Brexit, i passaporti dell’indipendenza sono blu

Un passaporto ecologico e tecnologico, in cambio dei diritti di un cittadino europeo. La contraddizione dei nuovi passaporti sbandierati dal governo britannico.

‘Make passports blue again’, direbbe un Brexiteer a corto di idee. Ma la battaglia per riportare i passaporti al colore pre-UE è stata una delle bandiere dei sostenitori dell’uscita, e finalmente è vinta. Il Ministro degli Interni del Regno Unito Priti Patel ha annunciato il ritorno ai documenti di colore blu scuro, come ideati per la prima volta nel 1921 e poi sostituiti dal design armonizzato europeo, di colore rosso scuro. A inizio marzo cominceranno a essere rilasciati i primi nuovi/vecchi passaporti, che saranno “ancora una volta intrecciati con la nostra identità nazionale”, ha esultato Patel. A partire da metà anno tutti i nuovi passaporti saranno blu, quelli intitolati all’UE continueranno a essere validi fino alla loro data di scadenza.

“Lasciare l’Unione europea ci ha offerto un’opportunità unica per ripristinare la nostra identità nazionale e forgiare un nuovo percorso nel mondo.
Ritornando all’iconico design blu e oro, il passaporto britannico sarà ancora una volta intrecciato con la nostra identità nazionale e non vedo l’ora di usarne uno per viaggiare.”
(Priti Patel, Segretario di Stato per gli affari interni del Regno Unito)

L’altra novità sui nuovi documenti saranno gli stemmi floreali sulla copertina posteriore, a simbolo dell’Inghilterra, dell’Irlanda del Nord, della Scozia e del Galles. Grande attenzione anche all’ambiente: “I passaporti blu saranno i passaporti inglesi più verdi di sempre”, comunicano dal Ministero di Patel. “L’anidride carbonica emessa durante la produzione sarà ridotta fino a un consumo netto nullo, attraverso progetti quali la piantumazione di alberi”. Saranno poi tecnologicamente più avanzati, con pagine realizzate in materiali che assicurano la massima protezione dei dati personali. Risulteranno, infine, più difficili da contraffare, grazie a nuove tecniche di design e stampa.

Commenti ironici sono stati fatti sui nuovi passaporti da alcuni membri del parlamento europeo, che si chiedono se il gioco valesse la candela: una grafica migliore e tecnologie più protettive, in cambio della rinuncia a un passaporto che ti faceva viaggiare liberamente in 27 paesi e che ti dava accesso ai vantaggi della cittadinanza europea. Seb Dance, politico britannico ed eurodeputato fino al 2019, ha così commentato: “In realtà mi piace il nuovo passaporto UK, frutto di disegni francesi e stampe polacche. Certo, quello di prima – che garantiva agli inglesi il diritto a lavorare, studiare e andare in pensione liberamente nel loro continente – era probabilmente più utile”. E ancora, “Un nuovo passaporto blu che riduce i diritti, realizzato da un’azienda franco-olandese in Polonia”, ha affondato Guy Verhofstadt, capogruppo dei Liberali dell’ALDE al Parlamento europeo.

E il motivo di tanta ironia non è solo lo sconveniente trade off, ma proprio il fatto che a realizzare i passaporti UK dell’indipendenza saranno compagnie europee, in Europa. La gara è stata infatti vinta nel 2018 da Gemalto, azienda franco-olandese, dopo aver scalzato la De La Rue, che negli ultimi 10 anni ha prodotto i passaporti rosso-scuri degli inglesi. Nonostante questo, il Regno Unito è felice di poter finalmente ritornare nella squadra dei passaporti blu, insieme ad Australia, Siria, Argentina, Corea del Nord e un’ottantina d’altri.

Di A.C.




Chi è Valentina Cuppi, la nuova Presidente del Partito Democratico

Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto, è stata eletta presidente del Pd dall’assemblea nazionale del partito a Roma.

Paolo Gentiloni non potrà più ricoprire la carica di Presidente del Partito Democratico per via degli impegni europei. Così Nicola Zingaretti ha indicato Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto (Bologna), come suo successore, e oggi la nomina è stata confermata dall’Assemblea nazionale del partito. Il nome è stato accettato quasi all’unanimità, soltanto un astenuto.

Il PD sceglie una giovane donna di cultura. È insegnante di Storia e Filosofia alle superiori, ha 36 anni, è moglie e madre. Nel 2019 è stata eletta sindaco di Marzabotto con il più del 70% dei voti. Nata e cresciuta a Bologna, a 25 anni si laurea in Scienze filosofiche all’Università del capoluogo emiliano e prosegue i suoi studi con un dottorato in Scienze Politiche, prima di buttarsi nell’insegnamento. L’attività politica comincia quando era ancora giovane, e nel 2009 viene eletta nel consiglio comunale di Marzabotto dove le viene assegnata la delega alla Pace e alla Memoria. Vicesindaco dal 2014 al 2019, e insieme assessore alla Cultura e al Turismo, nel 2019 ottiene la fascia tricolore di primo cittadino.

È lei stessa a raccontare l’importanza del suo percorso formativo nel costruire la sua impronta politica e il suo approccio alla gestione della cosa pubblica. “La mia formazione, liceo scientifico-linguistico, una laurea triennale in Filosofia politica, una specialistica in scienze filosofiche e un Dottorato di ricerca in Scienze politiche – racconta Cuppi – l’ho sempre messa al servizio della bella politica che serve ad amministrare questo territorio ricco di storia, cultura e valori. Sono stata educatrice per tanti anni a Marzabotto ed ora lavoro come professoressa di Storia e Filosofia. Lavorare con i bambini e con gli adolescenti regala uno sguardo particolarmente attento ai loro bisogni, per questo come volontaria, poi nel mio ruolo di Assessore, ho voluto creare occasioni di crescita culturale e civica, con laboratori, viaggi, incontri che li portassero a divenire cittadini attivi e consapevoli”.

“Immaginerete lo stupore quando mi è stato chiesto di assumere un ruolo così importante. Lo stesso di tanti nel leggere il mio nome, quello di molti di voi che non mi conoscono. Ed è proprio in questo stupore mio, vostro e di tantissimi che risiede la potenza di questa scelta. Scelta che io incarno ma che ha una valenza che oltrepassa totalmente la mia persona”. Così in apertura del suo intervento all’Assemblea nazionale Valentina Cuppi. “È un momento in cui riaffermiamo con passione che la politica non è qualcosa di avulso dalla vita delle persone, che non è affatto qualcosa di cui le persone debbano diffidare, che la politica riguarda costantemente la vita di tutti noi. È l’incontro vero e concreto con i bisogni e le necessità di tutti, è ascolto, è confronto, è partecipazione. E i sindaci questo incontro ce l’hanno tutti i giorni.”

Dopo la ventata di aria fresca che Elly Schlein ha portato nella sinistra italiana, il PD sceglie come presidente della sua Assemblea una giovane donna e madre, sindaca di un piccolo comune che conosce il peso della storia. È il segno che i dem hanno capito che se vogliono tornare in sella e presentarsi come una valida alternativa alle destre devono tornare in mezzo al il popolo, guardando al futuro, abbracciando i giovani. E non è un caso che queste due figure femminili emergano proprio dall’Emilia-Romagna, regione dove la sinistra ha imparato che difendendo i propri valori si vince.

Di A.C.




Coronavirus: c’è una seconda vittima italiana. E’ una donna. Sono 29 i contagiati tra Veneto e Lombardia

Seconda vittima italiana del Coronavirus. Secondo quanto apprende l’ANSA da fonti sanitarie si tratta di una donna residente in Lombardia che potrebbe essere collegata ai casi di Codogno.

La prima vittima è stata Adriano Trevisan, di 78 anni, è deceduto all’ospedale di Padova, dove era ricoverato insieme con un’altra persona positiva al virus. Ex titolare di una piccola impresa edile, Trevisan aveva tre figli, una delle quali, Vanessa, era stata sindaco di Vo’ Euganeo di dove sono originari.

L’uomo, ricoverato già da una decina di giorni per precedenti patologie, è spirato all’ospedale di Schiavonia (Padova). “Non c’è stato neppure il tempo per poterlo trasferire” ha detto il governatore Zaia.

Stabili le condizioni del ‘paziente 1’, il 38enne positivo al virus ricoverato a Codogno. Già 200 test negativi all’ospedale di Schiaìvonia (Padova), dove sono stati registrati i primi due casi in Veneto e dove è deceduto il primo paziente. 

Sono arrivati a sette i casi di persone risultate positive ai test sul Coronavirus in Veneto“, ha detto detto il governatore del Veneto Luca Zaia. “I sette casi – ha aggiunto – sono tutti di Vo’ Euganeo tra cui due familiari del deceduto“. Sarebbero secondo quanto si è appreso, la moglie e la figlia dell’uomo. Tra i contagiati in Veneto, c’è un uomo di 67 anni, di Dolo, ricoverato ora in rianimazione a Padova. Il paziente è transitato dapprima al pronto soccorso di Mirano (Venezia), poi nella rianimazione di Dolo (Venezia), e, in seguito al peggioramento delle condizioni, è stato trasferito a Padova. Inoltre sono ventisette i pazienti risultati positivi ai test e che riseidono in Lombardia. 

IL BOLLETTINO DELLO SPALLANZANI – “L’uomo cinese, ricoverato assieme alla moglie allo Spallanzani, si è negativizzato ed è in buone condizioni di salute”. Lo ha detto l’assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D’Amato, in una conferenza stampa allo Spallanzani. Inoltre il ricercatore italiano ricoverato allo Spallanzani sarà “dimesso in giornata”, ha detto ancora D’Amato. Il giovane, caso confermato di COVID-19, era risultato persistentemente negativo ai test per il Coronavirus. “Non bisogna farsi prendere dall’allarmismo. Il modello messo in atto dalla Regione Lazio è efficace“, ha detto Giuseppe Ippolito direttore scientifico dello Spallanzani di Roma.

LA POLITICA – “Il mio pensiero e il cordoglio di tutto il governo vanno alle due vittime e alle loro famiglie”, ha scritto su Facebook il premier Giuseppe Conte. “Siamo al lavoro senza sosta per reagire con la massima compattezza a questa emergenza”. “Fra poco sarò nuovamente al Comitato operativo della Protezione civile per un aggiornamento sull’emergenza Coronavirus e per valutare nuove misure straordinarie“. 

NEL MONDO – Il coronavirus ha provocato finora 2.360 vittime a livello mondiale, incluso l’italiano deceduto ieri sera in Veneto: è quanto emerge dal bilancio aggiornato della statunitense Johns Hopkins University. Il totale dei casi confermati di contagi è salito a quota 77.662, mentre i pazienti guariti finora sono 21.029.

“Abbiamo preso tutte le misure e siamo disponibili a valutarne ulteriori, se necessarie”, ha detto il premier Giuseppe Conte al termine della riunione straordinaria alla Protezione Civile alla quale ha partecipato anche il ministro della Salute Speranza. “Rassicuriamo tutta la popolazione – ha aggiunto – al momento abbiamo messo in quarantena tutte le persone che sono venute in contatto con i casi certificati positivi”. “Siamo convinti che il servizio sanitario nazionale sia all’altezza di questa sfida – ha aggiunto il ministro Speranza -. Abbiamo fatto un lavoro di screening molto accurato, per selezionare uno ad uno i contatti stretti di queste persone li stiamo verificando uno ad uno con i tamponi e pensiamo che questa sia la modalità più efficace per contenere l’avanzamento del virus”.




Coronavirus: due morti in Iran. A Mosca quarantena a 2500 persone.

Iran – Ci sono altri due morti in Iran per il nuovo coronavirus tra i 13 nuovi casi di contagio registrati nel Paese. Lo rendono noto fonti di Teheran. L’Iraq ha annunciato la chiusura temporanea delle sue frontiere con la Repubblica islamica, mentre la compagnia di bandiera del Kuwait ha sospeso i voli. Anche l’Armenia sta pensando a misure restrittive. Il bilancio ufficiale ora è di 4 vittime, e altri 13 contagi, che si aggiungono ai 5 confermati in precedenza. 

Russia – Circa 2.500 persone arrivate a Mosca dalla Cina hanno ricevuto l’ordine di restare in quarantena per il coronavirus. A vigilare poi che la misura venga rispettata ci pensa poi la tecnologia di riconoscimento facciale in uso nella capitale russa. Lo ha detto il sindaco di Mosca Serghei Sobyanin. Tutti i passeggeri in arrivo dalla Cina sono tenuti a sottoporsi ad un esame fisico e ad un test per il coronavirus all’aeroporto, ha scritto Sobyanin sul suo sito web. A loro viene poi dato l’ordine di mettersi in quarantena per due settimane, anche in assenza di sintomi. “Finora sono stati emessi circa 2.500 ordini di isolamento”, ha detto. 

Gaza – Il ministero della sanità di Gaza ha adottato misure straordinarie al valico di Rafah per impedire che nella Striscia entrino persone affette dal coronavirus. In particolare, è stato spiegato, si teme il ritorno dalla Cina di palestinesi residenti a Gaza. I loro nomi sono noti alle autorità ed al passaggio dal valico, provenienti dall’Egitto, saranno visitati da un medico. Se mostrassero sintomi di contagio saranno internati in una zona isolata vicina al valico dove per loro sono stati approntati 50 container dotati di letti, tavoli, servizi igienici, corrente elettrica ed internet. Là dovranno trascorrere 14 giorni di quarantena. Le loro condizioni di salute saranno seguite da uno staff medico che si troverà in un container separato, nelle immediate vicinanze. Finora, assicura il ministero della sanità di Gaza, nella Striscia non c’è stato comunque alcun caso di infezione.

Corea – La Corea del Sud ha reso noti altri 48 casi di coronavirus, facendo salire il totale a 204: il Korea Center for Disease Control and Prevention (Kcdc) ha assicurato che la situazione è “gestibile”, malgrado i contagi si siano quadruplicati in soli tre giorni. Diverse decine di nuove infezioni sono legate alla Chiesa di Gesù Shincheonji, a Daegu. Il sindaco della quarta città del Paese, con 2,5 milioni di abitanti, ha detto che 135 membri della congregazione hanno i sintomi del virus, mentre sono in corso le ricerche di altre 57 persone.

Cina – La Cina ha dato conto, attraverso i media ufficiali, di 512 casi di coronavirus relativi a 4 centri di detenzione, inclusi due nell’Hubei, l’epicentro dell’ epidemia, per complessivi 271 casi. Altri casi sono relativi alla provincia dello Shandong (207) e a quella dello Zhejiang (27 più altri 7 poco prima riportati). Sono già numerosi i provvedimenti adottati di rimozione e di punizione contro “le inefficienze” dei vertici sia delle amministrazioni carcerarie sia di quelle sanitarie locali. In tutto le vittime nel Paese sono arrivate a 2233.




Skullbreaker Challenge, è emergenza tra i giovani

Anche la Polizia Postale sottolinea i rischi della nuova moda social e mette in guardia ragazzi e genitori: bisogna fermarsi.

Un gioco da ragazzi, dice il detto. Un modo per minimizzare e rimarcare la semplicità di un’azione. Ma oggigiorno nell’era dei social, la frase della saggezza popolare potrebbe avere sfumature più macabre. I giochi dei ragazzi di oggi sono talmente pericolosi che si rischiano danni permanenti, o peggio.

E’ il caso della nuova moda social della Skullbreaker Challenge, letteralmente “sfida spacca-cranio”. E’ nata su Tik Tok, il recente social cinese che ha avuto un’impennata di popolarità tra i giovanissimi, e che punta tutto sul video. Su Tik Tok si trovano filmati di ogni genere che spesso diventano virali dando vita a vere e proprie tendenze, alcune pericolose.

Non è la prima volta che si parla di mode paurose tra i giovanissimi, e sono sempre i social network il motore di diffusione. Si ricordi la Cinnamon Challenge, la sfida a mangiare un intero cucchiaio di cannella senza bere nulla, il che presenta diversi rischi e può addirittura portare al collasso polmonare. O ancora la Blackout Challenge, il gioco a strozzarsi per provare l’euforia della mancanza di ossigeno, che ha fatto anche qualche vittima tra i giovani.

La Skullbreaker Challenge è l’ultima novità in fatto di ‘sfide’. Consiste nel filmarsi mentre un ragazzo salta, e altri due ai lati gli fanno uno sgambetto all’atterraggio. “Si tratta di un comportamento sbagliato e molto pericoloso: la mancanza improvvisa di appoggio mentre si salta comporta necessariamente una caduta senza controllo che può determinare lesioni anche gravissime come fratture di arti, svenimenti ed ematomi cerebrali”, avvisa la Polizia Postale.

I ragazzi devono essere consapevoli dei rischi, e gli adulti devono educare e vigilare.

“Genitori e insegnanti devono prestare la massima attenzione e informare bambini e adolescenti sui rischi che corrono – avvisa Marialucia Lorefice, Presidente della Commissione Affari Sociali alla Camera -. Anche in questo caso, l’educazione digitale è fondamentale: occorre far capire e far prendere coscienza, soprattutto ai più piccoli, che non tutto ciò che si trova sul web è condivisibile o ripetibile, insegnare loro a valutare volta per volta i contenuti che circolano sui social network. Il gioco è una pratica costruttiva e divertente: lo ‘spaccatesta’, al contrario, è un gesto incosciente che può creare danni gravissimi alla salute”.

E’ la Polizia Postale a rivolgersi direttamente ai ragazzi e ai genitori, invitandoli a stare lontani da tentazioni pericolose e intimando gli adulti a non stare a guardare:

Per i ragazzi:

  • Non lasciarti coinvolgere in questa sfida ma proteggi te stesso e gli altri: indurre qualcuno a saltare per fargli lo sgambetto non è una sfida ma una cattiveria molto pericolosa.
  • Far cadere qualcuno mentre salta può determinare danni fisici importanti e la commissione del reato di lesioni anche se non hai ancora 18 anni: non è uno scherzo!
  • Se sei a conoscenza o vedi qualche coetaneo che intende partecipare alla Skullbreaker Challenge cerca di dissuaderlo e parlane immediatamente con un adulto di riferimento: sii responsabile ed evita che qualcuno si faccia male davvero!
  • Se hai ricevuto video che riguardano ragazzi tuoi conoscenti vittime di questa sfida parlane con un adulto o segnala subito a www.commissariatodips.it

Per i genitori:

  • Parlate ai ragazzi di questa sfida in modo da evitare che possano cadere nello scherzo e saltare affiancati da coetanei cadendo violentemente.
  • Riferite ai ragazzi che chi procura la caduta di coetanei può determinare grave ferimento e/o essere incriminato per lesioni in danno delle vittime.
  • Se i vostri figli ricevono da coetanei video riguardanti la sfida segnalateli a www.commissariatodips.it.
  • Sorvegliate sempre attentamente il comportamento online dei vostri figli e create un’abitudine familiare a parlare dei rischi di internet e delle strategie utili ad evitarli.

#spaccatesta

SU #TIKTOK SI STA DIFFONDENDO IL GIOCO #SPACCATESTA CON RISCHI GRAVISSIMI PER I RAGAZZIE' terribile e sconcertante il nuovo, folle 'scherzo spaccacranio' che si sta diffondendo tra i giovanissimi, a causa anche di video postati sui social network. La #SkullbreakerChallenge è nata in America e ha già provocato danni alle giovani vittime, che volontariamente si prestano a questa moda pericolosissima. Dobbiamo scongiurare che questo 'gioco' prenda piede tra i nostri ragazzi. Come funziona? In genere due partecipanti coinvolgono una vittima ignara in una sorta di 'gara' di salti, per poi spingerla o sgambettarla a sorpresa. Risultato: una rovinosa (e pericolosa) caduta, con il serio rischio di trauma cranico. Genitori e insegnanti devono prestare la massima attenzione e informare bambini e adolescenti sui rischi che corrono. Anche in questo caso, l'educazione digitale è fondamentale: occorre far capire e far prendere coscienza, soprattutto ai più piccoli, che non tutto ciò che si trova sul web è condivisibile o ripetibile, insegnare loro a valutare volta per volta i contenuti che circolano sui social network. Il gioco è una pratica costruttiva e divertente: lo 'spaccatesta', al contrario, è un gesto incosciente che può creare danni gravissimi alla salute

Gepostet von Marialucia Lorefice M5S am Donnerstag, 20. Februar 2020

Di A.C.




Germania: strage nei locali del narghilè ad Hanau, 11 morti. Il killer: ‘Annientare alcuni popoli’

La strage di Hanau, dove stanotte sono morte 11 persone e quattro sono rimaste ferite, è stata classificata come un “presunto atto di terrorismo” di matrice probabilmente “xenofoba” dagli inquirenti della Procura federale tedesca, che ha acquisito le indagini. È quello che ha confermato stamani il ministro dell’Interno dell’Assia, Peter Beuth, parlando nel parlamento regionale. A colpire è stato un tedesco di Hanau, sostenitore di teorie di destra estrema e spinto dall’odio per gli stranieri. Tra le vittime di sono cinque cittadini turchi.

Stando alla Bild on line, in uno scritto ritrovato dagli inquirenti, lui stesso avrebbe rivendicato il massacro, affermando che alcuni popoli che non si possono più espellere dalla Germania vadano annientati. Tesi razziste e xenofobe sono inoltre contenute in una pagina su internet attribuita all’attentatore che aveva 43 anni e diffondeva in internet la sue teorie di destra radicale. Nel bilancio della drammatica notte, che ha lasciato Hanau sotto shock, ci sono 11 morti, fra cui l’attentatore e sua madre, i cui corpi sono stati ritrovati senza vita nel loro appartamento. “Condanno questo massacro che attenta alla pace e alla libertà della nostra società”, ha affermato Peter Beuth. L’attentatore ha colpito ieri sera intorno alle 22, davanti a due cosiddetti ‘Shisha Bar’, i locali molto amati dalla comunità turca, in cui si fuma il narghilè.

L’ultima strage vissuta in Germania è quella del mercatino di Natale del dicembre 2016 a Berlino, dove il tunisino Anis Amri uccise dodici persone travolgendo la folla con un camion. Lo scorso ottobre ad Halle un uomo ha attaccato una sinagoga e un fast food, uccidendo due persone. Anche in quel caso, quando ad agire fu un ventisettenne neonazista, si è rischiata una carneficina. La settimana scorsa era stata sgominato un gruppo di terroristi di destra, che avrebbe voluto mettere a segno attentati contro musulmani profughi e politici per scatenare una guerra civile in Germania e sovvertire l’ordine: erano state arrestate 12 persone su 13.

“È un giorno quanto mai triste per la Germania”. Lo ha detto Angela Merkel, che ha definito la strage di Hanau un crimine “agghiacciante”.
“Il razzismo è un veleno, l’odio è un veleno che esiste nella nostra società”, ha aggiunto Merkel.

“Siamo vicini al Governo e al popolo tedesco. Ai parenti delle vittime di questa terribile strage va il nostro sincero cordoglio. Massima condanna alla violenza: Italia e Germania sono unite nella lotta agli estremismi di ogni tipo”. Lo scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Twitter, attraverso il profilo della Farnesina, dopo la strage di Hanau di matrice xenofoba.

“Ci aspettiamo che le autorità tedesche facciano il massimo sforzo per far luce” sulla strage di Hanau. “Il razzismo è un cancro collettivo”. Lo scrive su Twitter Ibrahim Kalin, portavoce del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, esprimendo le condoglianze di Ankara ai familiari delle vittime e augurando una rapida guarigione ai feriti. Sull’attacco è intervenuto anche il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu. “Se i Paesi europei non riescono a fermare il razzismo al loro interno, può diventare estremamente pericoloso”, ha detto.

“Questo crimine abominevole ci sconvolge e ci lascia senza parole”. Lo hanno detto i due leader dell’ultradestra di Afd, Alexander Gauland e Alice Weidel, commentando la strage di Hanau, dove sono morte 11 persone, compreso un attentatore tedesco di 43 anni, che ha commesso un massacro spinto probabilmente dall’odio xenofobo. “I nostri pensieri vanno alle vittime di questo crimine spietato e ai loro parenti”, hanno aggiunto, augurando una veloce guarigione ai feriti.

“Il nostro dibattito politico non deve eludere la questione che, 75 anni dopo la fine della dittatura nazionalsocialista in Germania ci sia di nuovo il terrorismo di destra”. Lo ha detto il vicecancelliere socialdemocratico Olaf Scholz, commentando la strage di Hanau e chiedendo una reazione adeguata alla politica e alla società.




Intercettazioni,il Senato conferma la fiducia al governo

Il Senato ha confermato la fiducia al governo sul decreto legge intercettazioni con 156 voti favorevoli, 118 contrari e nessuna astensione. Dopo l’ok, ora il provvedimento approda alla Camera. Scade il 29 febbraio.  Matteo Renzi non ha partecipato al voto sulla fiducia. Come risulta dai tabulati di Palazzo Madama, è in congedo. Alle 10.30 ha tenuto una conferenza stampa in una sala del Senato.

“Credo che la cosa più pulita sia vedersi la prossima settimana con Conte. Le telenovelas funzionano quando poi c’è un elemento di chiarezza. Serve una forma di trasparente chiarezza. Ho chiesto a Conte di vederlo la prossima settimana, se lo riterrà utile”. Lo ha detto il leader di Iv in una conferenza stampa al Senato sul piano choc per le infrastrutture, con esponenti del gruppo Iv-Psi.

“La settimana prossima conto di poter mettere la parola fine a questo teatrino”, ha spiegato Renzi. “Noi siamo stati gli argini del buonsenso. Continueremo a farlo sia che stiamo nella maggioranza sia che stiamo nell’opposizione”.

“Il decreto intercettazioni non è di fiducia a un singolo ministro. Grasso non è ancora fra le fonti normative. Le sue valutazioni su cosa sia la mozione di sfiducia si trova nel regolamento del Senato e non nella mente ampia di Grasso”, ha detto Renzi.

“Se Grasso ha interesse a vedere una mozione di sfiducia a un ministro non ha che da attendere”, ha spiegato Renzi. 
 “Io sono perché Autostrade paghi per quello che è successo, paghi tanto. Spero che non vi sia chi, in nome del populismo, faccia una battaglia al termine della quale è lo Stato a pagare alle Autostrade”.




Il governo punta ad un concordato per Air Italy ma il Qatar crea ostacoli.

Continuità del servizio garantita per tutto il 2020. De Micheli: i lavoratori verranno tutelati.

Resta da capire quale sarà la replica degli azionisti della compagnia, Alisarda (che detiene il 51%) e Qatar Airways (con il restante 49%), un primo segnale arriva dal Qatar: con le autorità di Doha sono stati avviati contatti diretti per “verificare la disponibilità di mantenere gli investimenti in Air Italy”, ha fatto sapere De Micheli che ha incontrato l’ambasciatore in Italia, ricevendo la disponibilità ad “individuare ogni possibile soluzione condivisa”. Ma fonti della compagnia fanno sapere appunto che non cìè più interesse ad investire perchè questo era legato al precedente business plan. Intanto riparte il servizio di continuità territoriale, con la riapertura delle prenotazioni dal 14 marzo al 16 aprile. E mentre si attende il decreto di proroga fino a fine anno, sul tema il Governo continua a lavorare con Bruxelles con l’obiettivo di evitare l’isolamento della Sardegna.




Abbonamenti pirata a pay tv, denunciati 223 clienti. Rischiano fino a otto anni

Per la prima volta in Italia sono stati denunciati dei cittadini che hanno utilizzato abbonamenti non ufficiali alle pay tv per guardare in maniera illegale serie, film ed eventi sportivi: il Nucleo speciale beni e servizi ne ha individuati 223. La legge sul diritto d’autore prevede la confisca degli strumenti utilizzati: ai clienti, dunque, in caso di condanna verranno confiscati il televisore, computer o smartphone. Rischiano inoltre la reclusione fino ad otto anni e una multa di 25 mila euro.




La sfida di Renzi a Conte: ‘Non moriremo grillini’

Matteo Renzi parla a Porta a porta. Hanno provato a cacciarmi dalla maggioranza, dice il leader di Italia Viva. “Non ce l’hanno fatta ma ci hanno provato: hanno cercato di raccogliere i senatori responsabili che vorrebbero prendere il nostro posto. Ma se vogliono farlo non c’è niente di male, eh. Se il presidente del Consiglio o qualche suo collaboratore vogliono sostituirci non c’è nulla di male, ma la prossima volta farebbero meglio a riuscirci”. “Io non voglio morire grillino. Sono colpito dal modo in cui il Pd ha inseguito i grillini. Non diventeremo la sesta stella’. Il casus belli resta la giustizia e la prescrizione. Se non viene ritirata la proposta Bonafede e se non ci sarà accordo, Renzi conferma la possibilità di presentare una mozione di sfiducia.”Penso proprio che sarà così. Spero che ci sia buonsenso e si arrivi all’accordo”. Ma la vera sfida è la proposta del leader di Italia Viva sull’elezione diretta del premier. “Siccome non si può andare avanti così con le scene che abbiamo visto, fermi tutti: faccio un appello a tutte le forze politiche, a Zingaretti, Di Maio, Crimi, Conte, Leu, Salvini, Berlusconi, Meloni. Dico: portiamo il sistema del sindaco d’Italia a livello nazionale. Si vota una persona che sta lì cinque anni ed è responsabile. Per me la soluzione è l’elezione diretta del presidente del Consiglio”. E a supporto della sua proposta: “Lancerò una raccolta di firme, insieme al lavoro preparatorio che faremo” con gli altri partiti, “perché si arrivi al sindaco d’Italia”. “Non butto la palla in tribuna perché quand’anche cadesse il governo non si può votare fino all’autunno, quando mai nella storia si è votato. E’ presumibile pensare che almeno fino al 2021 non si vota. Siccome non si può votare per un impedimento tecnico, dico che è il momento di guardarsi negli occhi e pensare prima agli italiani e poi ai partiti” dice il leader di Italia viva Matteo Renzi a Porta a porta lanciando la proposta di riforma per l’elezione diretta del premier.

Nell’Aula della Camera le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del Consiglio Ue. L’Aula è abbastanza affollata di deputati. Conte parla tra i ministri Amendola (Affari europei) e D’Incà (Rapporti con il Parlamento).

“Mi prenderò qualche giorno per poi lanciare una cura da cavallo per il sistema Italia – ha detto il premier Giuseppe Conte -. Siamo in emergenza, e dobbiamo tutti lavorare, ciascuno chiaramente per le responsabilità che si assume in base al ruolo che ha. Dobbiamo ragionare come fossimo in emergenza, quando ragioniamo di emergenza riusciamo a coordinarci al meglio. Non possiamo essere fanalino di coda ci sono delle situazioni anche congiunturali. C’è l’emergenza coronavirus, ci sono le tensioni commerciali internazionali…”. 

Una verifica in parlamento? “Noi siamo concentrati” sull’azione di governo, “i titoli dei giornali non mi appassionano. In questo momento siamo concentrati su una priorità che è far crescere l’Italia”, ha aggiunto Conte, conversando con l’ANSA, prima di lasciare il Senato, commentando l’ipotesi che si possa stabilire un patto di legislatura sulle riforme.

LA PRECISAZIONE DEL PREMIER: “‘Questo Renzi?’ Non si dice ‘questo Renzi’, è il senatore Matteo Renzi, leader di un partito di maggioranza, Italia Viva”, ha detto Conte, ‘bacchettando’ benevolmente un cronista che gli chiede se “questo Renzi” lo tenga “sulle spine”.

Intanto l’aula del Senato ha approvato la risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni del premier Conte sul bilancio comunitario. Il documento ha avuto 150 voti favorevoli, 101 contrari e 13 astensioni. La mozione impegna il governo a lavorare per “un bilancio europeo all’altezza delle sfide future”, chiarendo che “la proposta del presidente Michel sul bilancio, nonostante qualche leggero passo avanti rispetto al quadro negoziale della presidenza finlandese, non appare ancora adeguata rispetto alle ambizioni dell’Europa”.

LE COMUNICAZIONI DI CONTE A PALAZZO MADAMA IN VISTA DEL CONSIGLIO UE – “Il Parlamento non esiterebbe a bocciare un bilancio Ue inadeguato sulla svolta verde e sugli altri temi all’ordine del giorno”, ha detto Conte, intervenendo al Senato alla vigilia del Consiglio europeo. “L’Italia è perfettamente consapevole di essere parte della casa comune europea ma non siamo disposti ad accettare in nome di una rapida conclusione del negoziato un bilancio insufficiente per le esigenze dei nostri cittadini. Sarebbe una sconfitta non tanto contabile, ma politica”. 

“Rispetto all’ambizione rilevata nel programma della commissione europea” guidata da Ursula von der Leyen, nella proposta Michel sul quadro finanziario pluriennale “resta poca traccia”.

“Quello di domani si presenta come un vertice complesso e complicato per il fatto che la proposta non rispetta le aspettative di dotare il bilancio Ue di strumenti innovativi”, dice Conte. “La proposta che il presidente Michel ha fatto circolare il 15 febbraio apporta alcuni, lievi, avanzamenti rispetto alla proposta fatta durante la presidenza finlandese” ma “resta comunque inadeguata” rispetto agli obiettivi dell’Unione, dice il premier.

“Alla luce della difficoltà della politica nazionale, sui temi della politica continentale non è possibile alcuna divisione, sarebbe un atto sbagliato”, ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, intervenendo al Senato dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo straordinario.

“Lei al Consiglio europeo ci rappresenta appieno”, ha aggiunto. “Il bilancio 2021-27 è un fatto decisivo, ci giochiamo il futuro dell’Europa. Ci aspettano mesi economicamente molto delicati. Ci sono potenze fuori dall’Europa che giocano una partita che io definisco profondamente sbagliata, mi riferisco alla Turchia. La Turchia non è un problema italiano, è un problema europeo.”