondo. Ecco la situazione nei vari Paesi.

STATI UNITI – Gli Stati Uniti hanno registrato 776 ulteriori decessi per coronavirus in 24 ore, l’incremento più basso da marzo, portando il totale a 79.522 morti. Lo rende noto l’università americana Johns Hopkins, secondo cui i casi totali di positività registrati nel Paese hanno raggiunto quota 1.329.072. In una intervista alla Fox, il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin ha previsto che il tasso di disoccupazione, ora al 14,7%, potrebbe presto avvicinarsi al 25%. Non riaprire le attivita’ produttive – ha aggiunto – potrebbe causare un danno economico “permanente”, ponendo un rischio piu’ grande di quello di una ripartenza.

E il vicepresidente americano Mike Pence continuera’ a seguire i consigli dell’unita’ medica della Casa Bianca e non e’ in quarantena: lo ha precisato Devin O’Malley, viceportavoce di Pence, aggiungendo che il numero due di Donald Trump “e’ risultato negativo tutti i giorni e intende essere domani alla Casa Bianca”. Fonti della Casa Bianca avevano precisato poco prima ad alcuni media Usa che Pence non e’ in un vero e proprio autoisolamento e che avrebbe mantenuto una certa distanza dagli altri per un paio di giorni.

CINA – La Cina ha riportato 17 nuovi casi di coronavirus, toccando i massimi delle ultime due settimane, di cui 7 importati relativi nella Mongolia interna e 10 domestici, suddivisi tra le province di Hubei (5), Jilin (3), Liaoning (1) e Heilongjiang (1). I casi dell’Hubei fanno capo al capoluogo Wuhan, il focolaio della pandemia: sono asintomatici, ha detto la Commissione sanitaria provinciale, che si aggiungono all’infezione registrata sabato nel distretto di Dongxihu, la prima dal 4 aprile, dove il livello sanitario d’allerta è stato rialzato a basso a medio.

INDIA – L’India ha registrato ieri 4.213 casi di coronavirus, il livello più alto in 24 ore dall’inizio della pandemia. Il bilancio dei contagi nel Paese, secondo quanto riporta la Cnn, sale così a 67.152 mentre il numero dei morti sale a 2.206. Finora 20.916 persone sono guarite.ù

TUNISIA – La Tunisia non ha registrato alcun nuovo contagio da coronavirus nelle ultime 24 ore, rimanendo stabile a 1032 casi confermati nel Paese. Lo rende noto in un comunicato il ministero della Sanità di Tunisi precisando che i decessi rimangono 45 mentre i guariti salgono da 660 a 700. Attualmente i positivi sono 287, di cui 11 ricoverati in ospedale. La Tunisia, che ha allentato lunedì scorso le misure di lockdown con una prima fase di riaperture graduali nei settori vitali dell’economia, ridurrà molto probabilmente l’orario del coprifuoco notturno nei prossimi giorni, con un slittamento della sua entrata in vigore dalle ore 20 alle 22 (fino alle 6 del mattino).

BRASILE – Sono 496 i morti per Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Brasile, per un totale di 11.123. Lo ha annunciato il ministero della Salute. I nuovi contagi sono 6.760, per un totale di 162.699.

RUSSIA – La Russia nelle ultime 24 ore ha registrato un nuovo record di contagi, ben 11.656, arrivando a toccare quota 221.344 di casi certificati di coronavirus, superando così Italia (che a ieri ne contava ufficialmente 219.070) e Regno Unito. Lo riporta la task force nazionale anti COVID-19. I morti in totale sono invece 2.009. Stando ai dati della Johns Hopkins, la Russia ora è dietro alla Spagna e agli Usa nei contagi totali (ma non in rapporto alla popolazione, ndr).




Coronavirus, contagi superano i 4 milioni

 

Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato i quattro milioni, tre quarti dei quali registrati tra Europa e Stati Uniti. E’ quanto emerge da un conteggio dell’ Afp sulla base di dati forniti da fonti ufficiali.
Secondo gli ultimi bilanci, il numero dei casi accertati nel mondo ammonta ad almeno 4.001.437. I morti sono 277.127.
L’Europa è il continente più colpito (1.708.648 contagiati e 155.074 morti), seguito dagli Stati Uniti, dove nelle ultime 24 ore si registrano più di 25.000 nuovi casi, un livello che ha portato il totale dei contagi nel Paese oltre la soglia di 1,3 milioni. Emerge dal conteggio dell’università Johns Hopkins. I nuovi casi confermati sono stati 25.621, con un totale che segna adesso quota 1.309.541. I morti sono 78.794.




Coronavirus, 275 mila morti nel mondo

 

La pandemia di coronavirus ha provocato oltre 275.000 morti nel mondo, l’85% in Europa e Stati Uniti, secondo un nuovo conteggio dell’Afp aggiornato alle 15.50 di oggi. In particolare si contano 275.018 decessi a fronte di 3.955.000 casi di contagio. Gli Stati Uniti si confermano il paese con più vittime, 77.280. In Europa complessivamente sono 154.313: al primo posto c’è il Regno Unito (31.241), seguito dall’Italia (30.201), la Spagna (26.478) e la Francia (26.230).




Trump: ‘Covid-19 sparirà senza vaccino, almeno 95mila morti’

 

Il coronavirus “se ne andrà via senza un vaccino”: lo ha detto Donald Trump in un evento con i parlamentati repubblicani, durante il quale ha rivisto al rialzo le previsioni sui decessi in Usa, aumentando ad almeno 95.000 la stima sul numero dei morti. Lo scrivono i media americani.

“Un caotico disastro assoluto”: cosi’ Barack Obama ha definito la risposta dell’amministrazione Trump alla crisi del coronavirus in una telefonata privata il cui audio e’ stato diffuso da Yahoo News e confermato da fonti vicine all’ex presidente. Si tratta di un colloquio con ex membri del suo staff per incoraggiarli a sostenere maggiormente la campagna di Joe Biden per la Casa Bianca sottolineando come la risposta Usa alla pandemia dimostri la necessita’ di una leadership forte in tempi di crisi globale.




Silvia Romano è stata liberata: “Sono stata forte, ho resistito”

 

Silvia Romano, la volontaria milanese di 25 anni rapita in Kenya il 20 novembre del 2018, è stata liberata. “Sono stata forte e ho resistito. Sto bene e non vedo l’ora di ritornare in Italia”. Queste le prime parole di Silvia, liberata in un’operazione dell’intelligence scattata la notte scorsa.

L’operazione dell’Aise, diretta dal generale Luciano Carta, che portato alla liberazione della volontaria, è stata condotta con la collaborazione dei servizi turchi e somali ed è scattata la scorsa notte. La volontaria si trova ora in sicurezza nel compound delle forze internazionali a Mogadiscio.

L’annuncio dato dal premier Conte – “Silvia Romano è stata liberata! Ringrazio le donne e gli uomini dei nostri servizi di intelligence. Silvia, ti aspettiamo in Italia!”. Lo ha scritto su twitter il premier Giuseppe Conte.

Incredulità della famiglia – “Lasciatemi respirare, devo reggere l’urto. Finché non sento la voce di mia figlia per me non è vero al 100%”: così ha detto Enzo Romano, il papà di Silvia. “Devo ancora realizzare, mi lasci ricevere la notizia ufficialmente da uno dei mie referenti” ha aggiunto.

Le reazioni politiche –   “Volevo darvi una buona notizia. Silvia Romano è libera. Lo Stato non lascia indietro nessuno. Un abbraccio alla sua famiglia. E un grazie alla nostra intelligence, all’Aise in particolare, alla Farnesina e a tutti coloro che ci hanno lavorato”. E’ quanto sottolinea, in un post su Fb, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Sono in molti sui social a commentare con gioia la notizia. “Una notizia che ci riempie il cuore di gioia: Silvia Romano è finalmente libera! Grazie a chi in silenzio ha lavorato per far tornare Silvia a casa” scrive Nicola Fratoianni. “Commozione! #SilviaRomano è libera” aggiunge Giuseppe Civati che in questi mesi ha spesso ricordato Silvia Romano, così come l’assessore milanese Pierfrancesco Maran che commenta: “Che gioia!”.

Una “bellissima notizia”, la sua prigionia “è sempre stata una ferita e un dolore. Sapere che è stata liberata riempie di gioia”. Così il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.

 




Maturità 2020- svelate tutte le nuove modalità previste dall’ordinanza

Messe nere su bianco le modalità per la maturità di quest’anno. Le novità principali riguardano il valore dei crediti dei tre anni (18 per il terzo, 20 per il quarto e 22 per il quinto) e il fatto che tutti gli studenti verranno ammessi all’unica prova orale che sostituisce anche i tradizionali scritti e può valere fino a 40 crediti. L’esame inizierà il 17 giugno alle ore 8:30.

AMMISSIONI
L’ordinanza ministeriale prevede che tutti gli studenti che hanno frequentato l’ultimo anno verranno ammessi all’esame. La valutazione spetta al consiglio di classe e l’ammissione verrà resa nota, con i voti nelle singole materie e i crediti acquisiti nei tre anni, attraverso i normali procedimenti. Per i candidati esterni, invece, l’ammissione è subordinata al superamento in presenza degli esami preliminari: l’esame, poi, si svolgerà allo stesso modo. Le prove d’esame si svolgeranno nelle stesse scuole frequentate per i candidati interni e in quelle assegnate ai candidati esterni. Al dirigente scolastico spetta il compito di valutare le eventuali richieste di esami in videoconferenza, per esempio nei casi di studenti degenti in ospedale o detenuti.

SITUAZIONE CREDITI

All’esame di maturità gli studenti arriveranno con un massimo di 60 punti: 18 acquisiti nel terzo anno, 20 nel quarto e 22 nel quinto. Il consiglio di classe dovrà convertire il credito degli anni precedenti sulla base della nuova rimodulazione, attribuendo inoltre i crediti del quinto anno sulla base di alcune tabelle contenute in allegato all’ordinanza. La commissione sarà composta da sei membri interni, a cui si aggiunge un presidente esterno.

L’ORALE
Ogni commissione potrà svolgere non più di cinque colloqui per giorno, con il calendario stabilito dalla commissione sulla base dell’ordine alfabetico. Le prove d’esame, come detto, verranno sostituite da un unico colloquio della “durata indicativa di 60 minuti”. Con l’esame si potranno acquisire fino a 40 punti. La prova orale consisterà in cinque punti. Il primo è un elaborato sulle discipline di indirizzo (quelle della seconda prova scritta, tradizionalmente), che viene stabilito con i docenti delle stesse materie. L’elaborato va trasmesso alla commissione entro il 13 giugno per posta elettronica. Il secondo punto è la discussione di un breve testo di letteratura italiana, il terzo è l’analisi del materiale predisposto dalla commissione, mentre il quarto punto riguarda l’analisi dell’esperienza svolta nei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, che possono essere illustrati anche attraverso un elaborato multimediale. L’ultimo aspetto che verrà approfondito riguarda le materie di cittadinanza e Costituzione.

ESAME IN VIDEOCONFERENZA
L’ordinanza prevede anche l’eventualità per cui diventi impossibile svolgere l’esame di persona. Se le condizioni epidemiologiche non lo consentano o se ci saranno specifiche disposizioni in tal senso da parte delle autorità, i lavori della commissione e gli esami si potranno svolgere in videoconferenza o altra modalità telematica. Inoltre, nel caso in cui uno o più commissari siano impossibilitati a partecipare a causa delle disposizioni sanitarie in vigore, il presidente può stabilire la loro partecipazione in videoconferenza o attraverso altre modalità telematiche.