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Cassino, detenuto sequestra compagno e distrugge la cella

Rompe i sanitari del bagno e lancia frammenti di ceramica agli agenti della Polizia Penitenziaria

Nel carcere di Cassino, nei giorni scorsi, un detenuto di 25 anni è uscito fuori di senno dapprima distruggendo la stanza nel quale era rinchiuso e poi sequestrando il suo compagno che inerme non poteva lasciare la cella liberamente.

Dopo aver distrutto i sanitari del bagno, ha anche lanciato i frammenti di ceramica contro la Polizia Penitenziaria che cercava di avvicinarsi per riportarlo alla calma. Solo poche ore dopo, gli agenti sono riusciti a raggiungere una trattativa.

Il Segretario Generale del Sappe, Donato Capece, ha reso noto l’episodio ed ha così descritto l’ennesimo atto di violenza all’interno del carcere: “Questa è l’ennesima situazione ad alta tensione che si registra in un carcere del Lazio e dovrebbe fare seriamente riflettere sulla necessità di adottare opportuni provvedimenti per scongiurare ulteriori fatti violenti contro poliziotti penitenziari. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso. Sono state tolte, ovunque, le sentinelle della Polizia Penitenziaria sulle mura di cinta delle carceri, le telecamere ed i sistemi anti intrusione ed anti evasione spesso non funzionano, le aggressioni contro i poliziotti penitenziari che non hanno alcuno strumento di difesa, sono all’ordine del giorno e questo è gravissimo. I vertici del Ministero della Giustizia devono assumere urgenti e concreti provvedimenti per fronteggiare questa grave emergenza”.

Nel carcere di Cassino sono presenti 320 detenuti (i posti letto effettivi sarebbero 203), molti di loro hanno problemi legati alla tossicodipendenza e problemi psichiatrici. La Polizia Penitenziaria è invece rappresentata da 120 unità su 162 previste.

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