Covid Latina, Valletta (Lega): “Il sindaco chiuda i negozi a Pasqua e Pasquetta”

 

Alcuni comuni della provincia di Latina hanno disposto la chiusura delle attività commerciali nei giorni di Pasqua e Pasquetta. Per ora però il sindaco di Latina non ha preso la stessa decisione. E’ Valletta della Lega a chiederlo.

Sermoneta, Cisterna, Terracina e tantissimi altri Comuni si stanno aggiungendo attuando quella che ritengo una decisione non solo sensata, ma mirata a ridurre concretamente la possibilità di contagi da Covid 19 nella nostra comunità. Mi riferisco alla decisione di firmare un’ordinanza sindacale con la quale si chiudono tutti i negozi alimentari nei giorni di Pasqua e Pasquetta.

Una scelta che, contestualmente, consentirebbe a tutti coloro che, in queste settimane di emergenza legata al Coronavirus, hanno sacrificato se stessi e la propria famiglia lavorando ogni giorno per assicurare l’approvvigionamento di beni essenziali alle persone, di dedicarsi ai propri cari.

Peccato constatare, come al solito ormai, che a Latina, nella città capoluogo di provincia il sindaco Damiano Coletta non abbia ancora preso spunto da quanto celermente fatto dai propri collegi raccogliendo tra l’altro le richieste formulate in questo senso anche dalle associazioni di categoria e dai sindacati.

La chiusura dei negozi rappresenterebbe un deterrente per chi è intenzionato a venire a Latina, nonostante le restrizioni in atto, magari per trascorrere un weekend nella seconda casa e, contestualmente, darebbe maggiore spazio alle forze dell’ordine per effettuare i controlli sul territorio. In un momento così difficile per tutti il compito di una buona amministrazione dovrebbe essere quello di prevenire nuove emergenze e di far sentire, concretamente, il proprio sostegno a tutti i cittadini. Evidentemente Coletta ed Lbc sono come si direbbe in gergo in altre faccende affaccendati. Confidiamo che, seppure last minute, un’ordinanza in tal senso arrivi nelle prossime ore”.




Latina, stalking e atti persecutori all’ex compagno: arrestata una donna

 

E’ stata arrestata dagli uomini della squadra mobile in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare emesso dal gip del tribunale di Latina per il reato di atti persecutori e per i reati che rientrano nel “codice rosso”. Ai domiciliari è finita una dona di 57 anni che già dal mese di gennaio era stata raggiunta, per analoghi reati di stalking e minacce gravi, da una misura cautelare del divieto di avvicinamento. L’attività investigativa ha permesso di individuare messaggi, sia scritti che vocali, inviati dall’indagata sull’utenza cellulare della vittima anche attraverso social network. Messaggi dal contenuto offensivo e minatorio.
La misura cautelare è scattata in seguito all’ennesima denuncia presentata dal suo ex, un uomo di 60 anni di Latina che, esasperato dai comportamenti della donna incapace di accettare la fine della loro relazione sentimentale, ha raccontato una serie infinita di atti persecutori, con messaggi sui social, tentativi di chiamate e messaggi vocali e offese di varia natura oltre ad esplicite minacce di morte. Per la donna sono quindi scattati gli arresti domiciliari.

 




Ciociaria: casi raddoppiati da ieri, da 7 a 14. E un decesso

 

Il coronavirus torna a correre in Ciociaria. I dati diffusi poco fa dall’assessorato regionale alla Sanità sono purtroppo chiari: solo oggi si sono registrati 14 nuovi casi di persone positive (dopo la frenata di lunedì e ieri quando sono stati, rispettivamente, 6 e 7). Casi raddoppiati in un giorno, quindi, ad ulteriore dimostrazione di quanto la curva dei contagi sia ancora non stabile e altalenante. La maggior parte dei nuovi casi, comunque, stando sempre a quanto comunica la Regione Lazio, sono riconducibili ai cluster di Veroli (casa di riposo Ini Città Bianca) e Cassino (casa di cura San Raffaele).

A rendere nuovamente pesante il quadro in provincia di Frosinone c’è poi anche il decesso di una donna di 96 anni di cui, come spesso accade, non è stata fornita la residenza. Per il resto: 2 pazienti sono guariti, 310 persone sono uscite dall’isolamento domiciliare mentre  le strutture residenziali per anziani attenzionate sono attualmente 3.

Il totale dei casi positivi registrati in Ciociaria dall’inizio della Pandemia sale così a 522, dai 508 di ieri (il dato comprende ovviamente, oltre ai positivi, anche i morti e i guariti dall’inizio dell’epidemia). Quanto ai decessi, si passa da 40 (cifra ferma da 2 giorni) a 41.

Come ricordiamo ormai da diversi giorni, per quanto riguarda i contagi, si tratta comunque di stime da valutare, come detto dai maggiori esperti nazionali del settore, almeno su base bisettimanale, in quanto da un giorno all’altro le oscillazioni possono essere molto sensibili, sia in crescita sia in diminuzione.

Anche oggi, inoltre, come accade ormai da settimane, le autorità preposte non hanno fornito alcuna informazione in merito ai comuni di residenza delle nuove persone contagiate o altri dati, è certo solo che, come da prassi, per tutte è stata avviata l’indagine epidemiologica per individuare e mettere in sicurezza tutti coloro che con esse sono venuti in contatto, in modo diretto o indiretto. Solo ai sindaci le Asl comunicano i dati relativi alle persone residenti nel comune affette da Coronavirus, siano esse obbligate alla vigilanza domiciliare o ricoverate in strutture sanitarie. I soggetti legittimati alla ricezione dei dati sono, dunque, comuni, prefetture, forze di polizia e vigili del fuoco

I DECESSI IN CIOCIARIA

 

L’ultima vittima del Covid-19 in ordine di tempo è  dunque la donna di 96 anni di cui riferisce la Regione Lazio nel bollettino diffuso poco fa. Prima di lei, più di 48 ore fa, l’anziana proveniente dalla casa di riposo Hermitage di Fiuggi ma deceduta all’ospedale Spaziani di Frosinone. Sabato i decessi erano stati 4: l’abate di Casamari Padre Eugenio Romagnuolo, morto nel tardo pomeriggio allo Spaziani di Frosinone all’età di 74 anni. Prima di lui, un’anziana originaria di Fumone ricoverata allo Spaziani, un’altra anziana di Fiuggi deceduta presso il Sant’Andrea di Roma dove era stata trasferita. Entrambe erano due degenti della casa di riposo Hermitage di Fiuggi. Alle due donne si somma anche un’altra vittima, un uomo di 71 anni, di cui però non sono state rese note altre generalità.

La lista delle persone scomparse comprende poi una donna di Pontecorvo di 84 anni ricoverata al San Raffaele, già risultata positiva giorni fa, un uomo di Supino e una donna di 71 anni della quale non è ancora stato reso noto il Comune di residenza. Le altre vittime sono state la fiuggina Pompea Frate e l’anziana donna di Trivigliano. Prima di loro, l’80enne di Ausonia marito della donna di 76 anni deceduta allo Spaziani dove è morto anche lui. Seguono: una persona di Veroli di cui non si hanno le generalità; Gabriele Tersigni, 78 anni di Sora, deceduto allo Spaziani; una donna di 70 anni, un 87enne con patologie pregresse, poi Camillo Doria, 64 anni di Ceprano, e l’80enne deceduto allo Spaziani di Frosinone (la residenza è ancora da accertare).

Poi ci sono: Daniele Raponi, 53 anni di Monte San Giovanni Campano, un 72enne di Ripi che era ricoverato allo Spaziani, una donna di 77 anni di Pontecorvo, un’altra donna di 59 anni ricoverata all’ospedale di Frosinone e un uomo di 68 anni a Cassino. Prima ancora le vittime erano state tre: un 89enne di Sora, ricoverato allo “Spaziani”, una 79enne di Terelle morta allo Spallanzani di Roma, e una donna di 86 anni di Arce, ricoverata a Frosinone con patologie pregresse. Le altre vittime in ordine di tempo sono un uomo di 85 anni di Cassino, un’anziana 82enne di Serrone deceduta allo Spaziani; poco prima di lei era deceduto nello stesso ospedale del Capoluogo il professor Gaetano Corvo, di 62 anni, residente a Frosinone.

Il triste elenco comprende poi due uomini entrambi del Cassinate: un 68enne della città martire, con patologie preesistenti, e un 83enne di Piedimonte San Germano. Gli altri decessi: un uomo di 62 anni di Gallinaro proveniente dal San Raffaele e una donna di 78 di Alatri all’ospedale Spaziani, entrambi con pluripatologie pregresse; un 75enne originario di Frosinone ma residente a Ferentino; prima di lui: la coppia di Ceprano, lui 85 anni, lei 79; l’ex finanziere in pensione 63enne di Cassino; il commerciante 54enne di Supino; l’89enne di Cassino; l’81enne molisano morto allo Spallanzani dove era stato trasferito dal San Raffaele di Cassino. 41, dunque, le vittime totali in Ciociaria. Decessi che, come detto prima, fanno parte dei casi totali finora registrati in provincia di Frosinone dall’inizio della pandemia




Coronavirus, negli Usa quasi 2mila morti in un giorno.

 

L’Oms Europa: Non è il momento di allentare restrizioni, anzi bisogna raddoppiare e triplicare gli sforzi. Avvertimento dall’Oms Europa, che mette in guardia dai segnali positivi in alcuni Paesi. I contagi continuano ad aumentare, spiega, portando il numero di casi confermati a 687.236 fino a questa mattina, con 52.824 decessi. L’organizzazione sanitaria avverte inoltre che hanno superato quota 10mila i casi in Africa ed i decessi sono oltre 500. E mentre il virus qui è stato lento ad arrivare rispetto ad altre parti del mondo, l’infezione è poi cresciuta esponenzialmente e continua a diffondersi.

Cina – Sono almeno 65mila le persone che lasceranno oggi Wuhan, primo giorno di rimozione del lockdown di 76 giorni per contrastare la diffusione del Covid-19. Escludendo il trasporto su strada, in 55mila prenderanno il treno, mentre oltre 10mila l’areo con la riapertura del Wuhan Tianhe, lo scalo cittadino dove ci sono già oltre 200 voli in entrata e in uscita. Esclusi per ora i collegamenti internazionali. Ieri la Cina ha registrato 62 nuovi casi di infezione da coronavirus, di cui 59 importati (saliti in totale a 1.042) e 3 domestici in Shandong (2) e Guangdong (1). Intanto i timori sulla seconda ondata di Covid-19 si concentrano sulla provincia del nord di Heilongjiang dopo il picco giornaliero di 25 casi importati con gli arrivi di viaggiatori dalla Russia. Suifenhe, città con più di 60.000 abitanti sul confine russo e porta d’accesso per Vladivostok, ha varato oggi un lockdown come quello appena rimosso a Wuhan, nell’Hubei. I residenti, ha riportato la tv statale Cctv, sono obbligati a stare nei compound residenziali e solo una persona per famiglia potrà ogni tre giorni uscire per comprare i beni di prima necessità. E la Cina ha chiuso tutti i 4 accessi al confine con la Russia per scongiurare nuovi casi importati di Covid-19.

Nel mondo sono oltre 80mila i morti da coronavirus. Lo indica il conteggio della John Hopkins University, che fissa al momento il numero dei decessi a 81.103. Sempre secondo i dati dell’ateneo, gli Stati Uniti hanno fatto registrare il record di vittime in 24 ore: sono 1939 che fanno salire il totale dei morti in quel Paese a quasi 13mila. Si tratta del peggior bilancio giornaliero nel mondo da inizio pandemia. E secondo un sondaggio condotto dalla Cnn solo il 41% degli americani pensa che la risposta alla pandemia da parte della Casa Bianca sia stata quella giusta, mentre per il 55% il presidente Donald Trump ha fatto un ‘pessimo lavoro’.

Spagna – Aumenta il numero dei morti giornalieri: 757 decessi nelle ultime 24 ore (ieri erano stati 743). Lo ha annunciato il ministero della Salute spagnolo. Il totale delle vittime è così salito a 14.555, mentre i contagiati sono 146.690. I guariti sono invece 48.021. Il governo intanto ha lanciato un canale automatico gestito da whatsapp per rispondere ai dubbi e alle preoccupazioni dei cittadini sul coronavirus, con informazioni ufficiali, accurate e aggiornate.

Francia – Una quarantina di marinai della portaerei nucleare francese Charles de Gaulle sono affetti da ‘sintomi compatibili’ con il coronavirus e sono sotto ‘osservazione medica speciale’. Lo ha annunciato a Parigi il ministero delle Forze armate. La nave si trova attualmente nell’Atlantico e sta facendo rotta verso il Mediterraneo per un attraco che – secondo i programmi – era previsto a Tolone il 23 aprile.

Gran Bretagna – Nuove regole più restrittive per l’accesso dei passeggeri sui classici bus rossi di Londra rimasti operativi in quanto servizi pubblici essenziali, sullo sfondo dell’aggravarsi del numero di contagi e di morti fra i conducenti. Lo ha annunciato il sindaco laburista della capitale, Sadiq Khan, aggiornando ad almeno 14 il totale di lavoratori del trasporto pubblico cittadino rimasti finora vittime del Covid-19.

Brasile – Il governatore di San Paolo, Joao Doria, ha annunciato la creazione di un altro ospedale da campo nella megalopoli, la più colpita dai casi di coronavirus. La strattura sarà installata nel complesso sportivo di Ibirapuera. Secondo Doria, il nuovo ospedale aprirà il primo maggio.

Iran – Sono 67.286 i casi di coronavirus confermati, con 1.997 contagi nelle ultime 24 ore e 3.956 malati attualmente in gravi condizioni. Le vittime salgono a 4.003, con nuovi 121 decessi registrati. I test effettuati finora sono complessivamente 220.957. Lo riferisce il ministero della Salute di Teheran.

Russia – I casi sono saliti di 1.175 unità nelle ultime 24 ore, arrivando a toccare quota 8.672. Come sempre, la maggioranza dei contagi si verifica a Mosca, dove ormai si registrano oltre 5.800 casi. Nelle ultime 24 ore sono poi morte altre cinque persone, portando il computo totale a 63. Lo fa sapere la task force nazionale contro l’epidemia citata dalla Tass. Il picco è atteso in 10-14 giorni.

Pakistan – Il bilancio delle vittime di coronavirus in Pakistan raggiunge le 58 persone, mentre il numero dei contagiati sale a 4.072. Secondo l’aggiornamento ufficiale dei dati fornito dal governo, quattro persone sono morte mentre altre 208 sono risultate positive al virus. Sono 467 i guariti e 25 i pazienti in gravi condizioni.




Coronavirus nel mondo: accelera il contagio in Svezia, I morti sono quasi 600, e oltre settemila contagiati

 

Le persone contagiate dal coronavirus nel mondo sono oltre un milione e 300mila, i decessi quasi 75mila. L’Europa è il continente più colpito, con oltre 50mila decessi: quasi l’85% in Italia, Spagna, Francia e Gran Bretagna.

In Svezia altri 114 morti di Covid in 24 ore

Più di cento persone contagiate dal Covid-19 sono morte nelle ultime 24 ore in Svezia, lo afferma l’agenzia pubblica di sanità. Il Paese, poco più di 10,3 milioni di abitanti, aveva mantenuto un certo lassismo, per poi prendere qualche misura di contenimento. Ora i contagiati sono 7.693 e i morti 591, con una mortalità notevolmente più alta di quella riscontrata negli altri Paesi scandinavi

   

Nuovo triste record di decessi negli Usa per il coronavirus. Secondo la Johns Hopkins University, sono morte 1.150 persone in 24 ore, per un totale che raggiunge quota 10.783. I contagiati sono 366 mila. Malgrado questi dati, il presidente Donald Trump continua a professare ottimismo: “Usciremo da questa crisi con più forza, unità e risolutezza” ha detto durante la quotidiana conferenza stampa sul coronavirus indicando che gli Usa “riapriranno prima di quanto le gente non pensi”.

CORONAVIRUS: SEGUI GLI AGGIORNAMENTI

Il presidente ha ribadito che questa sarà “una settimana dura” ma che “c’è una incredibile luce alla fine di questo tunnel”. Trump ha annunciato “un accordo amichevole” con la società americana 3M alla quale ha ordinato di produrre le mascherine necessarie per proteggersi dal coronavirus. Poi ha ringraziato Apple per la produzione di scudi facciali in plastica destinati agli operatori sanitari che si occupano di pazienti con il coronavirus.

Russia, sale il conto dei morti

In Russia sono 1154 i nuovi contagiati, rende noto il Centro nazionale di risposta alle crisi. Il numero delle vittime è salito di 11 unità, arrivando a 58.




Coronavirus: Speranza: ‘Dovremo conviverci, non è finita’

 

Dobbiamo dire la verità. La situazione resta drammatica. L’emergenza non è finita, il pericolo non è scampato. Ci aspettano mesi ancora difficili. Il nostro compito è creare le condizioni per convivere con questo virus, almeno fino a quando non avremo il vaccino o una cura”. Lo afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, in due colloqui con Repubblica e Corriere della Sera in cui illustra un “Piano Sanitario” in cinque punti: mascherine e “scrupoloso distanziamento sociale nei luoghi di vita e di lavoro”, “rafforzamento delle reti sanitarie locali”, Covid Hospital, uno studio a campione per capire quanti sono i contagiati in Italia e un’app, modello Corea, sia per mappare gli spostamenti del malato nelle 48 ore precedenti il contagio, sia per la telemedicina, e cioè per avviare una “cura domiciliare” attraverso test clinici e contatti diretti con i medici. In merito alle reti sanitarie locali, “se hai delle squadre di intervento veloci, riesci a tenere il malato a casa”, rileva Speranza.

Quanto agli ospedali anti-Covid, vanno mantenuti e aumentati, “perché non si può escludere un’ondata di ritorno dell’epidemia fino a quando non ci sarà il vaccino, perché l’ospedale misto è ingestibile in questo quadro, troppo rischioso per gli altri degenti e per tutto il personale, e perché non si può nemmeno correre il rischio di penalizzare tutti gli altri pazienti e tutte le altre cure. Non è che il malato di tumore non c’è più”.

Riguardo ai tamponi, “faremo quelli rapidi anche con il prelievo in macchina”, spiega il ministro. Questa procedura, con l’aiuto dell’Istat, consentirà una “mappatura virale del Paese”: con un campione di “diversi milioni di cittadini” si capirà quanti italiani “hanno contratto il virus, se e come sono immuni, quanti e in che area possono tornare alla vita normale”. Sulle mascherine, “una diffusione intelligente ci aiuta in questa battaglia, purché non le si utilizzi per andare a correre nel bosco e si eviti di usare quelle con il filtro, riservate al personale sanitario”, commenta Speranza. Guardando ai numeri dell’epidemia, “ci sono due dati che ci confortano: il numero di ricoveri in terapia intensiva si sta riducendo e questo è fondamentale per il nostro sistema ospedaliero; e si sta abbassando la moltiplicazione dell’infezione. Fino a poche settimane fa ogni contagiato trasmetteva il virus ad altre tre persone, adesso il rapporto è sceso sotto soglia 1”, dichiara Speranza, che tuttavia sottolinea la necessità rispettare ancora le regole: “Senza rigore si rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti”.

A Palermo primo aereo dalla Cina con Dispositivi di protezione  – Quaranta tonnellate di dispositivi di protezione destinati alla sanità dell’isola. E’ il contenuto di un aereo-cargo atterrato stamane all’aeroporto di Palermo per conto della Regione Siciliana, proveniente dalla Cina. Il ponte-aereo è stato voluto dal governo Musumeci, che si è avvalso della sinergia con la Upmc Italia-Ismett, il colosso multinazionale che sta investendo nel Paese asiatico. Il materiale, a bordo di un Boeing 777 appositamente noleggiato, comprende mascherine chirurgiche, guanti, occhiali protettivi, camici, copricapo e gambali, per diversi milioni di pezzi.




Coronavirus, altri 766 morti ma il picco non ancora esaurito

 

Sono complessivamente 85.388 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 2.339. Giovedì l’incremento era stato di 2.477; 14.681 i morti, con un aumento rispetto a ieri di 766. Giovedì l’aumento era stato di 760.  Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – è di 119.827. Il dato è stato fornito dalla Protezione Civile nel punto quotidiano. Sono 4.068 i malati di coronavirus ricoverati in terapia intensiva, 15 in più rispetto a ieri. Di questi, 1.381 sono in Lombardia. Degli 85.388 malati complessivi, 28.741 sono poi ricoverati con sintomi – 201 in più rispetto a ieri – e 52.579 sono quelli in isolamento domiciliare. “Il picco non si è ancora esaurito”. Lo ha detto il direttore della terapia intensiva del Gemelli e membro del Comitato tecnico scientifico Massimo Antonelli in conferenza stampa alla Protezione Civile, sottolineando che la “tendenza in calo a cui stiamo assistendo è il frutto di quel che è accaduto nelle ultime 3 settimane”

Parziale passo indietro del capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, sulla fine del lockdown. Dopo aver dichiarato a Radio Anch’io che passeremo chiusi in casa anche il Primo Maggio, dopo Pasqua e Pasquetta,  spiegando che “non passerà questa situazione per quella data. Dovremo stare in casa per molte settimane” e ribadendo la necessità di avere “comportamenti rigorosissimi”, ha sostenuto con l’ANSA che “l’orizzonte temporale resta quello del 13 aprile come annunciato dal presidente del consiglio. Ogni decisione sulle misure restrittive e sull’eventuale ‘fase 2’ spetterà dunque al governo che, come sempre, si avvarrà delle indicazioni del comitato tecnico-scientifico. Nell’intervista – sostiene Borrelli – ho chiaramente detto di non voler dare date e ho ribadito ancora una volta che l’inizio della nuova fase dipenderà dai dati e dall’analisi degli scienziati”.

Sulla sanità “ci vuole una regia unitaria forte condivisa e coesa, credo che ci sarà da ripensare al modello organizzativo ma io sono un tecnico e mi limito a rispondere alle disposizioni vigenti”.

Borrelli è poi tornato sulla circolare del Viminale che ha suscitato diverse polemiche sottolineando che non ha introdotto alcuna novità. “Il documento non sposta i termini, dobbiamo fare attenzione ed evitare di trovarci poi in una situazione che poi ci sfugge di mano. L’ora d’aria è una misura che non è ancora operativa, bisogna fare attenzione, rispettare le regole di prudenza e stare ancora in casa”.

La cosiddetta ‘fase 2’ di convivenza con il coronavirus potrebbe iniziare a metà maggio, anche se al momento non c’è alcuna certezza – ha spiegato il capo della Protezione Civile a ‘Circo Massimo’ ricordando che se si faranno tamponi a tappeto, indagini sierologiche e demoscopiche sulla rete di contagi, spetterà agli esperti del comitato-tecnico scientifico deciderlo. E su questo si sta già lavorando.

Il 16 maggio potrebbe essere la data giusta per la fase 2? “Se l’andamento non cambia, potrebbe essere, come potrebbe essere prima o dopo, dipende dai dati” ha risposto Borrelli sottolineando che al momento la situazione è stazionaria”. “Dobbiamo vedere quando questa situazione inizia a decrescere. Non vorrei dare delle date, però da qui al 16 maggio potremo aver dati ulteriormente positivi che consigliano di riprendere le attività e cominciare quindi la fase 2”. La situazione attuale, ha concluso, consente però di “dare un po’ di respiro alle strutture sanitarie e alle terapie intensive: si stanno alleggerendo di un carico di lavoro che ogni giorno era molto più forte e comportava sacrifici straordinari per trovare nuovi posti di ricovero e cura”.

 

Intanto la Commissione Ue ha approvato le richieste degli Stati membri e del Regno Unito di revocare temporaneamente (per sei mesi) i dazi doganali e l’Iva sull’importazione di ventilatori, mascherine, test e altri dispositivi medici da paesi terzi. In Italia la maggioranza lavora per introdurre nel decreto di aprile una misura per ridurre l’Iva sulle mascherine e gli altri dispositivi di protezione individuale contro il Coronavirus. Lo confermano diverse fonti, secondo le quali l’intervento è sostenuto anche dal ministro della Salute Roberto Speranza. Nelle riunioni degli ultimi giorni si è ragionato su una misura dal valore di circa 400 milioni per introdurre un’Iva agevolata al 5%.

L’AGGIORNAMENTO DELL’ISS (VIDEO)  – Senza misure in 6 mesi avremmo avuto immunità di gregge con un grande numero di morti e feriti: lo ha detto l’epidemiologo Giovanni Rezza, dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). “Se avessimo mollato al Sud avremmo avuto tante Codogno” ha aggiunto durante la conferenza stampa odierna sul focus epidemiologico. Rezza ha parlato di “moderato ottimismo” per le regioni del sud Italia. “Se ci sarà una fase 2 – ha poi precisato – questa dovrà essere graduale per minimizzare il rischio di una ripresa del numero dei casi”.

Sulle indicazioni relative al fatto che il virus circoli nell’aria più a lungo di quanto si pensasse, il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro ha risposto che “non ci sono evidenze che il nuovo coronavirus circoli nell’aria. Questa via era nota in determinati contesti, come quelli sanitari, ma al momento la letteratura scientifica indica che le principali vie diffusione del virus sono quelle per droplet e per contatto”. Per l’uso dei tamponi Brusaferro ha fatto sapere che arriverà una nuova circolare del ministero della Salute. Serve “intercettare i casi sul territorio”, ha detto.

Nella conferenza stampa dell’Iss è stato comunicato anche il via libera a 50 aziende a produrre mascherine chirurgiche con una capacità di filtraggio in linea con quanto prevedono gli standard, mentre soltanto un’azienda al momento è stata autorizzata anche alla commercializzazione. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. Quanto al modo in cui dovranno essere utilizzate le mascherine nella fase 2 del contenimento, le decisioni – ha fatto sapere Brusaferro – dipenderanno dalle informazioni relative alle via di trasmissione e dalla situazione relativa alla circolazione del virus nella popolazione.

LA SITUAZIONE ALL’OSPEDALE SPALLANZANI: “I pazienti covid 19 positivi sono in totale 195. Di questi 22 necessitano di supporto respiratorio. In giornata sono previste ulteriori dimissioni di pazienti asintomatici o paucisintomatici. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali sono a questa mattina 190”. Questi i numeri del bollettino medico di oggi dello Spallanzani di Roma. “Continua in maniera significativa il trend di aumento del numero di dimissioni in parallelo a un minor numero di ricoverati positivi”.

E prosegue anche la polemica tra la Regione Lombardia e la Protezione civile. Questa mattina l’assessore al Welfare, Giulio Gallera ha affermato che dalla Protezione Civile alla Lombardia in sei settimane “sono arrivate mascherine” necessarie “per quatto giorni e mezzo”.

“C’è una difficoltà di tutti – ha premesso Gallera – non voglio dire che la Protezione Civile tiene nascoste le mascherine o altri prodotti. Sta di fatto che noi abbiamo distribuito circa 2,5 milioni e mezzo di mascherine della Protezione civile e circa 10 milioni le abbiamo acquistate noi, questa è già una proporzione. Ma noi abbiamo bisogno solo per gli ospedali di 300 mila mascherine al giorno, e per l’intero sistema anche delle Rsa e dei medici di medicina generale circa 500 mila, quindi a noi sono arrivate mascherine per 4 giorni e mezzo su sei settimane”.

Dal canto suo il governatore della Lombardia, Attilio Fontana precisa di non aver “mai cercato di fare polemiche, direttamente non ne ho mai fatte ma quando vedo accuse su argomenti su cui non abbiamo responsabilità o sulla sanità lombarda allora mi girano le scatole e mi lascio andare a dire anche io qualcosa di polemico”. “Spero che non ce ne siano più” di polemiche, lavoro 14 ore al giorno per cercare di risolvere i problemi e devo buttare via le ore anche per rispondere alle lettere e alle polemiche. – ha concluso -. Se potessi dedicarmi solo al lavoro sarei più contento per me e per i cittadini. Quando c’è una polemica mi sento di offendere i miei cittadini, perché non è giusto. Ci sono momenti però in cui l’offesa si rivolge alla sanità, a cose non vere e in quei casi bisogna reagire”.




Genova spiega il virus ai bambini con un cartoon

 

L’emergenza Coronavirus raccontata come una favola tra il fantascientifico e il quotidiano in un cartoon. “Leo, Martina e il re dei virus” è il cartone animato dedicato ai cittadini più piccoli, per spiegare loro, con leggerezza e parole semplici, quello che sta accadendo, perché non si può uscire di casa o andare a scuola e perché è opportuno lavarsi le mani o indossare mascherine. Lo ha realizzato il Comune di Genova con il contributo dei Lions su un’idea della Protezione civile comunale.

Il sindaco Marco Bucci spiega: “Non ci vogliamo sostituire all’importante e costante lavoro delle maestre ma semplicemente fornire un piccolo supporto, ci auguriamo di regalare ai nostri bambini un breve passatempo”. Il video, che sarà diffuso su tutte le piattaforme del Comune di Genova e sui social network, è stato realizzato da un team di professionisti – illustratori, operatori, doppiatori, grafici – del Polo di Produzioni Audiovisive con sede a Villa Bombrini, legato alla Fondazione Genova Liguria Film Commission.




Coronavirus: Conte a von der Leyen, serve più coraggio

 

È il momento di mostrare più ambizione, più unità e più coraggio. Di fronte a una tempesta come il Covid-19 che riguarda tutti, non serve un salvagente per l’Italia: serve una scialuppa di salvataggio solida, europea, che conduca i nostri Paesi uniti al riparo”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte in una lettera su Repubblica in risposta alla missiva della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, pubblicata ieri sullo stesso quotidiano. Dopo l’ultimo Consiglio europeo, “alcune anticipazioni dei lavori tecnici che ho potuto visionare non sembrano affatto all’altezza del compito che la storia ci ha assegnato. Si continua a insistere nel ricorso a strumenti come il Mes che appaiono totalmente inadeguati rispetto agli scopi da perseguire”, evidenzia Conte, che rilancia la proposta di un European Recovery and Reinvestment Plan, necessario anche per “non perdere la sfida della competizione globale”.

“Si tratta di un progetto coraggioso e ambizioso che richiede un supporto finanziario condiviso e, pertanto, ha bisogno di strumenti innovativi come gli European Recovery Bond: dei titoli di Stato europei che siano utili a finanziare gli sforzi straordinari che l’Europa dovrà mettere in campo per ricostruire il suo tessuto sociale ed economico”, spiega Conte, ribadendo che che i titoli “non sono volti a condividere il debito che ognuno dei nostri Paesi ha ereditato dal passato, e nemmeno a far sì che i cittadini di alcuni Paesi abbiano a pagare anche un solo euro per il debito futuro di altri”. “Si tratta, piuttosto, di sfruttare a pieno la vera ‘potenza di fuoco’ della famiglia europea, di cui tutti noi siamo parte, per dare vita a un grande programma comune e condiviso di sostegno e di rilancio della nostra economia, e per assicurare un futuro degno alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori, e a tutti i nostri figli”, rileva il presidente del Consiglio.

“Siamo chiamati a compiere un salto di qualità che ci qualifichi come ‘unione’ da un punto di vista politico e sociale, prima ancora che economico”, prosegue Conte, secondo cui “deve essere la solidarietà l’inchiostro con cui scrivere questa pagina di storia: la storia di Paesi che stanno contraendo debiti per difendersi da un male di cui non hanno colpa, pur di proteggere le proprie comunità, salvaguardando le vite dei loro membri, soprattutto dei più fragili, e pur di preservare il proprio tessuto economico-sociale”.

Dombrovskis,Ue pronta a favorire gli eurobond – “Gli eurobond? Siamo in costante contatto con i governi. Sappiamo che stanno preparando delle proposte e sul tavolo c’è già quella francese. La Commissione lo ha detto chiaramente: siamo aperti a ogni opzione, abbiamo bisogno di una risposta ambiziosa, coordinata ed efficace contro la crisi. Siamo pronti a facilitare questo lavoro”. A dirlo è il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, in un’intervista a Repubblica e ad altri quotidiani europei. “Lavoriamo al Recovery plan per far ripartire l’economia. Un suo elemento importante sarà il bilancio. Il prossimo quadro finanziario – spiega Dombrovskis – dovrà essere ambizioso e dovrà contenere una forte componente di investimenti per sostenere la ripresa. Se lavoreremo seguendo il business as usual, passerà almeno un anno prima che questi fondi siano immessi nell’economia. Non possiamo accettarlo, abbiamo bisogno di soluzioni per mettere subito in circuito il denaro”. Per l’ex premier lettone “è logico usare il Mes come prossima linea di difesa perché è già capitalizzato e ha già capacità di prestito. Dobbiamo trovare un compromesso pragmatico, una soluzione su misura per questa crisi che ci permetta di attivarlo. Una qualche forma di condizionalità è legalmente necessaria, ma non stiamo parlando di una classica condizionalità macroeconomica” Nell’intervista Dombrovskis parla del piano “Sure” contro la disoccupazione e delle altre misure messe in campo. “Abbiamo mobilitato il 3% del Pil di denaro fresco e il 16% in garanzie. Inoltre i governi continuano ad annunciare nuove misure e ad aggiornare le stime dell’impatto del virus sull’economia”, rileva. “Stiamo mettendo in campo diverse misure capaci di aiutare i paesi con un alto costo di finanziamento, altre sono in discussione. L’Unione e i governi – assicura – sono determinati a fare il necessario per assicurare una ripresa rapida”.




Coronavirus: oltre un milione di casi nel mondo

 

Il numero di casi di coronavirus nel mondo ha superato la soglia del milione: è quanto emerge dai dati aggiornati della John Hopkins University. I casi di contagio sono ora 1.016.128, i morti 53.146 e le persone guarite 211.615.

Con 1.169 vittime nelle ultime 24 ore, gli Stati Uniti hanno ora il triste primato del maggior numero di vittime in un giorno dall’inizio della pandemia, superando il record italiano dei 969 morti del 27 marzo. Gli Usa hanno al momento 243.453 casi positivi, piu’ del doppio dell’Italia, e quasi 6.000 decessi, secondo i dati della Johns Hopkins University.

Gli americani sottoposti all’ordine di stare a casa sono 305 milioni, oltre il 90% della popolazione degli Stati Uniti.

Per cercare di appiattire il più possibile la curva dei contagi (1.414) e dei decessi (55) per coronavirus, il Perù ha messo a punto un meccanismo in base al quale uomini e donne sottoposti al regime di quarantena obbligatoria potranno uscire, da oggi e fino al 12 aprile, in giorni prestabiliti per genere, al fine di realizzare acquisti di generi di prima necessità e/o pratiche urgenti. Lo ha annunciato ieri sera il presidente della Repubblica, Martin Vizcarra. Si tratta di una misura, già adottata il 31 marzo in Panama non senza polemiche, ma a Lima il capo dello Stato ha avvertito che il Perù “è inclusivo” e tutela tutti i cittadini, per cui saranno duramente puniti tutti gli episodi di omofobia. In base al decreto presidenziale, fra le le 8 e le 18 potranno uscire il lunedì, mercoledì e venerdì gli uomini, mentre le donne potranno farlo il martedì, giovedì e sabato. La domenica, invece, sarà off limits per tutti. La disposizione della circolazione per sesso, da cui è escluso il personale dei negozi di tutti i generi, terminerà il 12 aprile, lo stesso giorno della fine dello stato di emergenza che ha introdotto un rigoroso coprifuoco notturno.