Una libreria digitale di tutte le copertine FIFA dal 1994 al 2020

Per i migliori collezionisti, ecco una raccolta digitale di tutte le copertine delle edizioni di FIFA dal 1994 a oggi.

Guida per dire "EA Sports" come quello che dice "EA Sports" - Il Post


FIFA INTERNATIONAL SOCCER 94

Per la prima edizione del videogioco vennero scelti David Platt, allora giocatore della Sampdoria, e Piotr Świerczewski, impegnati in una partita tra Inghilterra e Polonia.


FIFA SOCCER 95

La seconde edizione di FIFA presentava in copertina Erik Thorstvedt, ex portiere del Tottenham, impegnato in un’iconica parata contro il Luton Town.


FIFA SOCCER 96

L’edizione del 1996 fu molto sperimentale. Per la copertina del videogioco fu scelta un’immagine presa dalla finale del Torneo Anglo-Italiano 93/94 tra Brescia e Notts County. Ioan Sabau e Andy Legg sono i due giocatori immortalati in azione.

Per il mercato inglese, invece, fu creata una copertina diversa, raffigurante l’ex Liverpool Jason McAteer impegnato a contrastare Frank de Boer in una partita tra Irlanda e Olanda.


FIFA 97

Nel 1997 si optò invece per David Ginola, fantasista francese del Newcastle che proprio nell’estate del ’97 venne acquistato dal Tottenham.


FIFA ROAD TO WORLD CUP 98

In vista del Mondiale 1998, si optò per una copertina speciale, recante la scritta “road to World Cup”. In copertina ci finì David Beckham. La scelta non fu particolarmente fortunata, dato che l’Inghilterra – in 10 uomini per l’espulsione di Beckham al 47′, venne eliminata agli ottavi dall’Argentina.


FIFA 99

Nell’ultima edizione dello scorso millennio, in copertina ci finì Denis Bergkamp, fuoriclasse olandese che l’Arsenal aveva acquistato nel 1995 dall’Inter.


FIFA 2000

Ancora Tottenham. Per il 2000 venne scelto Sol Campbell, che un anno più tardi avrebbe lasciato gli Spurs per trasferirsi dagli acerrimi rivali dell’Arsenal.


FIFA 2001

Quella del 2001 fu una copertina, in qualche modo, rivoluzionaria. Niente più calciatori della Premier League: in copertina c’è Gaizka Mendieta, leggenda del Valencia.


FIFA FOOTBALL 2002

Si torna all’Arsenal. Nel 2002 EA Sports opta per Thierry Henry.


FIFA FOOTBALL 2003

Nel 2003 EA Sports smette di produrre copertine diverse in funzione dei vari mercati e torna alla copertina globale. Ci sono Ryan Giggs, Edgar Davids e Roberto Carlos.


FIFA FOOTBALL 2004

Stesso format dell’anno precedente, ma interpreti diversi. Nel 2004 ci sono Del Piero, Thierry Henry e Ronaldinho.


FIFA FOOTBALL 2005

L’ultimo anno del “tridente”. Nel 2005 EA Sports punta su Vieira, Sheva e Morientes.


FIFA 06

Siamo nell’epoca di Dinho. Ci sono lui e Wayne Rooney nella copertina di FIFA 06.


FIFA 07

Non cambia nulla nel 2007. Sempre Rooney e Ronaldinho.


FIFA 08

E chi lo schioda il numero 10 del Barcello? Dinho, Dinho, sempre Dinho.


FIFA 09

Quella del 2009 è l’edizione del ritorno alle vecchie abitudini: copertine diverse in funzione dei vari mercati. In Italia ci sono Ronaldinho (in maglia Milan) e Daniele De Rossi.


FIFA 10

In FIFA 10 Daniele De Rossi cede il posto a Giorgio Chiellini. L’altro giocatore dovreste riconoscerlo senza problemi…


FIFA 11

Il Kaká del Real Madrid si prende la copertina di FIFA 11. Insieme a lui c’è ancora Giorgio Chiellini.


FIFA 12

Forse una delle copertine meno fortunate nella storia recente di FIFA. Insieme a Wayne Rooney ci sono Pazzini e Mexes.


FIFA 13

Entriamo nell’epoca di Leo Messi. Accanto alla Pulga c’è Claudio Marchisio.


FIFA14

Sempre Messi nell’edizione del 2014: insieme a lui c’è il milanista El Shaarawy.


FIFA 15

Sempre Messi, ovviamente. Nel gioco del 2015 viene affiancato da Gonzalo Higuain.


FIFA 16

Il format non cambia in FIFA 16. Accanto a Leo Messi c’è l’interista Maurito Icardi.


FIFA 17

Il 2017 è l’anno della svolta. Gli utenti di FIFA votano Reus come uomo copertina.


FIFA 18

Da Dinho a Messi per finire con CR7. In FIFA 18 c’è lui con la maglia del Real Madrid.


FIFA 19

Nel 2019 si opta ancora per CR7, stavolta in maglia bianconera.


FIFA 20

Arriviamo all’ultima edizione messa in commercio. Per la versione standard si sceglie Eden Hazard, per quella Champions invece troviamo van dijk.

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L’ FBI indaga su possibili atti di corruzione per i mondiali 2018 e 2022

Altre ombre per quanto riguarda l’organizzazione dei Mondiali 2018 e 2022. Sono state avanzate nuove accuse di corruzione nei confronti di Nicolas Leoz, ex presidente della Conmebol, il massimo organo del calcio sudamericano, e l’ex numero uno della federcalcio brasiliana Riccardo Texeira avrebbero accettato delle tangenti per esprimere voto favorevole rispetto all’assegnazione dei Mondiali 2022 al Qatar. Jack Warner, ex presidente della Concacaf, il massimo organo del calcio nordamericano, invece, avrebbe accettato una cifra pari a 4,5 milioni di euro per votare la Russia come sede dei Mondiali del 2018.

A comunicarlo è il vice presidente Fbi William Sweeney: “L’FBI sta indagando sulle strette di mano illecite e sugli accordi sottobanco nascosti dietro l’assegnazione dei grandi eventi nel mondo del calcio, nella costruzione delle infrastrutture a queste legate e ai contratti di marketing per le sponsorizzazioni. Le prime accuse pubbliche risalgono al 2015, ma questo vuole essere un messaggio per tutti quelli che sperano di fare milioni attraverso sistemi corrotti: vi troveremo”




Duvan Zapata:”il ritorno in campo lo immagino da tanto tempo, sono ottimista”

L’attaccante colombiano racconta a Sky il suo pensiero in merito al virus e progetti per il futuro

“Sono a casa con la mia famiglia, preoccupato per questa situazione. Continua a morire gente, la nostra generazione non ha mai vissuto un’esperienza del genere e non sappiamo come affrontarla. Il calcio ora va messo da parte, la salute è la priorità di tutti”. Bergamo è tra le città più colpite dal Covid-19 : “Quello che sto vivendo da quando sono arrivato all’Atalanta è speciale. Spero di poter restare qui ancora per molto tempo, non ho mai avuto un periodo così in carriera”. Parola di chi è alla seconda stagione in nerazurro e in 68 gare ufficiali con la Dea è a quota 40 reti.

Quarti Champions

Con la vittoria sul campo del Valencia nel ritorno degli ottavi di Champions League lo scorso 10 marzo, l’Atalanta è stata l’ultima squadra italiana a scendere in campo. “Ora siamo nei quarti di finale, non è stato facile ma ce li siamo guadagnati con merito – spiega il centravanti colombiano – pensiamo di arrivare ancora più in alto e siamo molto positivi. Possiamo toglierci delle soddisfazioni”.  Intanto la preparazione atletica prosegue tra le mura di casa: “Non è facile vivere questo stop e mantenere una buona condizione, ma gli allenamenti che sto facendo a casa mi possono aiutare a non essere in difficoltà quando torneremo in campo. E spero che questo succeda il prima possibile”.

Il ritorno in campo lo sogno da tanto tempo

In stagione, nonostante un mese e mezzo ai box per un infortunio agli adduttori, Zapata ha segnato 12 reti e fornito 7 assist in 19 gare tra Serie A e Champions  League. Numeri che non vengono aggiornati da diverse settimane, in attesa di riprendere a parlare di calcio giocato: “Il ritorno in campo lo immagino da tanto tempo – racconta – sono ottimista e penso che tutto questo passerà il prima possibile. Dobbiamo avere pazienza, restare a casa e ognuno tornerà alla vita normale”. Con un’idea sulla ripresa: “Penso che il campionato debba ripartire quando si potrà giocare in sicurezza e si potrà essere insieme in sicurezza. Tutto deve ricominciare quando nessuno si sentirà a rischio uscendo di casa”.




Sampdoria e Eataly insieme per donare pasti ai medici

 

La Sampdoria appoggia Eataly in una nuova iniziativa contro il Coronavirus: il club blucerchiato dona pasti ai medici.

La solidarietà della Sampdoria non si ferma. Dopo le donazioni di club, staff e squadra per l’ospedale San Martino, la società del presidente Massimo Ferrero darà un ulteriore sostegno appoggiando Eataly nell’attività di preparazione e di consegna dei pasti. Saranno garantiti 610 pasti al giorno: 450 all’ospedale San Martino, 160 all’ospedale Galliera. Inoltre IBSA Italia, back jersey sponsor blucerchiato, metterà a disposizione degli operatori che si adopereranno per l’iniziativa 250 flaconi di prodotti igienizzanti.

 

Unione Calcio Sampdoria - WikipediaFile:Eataly logo.svg - Wikipedia




Manchester city in lutto: “morta la madre di Guardiola per Coronavirus”

Un grave lutto ha colpito Pep Guardiola. Dolors Sala, la mamma del tecnico del Manchester City, è morta a 82 anni dopo avere contratto il coronavirus. E’ stato lo stesso club inglese a renderlo noto sul proprio profilo twitter. “La famiglia del Manchester City è devastata”, scrive il club dando la notizia della scomparsa della madre dell’allenatore ed esprimendo a Guardiola il cordoglio “in questo momento angosciante per lui e i suoi familiari”.

Nuovo stemma per il Manchester City, torna la forma circolare




Il centro di coverciano cambia aspetto e ospita i pazienti da Coronavirus in via di negativizzazione

Sono iniziati stamani i primi trasferimenti di pazienti Covid-19 al Centro tecnico della FIGC di Coverciano, nei pressi di Firenze. I primi ospiti dell’albergo che abitualmente accoglie i calciatori della Nazionale saranno 14 anziani della Ra (Residenza per anziani) ‘Il Bobolino’ di Firenze: 4 sono stati trasferiti nella mattinata di lunedì, gli altri 10 tra martedì e mercoledì. Successivamente le 54 camere disponibili nella struttura accoglieranno gli altri ospiti. I 14 anziani che tra oggi e mercoledì arriveranno dal Bobolino sono tutti asintomatici, ma positivi al Covid-19 e sono totalmente autonomi. Le camere sono in fase di allestimento e sono già stati attivati tutti i servizi. Così il Centro tecnico di Coverciano, casa della Nazionale di calcio dal 1968 e famosa all’estero come l’Università del calcio, diventerà a tutti gli effetti un albergo sanitario, preso in carico dalla Asl Toscana centro.

 

A Coverciano pazienti autonomi in via di negativizzazione

L’iniziativa voluta dal presidente FIGC Gabriele Gravina ha preso forma grazie alla collaborazione con il sindaco di Firenze Dario Nardella, che ha ribattezzato il Centro la ‘Casa della solidarietà’, e l’Azienda USL Toscana Centro. “Ringrazio di cuore il presidente della FIGC Gabriele Gravina, che ha messo la struttura a disposizione della sanità toscana a titolo completamente gratuito – ha detto l’assessore al diritto alla salute e allo sport della Regione Toscana, Stefania Saccardi – Potremo utilizzare le 54 camere come albergo sanitario, sia per i pazienti che vengono dal territorio che per quelli dimessi dall’ospedale”. Marco Nerattini, direttore di zona-distretto e della Società della Salute di Firenze, che sta seguendo i trasferimenti degli ospiti, spiega a chi sarà rivolto il servizio: “A Coverciano trasferiremo i pazienti provenienti dal territorio, come gli anziani che stanno arrivando dal Bobolino, e anche pazienti Covid dimessi dagli ospedali, in via di negativizzazione. Dando la precedenza in base alla residenza delle persone”.




Zaniolo:” la Roma grande società, spero di rimanerci ancora molti anni”

La rottura del legamento crociato contro la Juventus e una lunga riabilitazione prima di ritornare in campo con la Roma: dopo un 2019 da favola, il 2020 si è aperto nel peggiore dei modi per Nicolò Zaniolo. Il centrocampista giallorosso, però, ha messo da parte i giorni più duri e corre spedito verso il rientro. Sempre con la maglietta della Roma indosso, quella che spera di indossare anche nelle prossime stagioni, come ha raccontato lui stesso: “Questa squadra per me è tutto, mi ha regalato emozioni indescrivibili a partire dall’esordio al Bernabeu. Mi ha fatto esultare, gioire e sentire amato dai tifosi. Non vedo il motivo per cui debba cambiare e spero di rimanere qui per tantissimi anni. L’infortunio? E’ stata una bella batosta, ci sono volute due o tre settimane prima di superarla. All’inizio è stata molto dura, ma non ho mai perso la voglia di sorridere ed essere felice. Ogni giorno mi do degli obiettivi da raggiungere e il ginocchio sta rispondendo bene, spero di tornare in campo più forte di prima”.

“Orgoglioso della famiglia Roma. Il bambino con la mia maglia? Lo porterei a Trigoria con me”

Nicolò Zaniolo ha parlato durante l’intervista anche del periodo che sta attraversando tutto il mondo, alle prese con l’emergenza Coronavirus. Una situazione complicata che non sta frenando i suoi allenamenti, ma che lo vede comunque protagonista insieme alla società, tra iniziative di beneficienza e discussione sul taglio degli stipendi: “Credo che le cose vadano gestite tra di noi, prima di essere comunicate all’esterno. Per quanto riguarda il taglio degli ingaggi, spero che si arrivi a una soluzione comune che riguardi tutto il calcio italiano. In questi momenti mi sento orgoglioso di far parte della famiglia Roma, per l’aiuto che stiamo dando tutti, a partire dalla società fino ad arrivare a giocatori e tifosi. Usciremo da questo momento e torneremo ad abbracciarci”. Infine, il centrocampista giallorosso ha voluto mandare un messaggio al giovane tifoso che giocava nel centro di una Milano deserta, indossando la sua maglietta”Quella foto rispecchiava in pieno la passione che si coltiva fin da bambini. Sono orgoglioso che indossasse la mia maglia e mi fa capire che devo continuare così per rimanere nel cuore anche dei tifosi più giovani. Se lo avessi davanti, lo porterei sicuramente con me a Trigoria per fargli vedere come ci alleniamo. Sarebbe un piccolo gesto, ma penso che ne sarebbe molto felice”.




L’Inter vuole Messi:” nessun sogno proibito”

LE PAROLE DI MORATTI

“Credo che non sia per niente un sogno proibito. Non lo era forse anche prima di questa disgrazia e penso che ci sia uno sforzo della proprietà per cercare di portarlo all’Inter. Non so se la situazione attuale possa cambiare in positivo o in negativo questo obiettivo ma è stato sparigliato tutto. Penso che ci sia la possibilità di vedere cose abbastanza strane a fine stagione”. E su Lautaro: “Bisogna vedere se non rientra in altre situazioni più importanti come quella di Messi”.

 

Moratti: «Messi all'Inter? Non è un sogno proibito»

 

MOMENTO BUONO PER PORTALO VIA DALLA SPAGNA

Gli ostacoli, primo dei quali un contratto da 40 milioni di euro netti a stagione, sono sicuramente molti, è vero. Ma è altrettanto chiaro che forse mai come in questo ultimo periodo Messi sia ideologicamente distante dalla dirigenza del Barcellona, aspramente criticata nei giorni scorsi dallo stesso argentino per come ha gestito la vicenda del taglio degli stipendi, nella quale i giocatori sono stati messi in cattiva luce. Inoltre, e la Juventus in questo insegna, se c’è la volontà di un giocatore oramai nessuna operazione sembra essere impossibile, per quanto complicata possa essere, e come sappiamo nel contratto del giocatore c’è una clausola che gli permette di liberarsi al termine di ogni stagione. Insomma nulla e impossibile




Mancini:” rinvio che può far bene per migliorare i giovani talenti azzurri”

 

Roberto Mancini ha parlato ai microfoni di Sky Sport del rinvio dell’Europeo al 2021 e dell’Italia che vedremo tra un anno. Le sue parole.

GIOVANI – «Le qualità di Balotelli sono da numero uno, ma anche quest’anno a Brescia non ha fatto tanto. Io non credo che Zaniolo possa essere il numero 9 di questa Nazionale e speriamo che Kean possa giocare. E poi aspettiamo anche i più giovani, la speranza è di trovarne altri con caratteristiche diverse da quelli che abbiamo. Esposito? Lui mi piace, ha 19 e ha già giocato in Champions. Ma ce ne sono anche altri: più ne abbiamo, meglio sarà».

RINVIO  – «Questa estate avremmo avuto delle possibilità ma c’erano squadre più preparate perché partite prima nel ringiovanire nella squadra e selezioni già affermate, come la Francia. Con un anno in più i ragazzi potranno migliorare: quindi la squadra potrà migliorare moltissimo.Ma c’è da vedere quando saranno le partite: ce ne saranno molte in poche tempo e si avrà poco tempo per allenarsi».

BALOTELLI – «Per qualità è uno dei migliori centravanti in assoluto ma solo quello non basta. Deve fare di più e lo sa: quest’anno a Brescia non ha fatto benissimo. La nostra speranza è di averlo al 100% come era agli Europei di Prandelli o con me al Manchester City. E’ ancora giovane, manca un anno: c’è spazio per tutti, non solo per lui».

FUTURO – «Può accadere di tutto, potrei fare come Tabarez e rimanere fino a 80 anni in Nazionale, ma dovrei ottenere grandi risultati».

GOLLINI – «Ci sono tanti portieri forti. Tra i portieri abbiamo Donnarumma, Sirigu, Gollini, Perin, Cragno, Meret e poi tutti quelli che sono tra Under 21, Under 20 e Under 19 che sono tutti bravi. Gollini sta facendo benissimo, è un bravissimo portiere».

DIFESA – «Acerbi ha fatto benissimo. Non è stato una sorpresa, io lo conoscevo abbastanza bene e provai a portarlo allo Zenit. Sta facendo un campionato ad altissimo livello e in Nazionale ha fatto molto bene, avere lui Chiellini, Acerbi e Bonucci è una grande fortuna».Nazionale di calcio dell'Italia - Wikipedia




Intervista a Totti e al suo nuovo ruolo da Scout in cerca di talenti

Francesco Totti ha rilasciato un’intervista per #CasaSkySport, parlando un po’ di tutti i temi.

GLI AZZURRI

Il viaggio dei ricordi, inizia con il messaggio di Marcello Lippi (“Il calcio ti aspetta, deciditi a tornare” )e il Mondiale 2016. “Il 19 febbraio 2006 mi fratturai perone e legamenti, Mariani mi disse che era un infortunio da 7-8-9 mesi di stop, ma che con la mia volontà avrei potuto essere al Mondiale. All’inizio non ci credevo, poi la visita del mister mi trasmise amore e voglia di farcela. Sapevo che sarebbe stata la mia ultima avventura in azzurro, avevo già deciso di smettere a causa dei problemi con la schiena. Dovevo decidere: o la Roma che era la mia vita o la Naziobnale, decisi di rinunciare a questa. E grazie a Lippi ed ai compagni sono riuscito a vincere la cosa più bella da vincere per un professionista”. Insieme ad un amico come Alex Del Piero. I due spesso sono stati messi uno di fronte all’altro. Sul campo, però, perché fuori c’era grande amicizia. “Si è sempre parlato di dualismo tra di noi, ma siamo simili, ci siamo sempre capiti e aiutati. Abbiamo un grande rapporto che nessuno ci toglierà mai”. E per trovarne di simili? “Trovare un altro numero dieci che ti faccia divertire e che cambi le partite come facevamo noi non sarà facile. Bisogna tornare alle origini, puntare tanto sui nostri settori giovanili e non cercare all’estero quei nomi che tanto non ti cambiano i campionati. Io ho lanciato questa agenzia di scouting, poi il coronavirus ci ha fermati. Ma troverò un altro Totti e lo crescerò come hanno cresciuto me”.

LA ROMA

E forse è anche per questo che è rimasta un’amicizia speciale con Giannini. Da capitano a capitano (“A 16 anni mi ha dato tanti consiglio, lui e suo papà Ermenegildo mi hanno fatto capire cosa fosse il calcio professionistico”), un po’ come con De Rossi: “Rispetto la sua scelta di chiudere al Boca, anche io a fine carriera ho avuto delle opportunità: America, Emirati Arabi, Italia. Volevo continuare, poi mi sono detto: un anno o due in più in campo non mi cambia niente, uno o due in più lontano dalla Roma mi cambia invece tutto. La Sampdoria mi voleva a tutti i costi, Ferrero avrebbe fatto qualsiasi cosa per portarmi lì”. Proprio quella Samp dove ha rischiato di andare nel 1997. “Non ci fosse stato quel torneo Città di Roma, la settimana dopo avrei firmato per la Samp in prestito. E chissà dove sarei andato dopo, di certo non sarei più tornato a Roma”. Ed invece con la Roma ci è rimasto per 25 lunghi anni, fino al giorno dell’addio: “Ancora oggi è come se questi tre anni non fossero mai passati. Quel giorno è indimenticabile, speravo non arrivasse mai. Sinceramente, quando ho fatto la passerella finale alcune persone neanche le avrei salutate, ma per quello che c’era nello stadio era giusto mettere tutto da parte. L’amore che mi ha dato la gente quel giorno è stato qualcosa di impensabile, mai avrei pensato di ricevere tanto”. E tra quelle persone lì c’è anche Luciano Spalletti, ma non solo. “Ho vissuto due Spalletti diversi: il primo era top, come un secondo padre. Il secondo è stato forse influenzato da qualcun altro. Non dico per mettermi il bastone tra le ruote, ma qualcosa non è andato nel migliore dei modi”. Poi Totti sceglie la sua partita del cuore: “Roma-Parma, è valsa lo scudetto. Anche se la vittoria nel derby per 5-1 mi ha permesso di fare la dedica a Ilary, non avessi segnato magari non l’avrei neanche mai sposata /e ride, ndr). E poi il 4-0 alla Juventus e il gol a San Siro, contro l’Inter. Già, San Siro, la Scala del calcio. Dopo l’Olimpico lo stadio che mi ha sempre dato più emozioni. E dove contro Inter e Milan ho segnato tanti gol e giocato partite molto belle”.

IL DERBY E FONSECA

Poi la mente torna a un altro gol meraviglioso, quella doppietta contro la Lazio ed il selfie con la curva. “Era un derby perso, poi siamo entrati con la cattiveria giusta. Il secondo gol è stato difficile, per tre settimane sono stato con una protrusione per lo sforzo atletico”. E ora, con questa Lazio, i pericolo sono sempre dietro l’angolo. “Il mio rivale storico è sempre stato Nesta, perché lui rappresentava per la Lazio ciò che io ero per la Roma. Ma fuori dal campo siamo sempre stati amici. Oggi ho un bel rapporto con Simone Inzaghi, per me uno dei migliori allenatori italiani. Avesse allenato un’altra squadra, sarei anche contento che il campionato ripartisse. Da romanista, invece, spero che la Lazio abbia un blackout il prima possibile”. Chiusura sulla Roma attuale: “Una Roma che vive di alti e bassi, purtroppo siamo abituati a questi problemi. Fonseca invece è un grandissimo allenatore, che sta capendo Roma e il calcio italiano, una persona di cui tutti mi parlano bene, ad iniziare dai giocatori. Con alcuni innesti precisi della società e voluti dal mister, il prossimo anno possiamo fare un grande campionato”. Possiamo? “Sì, possiamo. Perché io resterò sempre della Roma. Anche se sono fuori Trigoria, il mio cuore sarà sempre lì dentro”. E chissà che un giorno oltre al cuore, non possa tornarci anche lui a Trigoria.