Dall’Università di Perugia un passo avanti nella ricerca sulla sclerosi multipla

Scoperta a Perugia una nuova strategia di controllo del sistema immunitario che potrebbe avere implicazioni anche in altre patologie autoimmunitarie come diabete giovanile, tiroidite, psoriasi.

Un recente studio pubblicato nella prestigiosa rivista scientifica Proceeding of the National Academy of Sciences (PNAS), dalle ricercatrici dottoressa Giada Mondanelli, dottoressa Claudia Volpi e professoressa Ursula Grohmann del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Perugia, con la preziosa collaborazione di Antonio Macchiarulo, professore ordinario di Chimica Farmaceutica del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Perugia, ha messo in evidenza il meccanismo molecolare, con cui un metabolita della serotonina, prodotto naturalmente dal nostro organismo, sia capace di potenziare l’attività dell’enzima IDO1, una delle proteine chiave in grado di controllare le risposte immunitarie.

Lo studio è stato condotto anche in collaborazione con i neurologi professor Paolo Calabresi, del Policlinico Gemelli di Roma e professor Massimiliano Di Filippo, della struttura complessa di Neurologia dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, assieme al ricercatore dottor Lorenzo Gaetani.

“Potenziare l’attività enzimatica del “controllore” IDO1” – come spiega Giada Mondanelli – potrebbe avere implicazioni non solo nella sclerosi multipla, ma anche in altre patologie autoimmunitarie come diabete giovanile, tiroidite, psoriasi”. “Tale meccanismo – dice il professor Massimiliano Di Filippo – è alla base dell’effetto protettivo di tale metabolita in topi con una forma sperimentale di sclerosi multipla e anche del potenziamento dell’attività di IDO1 in vitro nelle cellule di persone con sclerosi multipla.”




Aeroporto Linate, riconoscimento facciale al posto del passaporto

Ai passeggeri basterà mostrare il proprio volto e un sistema informatico rileverà tutte le informazioni contenute nel passaporto.

E’ attivo da mercoledì 12 febbraio in via sperimentale Face Boarding, il riconoscimento facciale per i controlli di sicurezza e gli imbarchi all’aeroporto milanese di Linate. Lo annuncia la Sea, gestore degli scali del Capoluogo lombardo, spiegando che “non è più necessario esibire il documento d’identità e la carta di imbarco durante le procedure di controllo e di imbarco”.

Un risultato ottenuto grazie ad un apparato multimediale che rileva le caratteristiche biometriche del volto del passeggero e acquisisce elettronicamente le informazioni contenute nel passaporto e nelle carte di imbarco. “Al passeggero basterà mostrare il proprio viso e arrivare all’imbarco senza file”. Il progetto Face Boarding è in fase sperimentale fino al prossimo 31 dicembre esclusivamente sui voli Alitalia della tratta Milano Linate-Roma Fiumicino. Possono accedervi i passeggeri già con i requisiti per il ‘fast-track’, ossia maggiorenni, muniti di carta d’imbarco e documento elettronico rilasciato dopo il 1/o gennaio del 2017.

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Ricerca e pratica, “laboratorio congiunto” tra Niguarda e Politecnico

L’ospedale Niguarda e Fondazione Politecnico di Milano insieme per colmare il gap tra la ricerca scientifica e la pratica medica.

Talvolta esiste una “lontananza” tra chi fa ricerca e chi opera in prima linea. È una lontananza fisica e, a volte, anche una lontananza di prospettive e di obiettivi. Questo può portare ad una sorta di “gap spazio-temporale” tra la ricerca scientifica stessa e il possibile trasferimento nella pratica clinica di innovazioni tecnologiche che potrebbero avere un impatto positivo sulla qualità di vita dei pazienti. Sviluppare nuovi approcci assistenziali, modalità organizzative e percorsi è – e deve essere – parte essenziale della cura stessa, perché, soprattutto in alcuni settori, i risultati passano obbligatoriamente dal continuo rinnovamento.

Proprio da questa consapevolezza nasce il protocollo di intesa siglato ieri tra ospedale Niguarda e Fondazione Politecnico di Milano, con l’obiettivo di dare vita ad un “laboratorio congiunto” per l’innovazione in sanità.

In particolare, l’accordo ha come focus lo sviluppo di nuove soluzioni nella gestione dei pazienti (ricoverati o ambulatoriali) che integrino versanti di innovazione tecnologica (strumenti, dispositivi, soluzioni informatiche) e di innovazione organizzativo-gestionale. In base alle necessità emergenti dai clinici dell’ospedale, insieme alla Fondazione Politecnico di Milano verranno definiti dei protocolli scientifici per la sperimentazione delle soluzioni informatiche e/o dispositivi tecnologici prodotti da laboratori del Politecnico (o da startup attive nell’ecosistema Politecnico).

Alla Fondazione Politecnico di Milano si affianca in questo senso il Dipartimento di Design con il suo Laboratorio di Ricerca TeDH, Tecnologie e Design per la Salute e il benessere della Persona che coniuga le competenze delle discipline politecniche (Ingegneria, Design e Architettura) in un unico team di ricerca e sviluppo di nuova soluzioni di prodotto, sistemi, ambienti e servizi per l’Healthcare. Tra i primi progetti in cantiere c’è quello connesso all’impatto dell’attività fisica dei pazienti ricoverati. L’obiettivo è monitorare, con dispositivi tecnologici smart, il reale livello di attività svolta quotidianamente dai pazienti e valutare quanto, e come, influenzi la durata del ricovero stesso. Con questi dati si potranno definire e mettere in pratica soluzioni tecnologiche che possano migliorare l’intensità e la qualità dell’attività fisica svolta, sulla base delle caratteristiche dei singoli pazienti.




Il rischio Coronavirus in Umbria è minimo

Le strutture ospedaliere e sanitarie della Regione sono pronte a eventuali manifestazioni del nuovo virus, ma le istituzioni invitano a mantenere la calma.

“La Regione Umbria, a seguito della circolare inviata dal Ministero della Salute contenente tutte le indicazioni riguardanti il nuovo coronavirus, ha provveduto a diramarla alle Aziende Sanitarie e Ospedaliere, dando indicazioni ai Direttori Generali per il suo recepimento”. E’ quanto afferma l’assessore regionale alla salute dell’Umbria, Luca Coletto, in merito alle disposizioni adottate per il contrasto e la prevenzione del nuovo virus.

“In base alle notizie finora diramate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Ministero della Salute – sottolinea Coletto-, al momento, il rischio di contrarre il nuovo Coronavirus in Italia resta minimo, anche se è stata dimostrata trasmissione da persona a persona e, in Cina, si sono verificati casi anche fra il personale sanitario. Il Ministero ha prodotto materiale informativo da affiggere negli aeroporti e, a Fiumicino, è in vigore una procedura sanitaria per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aeromobili provenienti da Wuhan di casi sospetti sintomatici, per poi trasferirli all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani di Roma”.

La circolare inviata alle Aziende sanitarie contiene anche indicazioni su come individuare i casi sospetti (definizione di caso), relative alla diagnostica di laboratorio e alla segnalazione dei casi. L’assessore fa presente che, peraltro, le Aziende Sanitarie dell’Umbria hanno già sperimentato, in occasione della SARS e dell’Influenza da Virus pandemico H1N1, percorsi e protocolli specifici per l’accesso in sicurezza di eventuali casi sospetti nei Pronto Soccorsi e per la loro eventuale ospedalizzazione.

L’Istituto Superiore di Sanità ha, inoltre, già contattato il Laboratorio di Virologia dell’Università di Perugia, che è il laboratorio di riferimento in Umbria per le diagnosi dei virus influenzali, al fine di condividere tempestivamente le novità per la diagnosi differenziale di laboratorio. Nella circolare citata, il Ministero della Salute, al fine di ridurre il rischio di infezioni respiratorie acute durante i viaggi verso o dalle aree colpite (attualmente la città di Wuhan) ha fornito alcune indicazioni per i viaggiatori, che dovranno essere rispettate per evitare di introdurre il virus nel nostro territorio. Ecco gli accorgimenti per evitare una diffusione del virus:

  • vaccinarsi contro l’influenza almeno 2 settimane prima della partenza;

  • valutare la possibilità di posticipare viaggi a Wuhan non strettamente necessari;

  • evitare il contatto diretto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;

  • lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo il contatto diretto con persone malate; evitare di visitare mercati ittici o di animali vivi;

  • evitare il contatto diretto con animali da allevamento o selvatici vivi o morti;

  • i viaggiatori con sintomi di infezione respiratoria acuta dovranno rispettare l’igiene respiratoria e cioè evitare contatti ravvicinati, coprire starnuti e colpi di tosse con un fazzoletto, preferibilmente, monouso e lavare le mani.

Anche se, ad oggi, il rischio di contrarre il nuovo Coronavirus in Umbria è minimo, l’assessorato alla Sanità sta valutando la possibilità di costituire una Task Force per coordinare eventuali ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari in base all’evoluzione della situazione e, quindi, in seguito ad ulteriori nuove indicazioni nazionali derivanti dalle decisioni degli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

“Siamo ancora in piena stagione invernale, caratterizzata, come ogni anno, dalla epidemia influenzale. Onde evitare che normali patologie respiratorie, anche di stagione, vengano scambiate dai cittadini come contagio da Coronavirus – conclude l’assessore -, è importante  che  ciascun paziente si rivolga al proprio medico di famiglia, che saprà valutarne correttamente  il quadro clinico”.




Davos, Trump: ‘America è tornata a vincere’

Al Forum economico mondiale di Davos le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e quello della giovane attivista per il clima, Greta Thunberg

“Nessuno se lo sarebbe aspettato, c’è una maggiore consapevolezza e il cambiamento climatico è diventato un tema ‘caldo’. Ma da un altro punto di vista non è stato fatto nulla, le emissioni di Co2 non sono state ridotte ed è questo il nostro obiettivo”, ha spiegato Greta durante uno dei panel. Greta ha promesso che “questo è solo l’inizio” e ha auspicato che “si inizi ad ascoltare la scienza e si inizi a considerare la crisi per quello che è”.

Il cinquantesimo compleanno di Davos avviene all’insegna del cambiamento climatico, con una partecipazione di attivisti senza precedenti. E la giovane svedese, arrivata ieri con una marcia da Landquart accompagnata da ambientalisti locali, è affiancata da una decina di ‘teenage changemakers’, coetanei impegnati sul fronte del clima.

“Due anni fa qui avevo preannunciato un grande ritorno dell’America – ha detto il presidente Usa Donald Trump –. Oggi sono orgoglioso di dire che l’America sta vincendo di nuovo, come mai prima”, ha detto il presidente Usa Donald Trump durante il suo ‘special address’ al Forum economico mondiale. “Abbiamo concluso accordi straordinari sul commercio con la Cina da una parte, e Messico e Canada dall’altra, i migliori accordi di sempre”, ha rivendicato Donald Trump durante il suo ‘special address’ al Forum economico mondiale, sottolineando il più basso tasso di disoccupazione di sempre fra i meriti della sua amministrazione. “Questi grandiosi numeri rappresentano molte cose, nonostante la Fed abbia alzato i tassi troppo presto e li abbia abbassati troppo tardi”. Trump ha dunque rivendicato i successi della sua amministrazione. “Ci sono state cose molto positive da noi, non così positive, invece, altrove”, ha detto Trump in un apparente ironico riferimento all’Europa, “nonostante i tassi negativi, una cosa a cui io mi abituerei facilmente”. E poi ancora: “E’ finita l’era dello scetticismo verso gli Stati Uniti e le aziende sono tornate nel nostro Paese”. 

“Il mio rapporto con Xi” Jinping “non è mai stato migliore, eccetto che lui con la Cina è indietro rispetto agli Stati Uniti”, ha detto ancora Trump durante il suo ‘special address’ al Forum economico mondiale lodando la fase uno dell’accordo commerciale con la Cina: “finalmente la nostra amministrazione ha fatto qualcosa dopo che nessuno aveva fatto nulla lasciando che le cose diventassero sempre peggiori, peggiori, peggiori”.

“Questo non è il momento del pessimismo sul clima”, ha sottolineato Trump parlando di chi mette in guardia sul cambiamento climatico come “profeti di sventura”. E annuncia che gli Stati Uniti parteciperanno all’iniziativa ‘1 miliardo di alberi contro il cambiamento climatico’, ‘Plant-for-the-Planet’.

“Non posso certo lamentarmi di non essere ascoltata, vengo ascoltata in continuazione, ma la scienza e i giovani in generale non sono al centro del dibattito sul clima. Invece si tratta del nostro futuro e c’è bisogno di portare la scienza al centro della conversazione”, ha aggiunto poi Greta, affiancata da altri giovani attivisti.

“Le persone muoiono a causa del cambiamento climatico e anche una sola frazione di grado centigrado di riscaldamento è importante. Ma non credo di aver mai visto un solo media comunicarlo, so che non volete dirlo”, ha affermato ancora Greta. “Ma io continuerò a ripeterlo finché voi non lo scriverete”, ha avvertito Greta.

“Il mondo deve arrivare all’obiettivo di zero emissioni il prima possibile, i Paesi devono arrivare all’obiettivo di zero emissioni molto più velocemente, e aiutare i paesi poveri a mettersi in linea” ha avvertito Greta. “Non credo che le persone siano interessate a sapere come gestisco gli haters. Invece voglio ricordare ancora una volta: secondo un rapporto dell’Ipcc del 2018, se si vuole una possibilità del 67% di limitare l’aumento medio della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi centigradi, al 1° gennaio 2018 c’era ancora un margine di circa 420 gigatonnellate di emissioni di diossido di carbonio. Naturalmente il numero si è abbassato oggi, perché emettiamo circa 42 gigatonnellate l’anno. Agli attuali ritmi di emissioni, ci rimangono meno di otto anni” prima di mancare l’obiettivo. Questi numeri non sono né opinioni né politica, ma quanto di meglio offra la scienza”.

IL MESSAGGIO DEL PAPA: “Porre la persona umana, piuttosto che la semplice ricerca di potere o profitto, al centro delle politiche pubbliche”. E’ il richiamo del Papa nel suo messaggio al “World Economic Forum” di Davos: “Questo dovere spetta ai settori economici e ai governi allo stesso modo, ed è indispensabile nella ricerca di soluzioni eque per le sfide che abbiamo davanti”. Quindi “occorre andare oltre gli approcci tecnologici o economici a breve termine e tenere pienamente conto della dimensione etica nella ricerca di soluzioni ai problemi di oggi o proponendo iniziative per il futuro”.




Donazione organi, la Basilicata primeggia al sud

16 donatori di organi ogni milione di cittadini residenti. Un record al sud, risultato simile anche in Calabria.

Sono stati ventisei i trapianti di organi effettuati nel corso del 2019 nelle unità operative di Rianimazione della Basilicata: due riceventi di cuore, uno di polmoni, undici di fegato e dodici di rene.

Lo rende noto il dipartimento Politiche della Persona, sottolineando che “la Basilicata, con 16 utilizzati per milione di popolazione (dato che esprime il rapporto tra numero di donatori e cittadini residenti) cresce di quattro unità rispetto al 2018 e si distingue tra le regioni del centro sud. In un report del sistema informativo trapianti pubblicato di recente, lo stesso parametro in Puglia si attesta a 9,6 Pmp, in Campania a 7 e in Sicilia a 7,4, solo la Calabria si affianca alla Basilicata”.

“Nel ringraziare i donatori per il loro gesto di umanità, esprimiamo apprezzamento per quanti tra medici, infermieri e tecnici operano in questo ambito nelle strutture sanitarie lucane e garantiamo il massimo impegno per raggiungere risultati sempre migliori e allineati agli standard nazionali” dichiarano l’assessore regionale alla Salute Rocco Leone e il direttore generale del dipartimento regionale Ernesto Esposito.




Unificare la cura del melanoma a livello europeo, l’iniziativa dal Fvg

La mente dietro le nuove linee guida europee per la diagnosi e il trattamento del melanoma lavora all’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina.

“Un’esperienza di assoluto valore internazionale per la cura al melanoma, che da Trieste potrà essere messa in rete a beneficio di tutto il territorio regionale”. Lo ha detto oggi a Trieste il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, a margine dell’incontro con la direttrice della Clinica dermatologica dell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi), Iris Zalaudek, la quale ha avuto un ruolo di primo piano nella pubblicazione sull’European Journal of Cancer delle nuove linee guida europee per la diagnosi e il trattamento del melanoma.

Nel dettaglio, come spiegato dalla stessa Zalaudek, si tratta di un documento realizzato con lo scopo di garantire un percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale unificato e innovativo per tutti i pazienti con melanoma in Europa. Queste nuove raccomandazioni sono state già integrate ed aggiornate nel percorso di cura previsto dall’Asugi.

A tal riguardo, come ha evidenziato il vicegovernatore, l’incidenza dei melanomi e dei carcinomi risulta essere particolarmente rilevante in Friuli Venezia Giulia. A livello statistico, infatti, nel biennio 2018-2019 sono stati 350 i pazienti ai quali la struttura triestina ha diagnosticato il melanoma, mentre a oltre 3mila un carcinoma. Declinando questi numeri si arriva a 24,4 casi di melanoma all’anno ogni 100mila abitanti per le donne, mentre il dato scende a 22,9 per gli uomini. La tendenza è quella di un aumento costante di questo tipo di neoplasie cutanee. Ciò per una serie di motivi che gli esperti individuano principalmente nella disposizione genetica, nel fototipo della pelle e nell’invecchiamento della popolazione.

“Per questo motivo – ha sottolineato Riccardi – la creazione da parte dell’Azienda di una struttura come la Skin Cancer Unit, che unisce, oltre alla Clinica dermatologica, anche Chirurgia plastica, Oncologia, Anatomia patologica, Radioterapia e altre specialità, rappresenta un esempio di approccio multidisciplinare vincente per offrire ai pazienti un servizio assistenziale aggiornato, innovativo e di alta competenza”.

Infine, come rimarcato dal vicegovernatore, in vista di Esof 2020 che celebrerà Trieste capitale europea della scienza, proprio tra gli eventi preliminari della manifestazione è previsto il 1° Congresso internazionale di Dermato-Oncologia, con la partecipazione di professionisti ed esperti a livello mondiale.




Meningite, non c’è nessuna epidemia

Vaccinazioni a tappeto anche nelle scuole, apertura di ambulatori e invito a mantenere la calma: non c’è un’epidemia di meningite in Lombardia.

Nessuna epidemia di meningite. Vaccinazioni a tappeto non solo nei centri ma anche nelle scuole che, dunque, non chiudono. L’istituzione di un bollettino giornaliero e un canale dedicato per condividere anzitutto con i sindaci tutte le informazioni di cui necessitano. Queste le principali decisioni assunte durante il vertice che si è svolto in prefettura a Bergamo dopo i casi di sepsi da meningococco C che si sono verificate negli ultimi giorni nel basso Sebino e a cui ha partecipato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera.

“Oggi ho ricevuto la telefonata del ministro della Salute Roberto Speranza che ringrazio vivamente – ha spiegato Gallera – e che ha confermato la disponibilità totale del Governo e del suo ministero a intervenire dove ce ne fosse bisogno. Anzitutto però ringrazio i nostri operatori che, nonostante i giorni di festa, con grande professionalità, si sono subito messi a disposizione”.

Gallera ha quindi ricordato che il 27 dicembre sono stati aperti due centri straordinari a Villongo e Sarnico così da vaccinare tutti i residenti in quel territorio. Il 2 gennaio, poi, si è registrato un altro caso di meningite ceppo C molto aggressivo. “Abbiamo dunque subito ampliato – ha proseguito Gallera – la cintura di sicurezza sanitaria offrendo la vaccinazione gratuitamente ai cittadini fino a 60 anni ed estendendola non solo ai residenti, ma anche a chi lavora in maniera stabile nei comuni più esposti al rischio di contagio. Abbiamo poi aperto o stiamo aprendo ambulatori a Iseo, Paratico, Predore, Credaro e Gandosso e in settimana apriremo anche a Castelli Calepio a seguito di un sopralluogo che l’ATS effettuerà per verificare l’idoneità dei locali messi a disposizione dall’amministrazione comunale ”.

Rispetto al caso registrato a Castelli Calepio (BG) sono già state profilassate le 72 persone che, negli ultimi 10 giorni, hanno avuto contatti con il ragazzo. “A tutti gli altri – ha precisato Gallera – consigliamo la vaccinazione, che offriamo anche a chi lavora in maniera permanente nel territorio”.

Le scuole resteranno aperte, i ragazzi e il personale saranno vaccinati.

Le scuole non chiuderanno. Il 93% dei bimbi delle materne è già stato vaccinato e si è raggiunta l’immunità di gregge anche grazie a una grande azione proattiva della Regione visto che quella contro il meningococco non è una vaccinazione obbligatoria per frequentare la scuola materna. Per quanto riguarda invece gli studenti delle scuole superiori, è stato deciso che operatori andranno nelle scuole frequentate dai ragazzi che abitano negli ambiti del Basso Sebino e di Grumello a vaccinare tutti i ragazzi e il personale. “C’è bisogno di qualche giorno – ha sintetizzato Gallera – ma in settimana cominceremo e andremo anche lontano, cioè in tutte le scuole frequentato dai ragazzi che provengono da questi due ambiti”. Ad oggi sono state vaccinate 3.000 persone dall’Ats di Bergamo e 2.000 a Brescia.




Fecondazione assistita, da gennaio al Niguarda le prime procedure

All’Ospedale Niguarda di Milano è stata creata la Banca di crioconservazione dei gameti che fungerà da punto di riferimento per le fecondazioni eterologhe in regione.

Arrivati giovedì 19 dicembre nella Banca di crioconservazione dell’Ospedale Niguarda di Milano i gameti che saranno utilizzati, nel mese di gennaio, per effettuare le prime fecondazione eterologhe assistite in Regione Lombardia. In questi mesi di preparazione, mentre si allestiva la banca regionale di crioconservazione dei gameti maschili e femminili, presso il Centro di Diagnosi e Terapia della sterilità di Niguarda, diretto da Maurizio Bini, sono reclutate per la procedura 203 coppie. “La Regione ha investito 2 milioni di euro per il personale e l’avvio della banca dei gameti – commenta l’Assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera – con sede presso il Niguarda e che funzionerà da hub per tutti i centri che, in Lombardia, si occupano di fecondazione assistita in convenzione con il servizio sanitario regionale.”

“Oltre ad accogliere e selezionare le coppie di aspiranti genitori, a Niguarda incontriamo anche coloro che sono disponibili a diventare donatori, che vogliono cioè aiutare a realizzare il desiderio di genitorialità di altre persone”, racconta Marco Bosio, Direttore Generale di Niguarda. La Banca di Niguarda si occupa, per conto degli altri centri lombardi che ne fanno richiesta, sia pubblici sia privati convenzionati, di acquisire i gameti da banche internazionali selezionate sulla base di bandi predisposti ad hoc. E finalmente ci siamo. “Con l’arrivo di questi primi gameti – commenta Maurizio Bini – a gennaio saremo pronti per effettuare le prime procedure di fecondazione eterologa alle coppie in lista di attesa”La procreazione medicalmente assistita eterologa entra così in funzione a tutti gli effetti per i cittadini lombardi tra le prestazioni offerte dal servizio sanitario nazionale.

La fecondazione eterologa è una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA). A differenza di quella omologa in cui si utilizzano gameti della coppia (spermatozoi e ovociti), la fecondazione eterologa richiede l’utilizzo di gameti donati da individui esterni alla coppia. In Italia possono accedere alle tecniche di fecondazione eterologa con il Sistema Sanitario Nazionale coppie maggiorenni, di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi con un’accertata e certificata patologia che sia causa irreversibile di sterilità o infertilità per uno o per entrambi i partner. La procedura può essere ripetuta per un massimo di 3 cicli. Clicca qui per maggiori informazioni.




Dermatologi a Perugia: l’importanza delle nuove opportunità di diagnosi della psoriasi

Gli esperti avvisano: “La mole di informazione sul web a disposizione dei giovani, non è garanzia di un corretto approccio alle patologie dermatologiche”.

Il convegno regionale di Dermatologia, giunto quest’anno alla sua XVI edizione, si è svolto sabato 7 dicembre presso il Relais San Clemente di Bosco (Perugia). L’incontro, organizzato dalla Struttura Complessa di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, diretta dal Prof. Luca Stingeni, ha permesso ai professionisti di condividere i protocolli diagnostici e terapeutici adottati dalle Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni e del Territorio. Alla riunione hanno anche partecipato specialisti dermatologi di fuori regione e del personale infermieristico, come occasione di uno stimolante aggiornamento professionale.

Il programma scientifico ha previsto una sessione sulla psoriasi, patologia a forte impatto sociale che spesso peggiora la qualità di vita del paziente, che coinvolge circa 25.000 umbri e spesso si associa ad artropatia. In questa sessione, sono intervenuti il responsabile della Farmacia ospedaliera di Perugia Alessandro D’Arpino e il Direttore della Struttura Complessa di  Malattie Infettive, Prof.ssa Daniela Francisci, che hanno discusso la gestione clinico-terapeutica di una patologia infiammatoria complessa e cronica alla luce delle nuove acquisizioni patogenetiche e terapeutiche. Ampio spazio è stato dedicato inoltre alla Dermatite Atopica dell’adulto, con particolare enfasi alle nuove terapie disponibili, alla Dermatologia pediatrica e alle malattie a trasmissione sessuale.

Una sessione del convegno è dedicata alla casistica clinica con discussione interattiva sull’approccio clinico-diagnostico e sulla gestione terapeutica. “Abbiamo sviluppato tematiche complesse dei diversi settori assistenziali – riferisce il Prof. Stingeni in una nota dell’ospedale -, casi di gestione clinico-diagnostica e terapeutica non è agevole. I relatori, sulla base dei dati della letteratura e della propria esperienza personale, hanno affrontano criticamente i temi per proporre uniformi modalità operative”. Infine gli esperti hanno affrontato il problema delle malattie a trasmissione sessuale. In considerazione del progressivo abbassamento dell’età dei pazienti, gli esperti hanno voluto lanciare un appello: “La mole di informazione sul web a disposizione dei giovani, non è garanzia di un corretto approccio alle patologie dermatologiche, spesso croniche e coinvolgenti anche sedi visibili. Solo lo specialista è in grado di formulare diagnosi e terapia -ribadisce Stingeni – , i casi di giovani che giungono con ritardo alla nostra osservazione sono sempre più frequenti”.