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CasaPound apre sede a Trieste, oggi manifestazione antifascista

A Trieste CasaPound ha inaugurato l’apertura di una nuova sede. L’associazione “Trieste Antifascista e Antirazzista” ne chiede la chiusura.

“CasaPound ha annunciato l’inaugurazione di una sede nella nostra città. Con questa mossa un’altra organizzazione neofascista ad oggi praticamente inesistente a Trieste proverà ad aggregare nuovi adepti e a rafforzarsi. Si tratta di una grossissima minaccia per la democrazia, l’inclusione sociale, l’uguaglianza di genere, la diversità e la contaminazione culturale”. Con queste preoccupazioni l’associazione “Trieste Antifascista e Antirazzista” è scesa oggi in piazza, sotto la pioggia, per manifestare contro l’apertura della nuova sede di CasaPound nel capoluogo del Friuli-Venezia Giulia, e per chiederne la chiusura. Il corteo è partito da piazza Oberdan e ha marciato fino a piazza Goldoni, proprio vicino alla nuova sede del movimento di estrema destra.

Da una parte, il segretario provinciale di CasaPound Francesco Clun, ha detto che la nuova sede permetterà di essere “essere presenti nei rioni, ascoltare le esigenze dei cittadini e portare avanti le nostre battaglie”. “Trieste Antifascista e Antirazzista”, però, scrive che CasaPound intende “strumentalizzare la storia complessa delle nostre terre per fini propagandistici. La scelta di intitolare la sede al cacciatorpediniere Audace è infatti un tentativo di fomentare la retorica dell’italianità di Trieste richiamandosi a pagine tragiche della storia della città”.

“Apriamo i porti, chiudiamo CasaPound”

L’apertura della nuova sede di CasaPound non è l’unico motivo per cui l’associazione triestina è scesa in piazza. “L’apertura di questa sede non costituisce, purtroppo, un fatto isolato. Mentre i fascisti provano a guadagnare terreno in città, infatti, la Giunta Dipiazza promuove il Daspo urbano, abbassa il tetto di stranieri negli asili nido, appoggia mozioni contro il diritto all’aborto; la Giunta Fedriga introduce il criterio dei 5 anni di residenza per l’accesso alle case popolari; il Governo Conte-Salvini-Di Maio con il Decreto Sicurezza, in perfetta continuità con il Decreto Minniti-Orlando sanziona penalmente le occupazioni a scopo abitativo, i picchetti di sciopero e i blocchi stradali, introduce armi pericolose come il taser tra le dotazioni della polizia locale e abolisce, di fatto, l’accoglienza diffusa in favore di sistemi concentrazionari”.

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