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mercoledì 17 Agosto 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

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Carceri s.pp. Di Giacomo: oltre diecimila detenuti potrebbero uscire dalle carceri

“Nelle mani dei magistrati ci sono circa diecimiladetenuti per i quali, per la nota situazione dell’emergenza sanitaria da coronavirus e dall’interno di un quadro giuridico già normato e certo, ci sono alcune condizioni di sospensione penache i tribunali di sorveglianza ed il magistrato potrebbero portare fuori dalcarcere secondo una “proposta”di provvedimento di natura esclusivamente “sanitaria-umanitaria””.

È quanto sostiene il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo:“Il magistrato di Sorveglia può concedere licenze ai detenuti in semilibertà e permessi a quelli sottoposti a regime art.21 per un massimo di 45 giorni, un periodo che consentirebbe di “governare” la fase oggi più acuta di diffusione del contagio da coronavirus e allentare le tensioni nelle carceri”. In proposito –spiega il segretario del S.PP. Di Giacomo -il tribunale di sorveglianza può avvalersiditre leggi: la 354/75 che regolamenta la detenzione domiciliare; la 199/2010(cosiddetta legge Alfano) e la 207/2003 (cosiddetto indultino). Il Tribunale di Sorveglianza -è bene precisarlo –può intervenire nei casi di richiesta da parte dei detenuticon pene residue inferiori ai due anni e solo in alcuni casi superiori. Come è bene precisare che questi benefici non sono automatici e sono applicabili in presenza di una serie di requisiti, primo fra tutti la buona condotta. La plateadegli eventuali aventi diritto supera abbondantemente le 25 unità. Come sindacato e in coerenza con la battaglia ingaggiata per la legalità e per il riconoscimento del lavoro deiservitori dello Stato –polizia penitenziaria –ovviamente sappiamo bene che nessun appartenente a clan o organizzazioni criminali, per intenderci sottoposti al 41 bis, potrà mai beneficiarne. Siamo consapevoli che in assenza di norme specifichee di un’assenzatotale di decisioni politiche non c’è altra strada perché né il migliaio di nuovi agenti di polizia penitenziaria né le risorse destinate agli istituti che hanno subito i danni provocati dalle rivolte di questi giorni serviranno nel breve-medio periodo a risolvere l’emergenza che nelle carceri è sanitaria ma anche di sicurezza. Per questo appare necessario per i prossimi mesi avvalersi dell’esercito per presidiare l’esterno dei penitenziari; inoltre, serve con urgenzaun provvedimento di legge semplicissimoed in tempi rapidissimiche scoraggi altre rivolte prevedendo contro chi partecipa a proteste, istiga, devasta, aggredisce il personaledi polizia penitenziaria o altri detenuti più deboli, utilizzi telefoninio chi cerca di introdurre cellulari, siano applicate pene severe non inferiori nel minimo a 5anni ein regime di reclusione duro”.