Umbria, il monito di Coldiretti sull’emergenza cinghiali

Ormai la presenza dei cinghiali nelle città è diventata un problema di pubblica sicurezza, e anche l’Europa chiede più controlli.

Tutte le misure in grado di porre un argine importante alla “piaga cinghiali”, non possono che riscuotere il favore di Coldiretti Umbria, che da anni si batte contro questa problematica. È quanto sottolinea l’Organizzazione agricola, dopo i recenti confronti con l’Assessore regionale all’agricoltura Roberto Morroni, al quale Coldiretti aveva presentato in diverse occasioni una serie di proposte, con un’attenzione costante in difesa del mondo agricolo.

Da quella riguardo un maggior coinvolgimento e intervento degli agricoltori negli abbattimenti, a una estensione del periodo di caccia con modifica del calendario venatorio da uniformare a quello delle regioni limitrofe, fino al riconoscimento dell’indennizzo del danno integrale. Ma anche la necessità di una gestione più efficace delle aree naturali protette e un’uniformità di procedure più semplificate degli Atc in ordine agli interventi d’urgenza. Infine, la creazione di una filiera tracciata e controllata delle carni di cinghiale con valorizzazione diretta dell’attività agricola, come occasione di crescita e lavoro.

Il problema cinghiali – ricorda Coldiretti – oltre a compromettere l’attività di tantissime imprese agricole in tutta la regione, si sta rivelando sempre più una minaccia per la sicurezza pubblica, con incidenti che si susseguono sulle varie vie di comunicazione e presenza di ungulati nei centri abitati. Tra l’altro anche l’Autorità per la sicurezza alimentare Europea (EFSA) ha lanciato un appello agli Stati dell’Unione Europea, chiedendo misure straordinarie per la riduzione del numero di capi, limitando così anche il rischio di diffusione di malattie come la peste suina africana. Un allarme reale anche nel nostro Paese dove i cinghiali sempre più spesso razzolano tra i rifiuti delle città.

“Una situazione ormai fuori controllo – afferma il presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti – su cui continueremo senza sosta a chiedere ed appoggiare azioni decise, per permettere agli agricoltori di esercitare un legittimo diritto di impresa, favorendo al contempo la sicurezza della collettività. La proliferazione senza freni dei cinghiali – aggiunge Agabiti – mette a rischio oltre all’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali, la stessa presenza degli agricoltori soprattutto nelle zone interne, e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico. Il nostro obiettivo – conclude – è quello di fare impresa producendo per i cittadini e non per gli animali selvatici. Occorre quindi in ogni modo gestire il fenomeno per controllarlo e mettere in sicurezza le coltivazioni, pena la chiusura di aziende e l’abbandono delle nostre campagne.”




Politica Agricola tra Green New Deal e Brexit, un incontro nel bresciano

Venerdì 14 febbraio a Montichiari un convegno sulla Politica Agricola Comune dell’UE con Teresa Bellanova, ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Il futuro dell’agricoltura italiana in chiave europea in vista della nuova Politica Agricola Comune (PAC), tra Green New Deal e Brexit. Se ne discuterà venerdì 14 febbraio, alle ore 18.00, presso la sala Pedini del Centro Fiera del Garda a Montichiari (BS) durante la tavola rotonda organizzata da Coldiretti Brescia dal titolo “Nuova PAC, a che punto siamo?”.

Interverranno Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti; Teresa Bellanova, ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali; Paolo De Castro, parlamentare europeo e vice presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale; Paolo Voltini, presidente di Coldiretti Lombardia; Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi di Regione Lombardia; Felice Adinolfi, professore di Economia ed Estimo rurale dell’Università degli Studi di Bologna; Marco Togni, sindaco di Montichiari.




Basilicata e Fondazione Matera insieme per riscoprire il cielo buio

Il progetto europeo “Night Light” mira a valorizzare il cielo buio dal punto di vista salutare, economico e occupazionale.

Regione Basilicata e Fondazione Matera-Basilicata 2019, partner italiani del progetto Interreg Europe “Night Light”, si sono riuniti a Potenza il 30 gennaio 2020 per analizzare le prime azioni da porre in essere nella seconda fase, in corso di avviamento.

Insieme ai partner europei, la Regione Basilicata e la Fondazione Matera-Basilicata 2019, stanno lavorando sia per definire strumenti e strategie volte alla riduzione dell’inquinamento luminoso e alla conseguente valorizzazione del cielo buio, sia per favorire lo sviluppo dell’astroturismo, turismo emozionale di trend sempre crescente negli ultimi anni che si connota come grande opportunità per le aree rurali per le sue declinazioni essenzialmente sostenibili.

“L’incontro – afferma Domenico Tripaldi, Direttore Generale del Dipartimento Programmazione e Finanze della Regione Basilicata e Coordinatore per la Regione del progetto – è stato proficuo ed ha consentito di delineare i primi interventi da attuare, in collaborazione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019, attraverso una serie di iniziative di sensibilizzazione ed informazione della società civile, del mondo imprenditoriale e degli operatori economici sugli effetti negativi dell’inquinamento luminoso su salute umana, biodiversità, sicurezza. Il valore del cielo buio sarà promosso nella sua triplice valenza: salutare, economica ed occupazionale. Si è ritenuto, inoltre, di dover avviare azioni di valorizzazione delle aree naturali votate all’astroturismo a partire da uno studio per la candidatura di un sito regionale al riconoscimento internazionale Dark Sky”.

Per approfondimenti sul progetto è possibile consultare il sito http://europa.basilicata.it/nightlight/




Discariche abusive e lavori non autorizzati, denunce e multe a Rapallo e Camogli

Tre persone sono state denunciate dai carabinieri Forestali a vario titolo per abbandono e gestione illecita dei rifiuti in aree tutelate e per avere aperto cantieri senza le autorizzazioni necessarie

Si tratta di un uomo di 55 anni che a Rapallo ha allestito in un’area privata una sorta di deposito di rifiuti speciali senza l’autorizzazione da parte della Città Metropolitana e l’iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali: il rischio, per chi viene sorpreso in questi casi, è un arresto da 6 mesi a 2 anni e multe da 2.600 a 26mila euro, insieme con l’obbligo di bonificare l’area.

A Camogli, invece, i proprietari di un terreno che si trova in area sottoposta a tutela, sono state segnalati per avere eseguito lavori per realizzare un piazzale senza autorizzazione. Si tratta del titolare di un’impresa edile e di un professionista, cui il Comune di Camogli ha sospeso qualsiasi tipo di attività.“




Ferentino: Operazione “Cavum” in Parlamento

Il caso della cava che ha incarcerato i fratelli Luigi e Nando Cocco (gestori della cava trasformata in discarica abusiva e sequestrata a Ferentino), che ha portato ai domiciliari i coniugi Irene Cocco e Alberto Romiri, gestori della Sein (una società di smaltimento rifiuti a Morolo) e il consulente ambientale Daniele Ripa di Castrocielo, è approdata in Parlamento.

Il leghista Gerardi mercoledì in aula ha portato all’attenzione del ministro Costa i fatti di cui sono accusati i fratelli Cocco e altre 3 persone, ovvero: traffico illecito di rifiuti, smaltimento illecito di rifiuti, gestione di discarica abusiva e combustione illecita di rifiuti, dimostrando così la gravità della situazione. La città di Ferentino è stata ancora una volta umiliata.

I fratelli Cocco sono stati arrestati dai carabinieri forestali mentre sono stati disposti i domiciliari per i coniugi Irene Cocco e Alberto Romiri e il consulente tecnico della Ncl group, Daniele Ripa di Castrocielo.




A Trieste arriva BITS, il servizio di bike sharing

Dove sono le stazioni, quanto costa il servizio e altre informazioni utili.

E’ stato presentato e inaugurato ufficialmente ieri (lunedì 3 febbraio) in piazza Libertà, BITS, il sistema di bike sharing pubblico del Comune di Trieste, realizzato nell’ambito dei “Piani Integrati di Sviluppo Urbano Sostenibile – PISUS” per un valore 390 mila euro, con fondi messi a disposizione da Regione Friuli Venezia Giulia e Comune di Trieste.

In questa prima fase del progetto saranno dieci le stazioni attivate (tutte ubicate in punti strategici per la mobilità cittadina come Piazza Libertà -Stazione, Oberdan, Teatro Romano, Stazione Marittima, Piazza Hortis, Stazione Rogers, Barcola, Teatro Rossetti, Cumano Musei, Park Bovedo) dove sarà possibile prelevare e depositare 130 biciclette di proprietà del Comune (di cui 94 tradizionali e 36 elettriche a pedalata assistita) alle quali se ne aggiungono altre 18 (12 tradizionali e 6 elettriche) messe in comodato d’uso gratuito dall’Autorità portuale al Comune,  che saranno disponibili tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24 (info e mappa a questo link).

Con l’attivazione di BITS si amplia anche BicinCittà, il più esteso network di bike sharing pubblico che serve oltre 100 comuni. Numeri importanti per un sistema di nuova attivazione, a cui si unisce l’esperienza gestionale di BicinCittà e l’accesso facilitato per gli utenti, che oltre alla smartcard potranno usufruire dei servizi di BITS tramite il sito web www.bicincitta.com e, soprattutto, attraverso la nuova App BicinCittà, recentemente rinnovata sia nella grafica sia nelle funzioni. Gli utenti potranno  registrarsi, creare il proprio account e acquistare un abbonamento in pochi istanti e utilizzare l’App anche per prelevare e riconsegnare la bicicletta nelle diverse stazioni.

Pedalare con BITS è conveniente: tutti i viaggi sotto i 30 minuti sono gratuiti e, per festeggiare questo nuovo servizio, fino al 30 giugno 2020 si potrà acquistare un abbonamento semestrale al prezzo simbolico di 3 euro (in allegato prospetti con  modalità funzionamento, costi servizio e piantina stazioni).

“Questa Amministrazione comunale – ha  spiegato il sindaco Roberto Dipiazza – è molto attenta al tema della mobilità nelle sue più differenti declinazioni. Relativamente alla mobilità in bicicletta tutti gli interventi che stiamo portando avanti in città tengono conto di questo sempre più diffuso mezzo di spostamento usato dai cittadini, studenti e turisti. La nuova viabilità in Porto Vecchio è probabilmente l’esempio più evidente di questa nostra attenzione. A tutto ciò si somma l’esponenziale crescita in termini turistici che Trieste sta vivendo. Dovere di una buona Amministrazione è anche quello di offrire sempre maggiori e migliori servizi a tutte le persone che vivono la città avendo attenzione all’ambiente ed alla sicurezza. Questa nuova iniziativa di bike sharing va in questa direzione”.




Milano, nuove regole per il benessere degli animali

Sono state introdotte alcune novità che riguardano non solo la protezione di animali rari ed esotici, ma anche la gestione dei più comuni animali da compagnia.

Con 26 voti favorevoli e 7 contrari, il Consiglio comunale di Milano ha approvato il nuovo Regolamento per il benessere e la tutela degli animali. L’Amministrazione si dota così di uno strumento aggiornato, utile e dinamico in grado di recepire la crescente sensibilità nei confronti delle tematiche relative alla tutela degli animali, all’interno delle competenze conferite dalla normativa ai comuni.

Nei 14 anni trascorsi dall’approvazione del precedente Regolamento, infatti, numerose sono state le modifiche di Legge in materia di tutela animali, basti citare la Legge 130 del 2008 che riconosce agli animali come “esseri senzienti” oppure la 120 del 2010 che ha introdotto l’obbligo di soccorso degli animali investiti.

Il metodo di lavoro seguito per la redazione del nuovo Regolamento ha innanzitutto privilegiato la competenza tecnico-scientifica dei Garanti per la Protezione degli Animali del Comune di Milano, che per la stesura del testo hanno coinvolto nell’attività di verifica, consultazione e controllo enti, associazioni e mondo accademico. Inoltre, benché non espressamente previsto, nella stesura del nuovo Regolamento sono stati coinvolti tutti i Municipi della città e sono state recepite in gran parte le proposte di modifica innovative coerenti con l’impostazione generale del documento.

Nel rispetto delle leggi vigenti, statali e regionali, il Regolamento introduce alcuni elementi innovativi. Tra questi:

  • maggiore rigore nella detenzione e vendita di alcune specie animali esotiche a tutela dell’ambiente, perché specie invasive, e del loro benessere, perché specie che richiedono alta professionalità per la loro corretta gestione;
  • modalità di gestione e maggiore tutela delle colonie feline;
  • introduzione e promozione del “Patentino” per proprietari di cani appartenenti a un elenco di razze potenzialmente pericolose per educare i cittadini a un corretto rapporto tra l’uomo e gli altri animali;
  • salvaguardia dei nidi di rondoni in caso di interventi edilizi;
  • norme per la gestione dei crostacei vivi destinati all’alimentazione per minimizzarne la sofferenza, sia in fase di conservazione sia in fase di preparazione al consumo;
  • allineamento con le linee guida della Commissione CITES ministeriale per circhi e spettacoli itineranti e divieto di attendamento di circhi con al seguito esemplari di primati, cetacei, lupi, orsi, pinnipedi, rinoceronti, ippopotami, giraffe;
  • modifiche nelle modalità di attività di cessione e o affido di cani e gatti del parco-canile comunale al fine di facilitare la gestione della struttura e favorire l’adozione degli animali;
  • divieto di vendita di animali d’affezione nei mercati allestiti in modo temporaneo all’aperto o al chiuso, in luogo pubblico o privato;
  • limitazione nell’autorizzazione di attività pirotecniche tenendo conto degli effetti negativi che petardi e fuochi d’artificio possono provocare su animali domestici e selvatici;
  • requisiti minimi e modalità di gestione di acquari, terrari e voliere;
  • divieto di accattonaggio esibendo animali, a esclusione dei cani qualora venga accertato che si tratti di “compagni di vita” dei mendicanti che li detengono, ai quali devono comunque essere garantite condizioni di vita e tutela conformi al Regolamento;
  • modalità di accesso ai luoghi pubblici e ai luoghi aperti al pubblico per i cani e per gli altri animali d’affezione di piccola taglia.




Fiuggi: smaltiti i rifiuti abbandonati nella Valle Anticolana

Tra Fiuggi e Acuto, nel territorio tra il bosco San Lorenzo, il percorso natura tra le due Terme e via Armando Diaz, gli operatori della società di gestione del servizio raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani si sono messi al lavoro. “Anche in questo caso – come detto dal sindaco Baccarini e dal consigliere delegato all’ambiente Marco Paris – la società Diodoro Ecologia è riuscita a rimuovere e a smaltire i rifiuti abbandonati. Un’altra importante azione a salvaguardia del territorio di Fiuggi è andata a buon fine. La società Diodoro Ecologia si impegnerà per continuare la pulizia dei boschi e intanto l’amministrazione comunale, i Carabinieri e la Forestale continueranno a prevenire i reati ambientali per diffondere la cultura ambientale indispensabile ad evitare danni ingenti al nostro ecosistema”.




La zona del Vulture verso la candidatura a Riserva della Biosfera UNESCO

Si è formato il comitato che entro il prossimo luglio dovrà presentare la candidatura al Ministero dell’Ambiente.

Alla presenza dell’assessore all’ambiente e energia, Gianni Rosa, si è insediato ieri sera il gruppo tecnico-scientifico che entro luglio dovrà presentare la candidatura della zona del Vulture come Riserva della Biosfera UNESCO. L’incontro è avvenuto nella Sala Convegni del Museo di Storia Naturale del Vulture, all’interno dell’Abbazia di San Michele, presso i laghi di Monticchio.

A coordinare i lavori l’Ente Parco Naturale Regionale del Vulture retto dal commissario Francesco Ricciardi che ha il compito di interfacciarsi con associazioni, realtà istituzionali presenti sul territorio e stilare il relativo cronoprogramma da presentare al Ministero dell’Ambiente entro luglio. Successivamente il progetto sarà inviato all’UNESCO.

Il primo passo dei membri del gruppo di lavoro è stato quello di studiare il dossier e verificare nello specifico i criteri che l’Unesco richiede per ottenere questo prestigioso riconoscimento, ed è bene sottolinearlo, non è revocabile. Infatti in Italia sono 19 le aree che si possono fregiare di questo titolo.

La Regione Basilicata su impulso dell’assessore all’ambiente Gianni Rosa punta molto su questo riconoscimento e sull’area individuata: “Ho sempre espresso la necessità che le nostre bellezze naturalistiche debbano essere volano di uno sviluppo sostenibile attraverso forme di gestione integrata – ha detto Rosa. La zona del Monte Vulture è una zona speciale di conservazione ricchissima di biodiversità e, oggi, fa parte del Parco regionale. Il progetto Man and Biosphere dell’UNESCO rappresenterebbe il punto di partenza per una valorizzazione a livello internazionale del patrimonio del Parco proprio nella direzione di coniugare la conservazione della biodiversità con l’uso sostenibile delle risorse”.

Man and Biosphere è un programma scientifico intergovernativo teso a promuovere su base scientifica un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello Sviluppo Sostenibile, utilizzando le scienze naturali e sociali, l’economia e l’educazione per migliorare la vita delle persone e l’equa distribuzione dei benefici e per proteggere gli ecosistemi naturali, promuovendo approcci innovativi allo sviluppo economico.

La candidatura della Zona Speciale di Conservazione “Monte Vulture” rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali il Parco Naturale Regionale del Vulture mira a dare maggiore visibilità a livello nazionale non solo al sito specifico ma all’intera area naturale protetta. I riflettori sono tutti puntati sull’area del Vulture. Per la promozione del Parco è, inoltre, online dal mese di gennaio il portale web www.parcovulture.it, finalizzato in primo luogo a divulgare informazioni di carattere scientifico sul valore naturalistico dell’area, sull’importanza della difesa del territorio e a promuovere la cultura della sostenibilità ambientale coniugata con l’uso sociale dell’area.




Domenica 2 febbraio niente auto a Milano, potenziati i mezzi pubblici

L’ordinanza del sindaco vieta la circolazione di tutti i veicoli a Milano dalle 10 alle 18.

Nella giornata di domenica 2 febbraio, dalle ore 10 alle ore 18, sarà in vigore a Milano il divieto di circolazione di tutti i veicoli. L’ordinanza firmata dal sindaco Giuseppe Sala si applica a tutto il territorio del Comune di Milano. 

Per consentire a chi arriva da fuori città di lasciare il mezzo privato e servirsi del trasporto pubblico locale, che sarà potenziato, sono esclusi dal divieto di circolazione i parcheggi di interscambio posti in corrispondenza delle stazioni periferiche dei mezzi pubblici (Cascina Gobba, Forlanini, San Donato 1 e 2, Bisceglie, Lampugnano, Molino Dorino e San Leonardo, Famagosta, e anche il tratto stradale di via Ripamonti tra il Comune di Opera e via Gagini in corrispondenza del capolinea tranviario, e il tratto stradale compreso tra le Cascine Guascona e Guasconcina ed il capolinea della linea automobilistica del trasporto pubblico locale in via Jemolo).

Inoltre, per facilitare l’accesso alle aree di sosta presso lo stadio ‘Meazza’, a partire dalle ore 12, saranno esclusi dal blocco i seguenti tratti stradali: via Sant’Elia  – nel tratto compreso tra le vie Natta e Diomede; via Diomede – nel tratto compreso tra le vie Sant’Elia e Caprilli; via Natta; via Montale – nel tratto compreso tra le vie Natta e Ippodromo; via Patroclo – nel tratto compreso tra le vie Ippodromo e Achille; via Achille; viale Caprilli; piazzale dello Sport; via degli Aldobrandini; via Palatino; via Rospigliosi; piazza Axum; via Harar; via Tesio; via Novara – nel tratto compreso tra l’innesto alla tangenziale Ovest e via Harar.

Per garantire il rispetto dell’ordinanza, saranno circa 70 per turno le pattuglie della Polizia locale operative sul territorio, sia in postazioni fisse sia in movimento. Sarà potenziato il personale in servizio alla centrale operativa.