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Carabiniere ucciso, Elder intercettato: “Cerciello e Varriale mostrarono i distintivi”

 

Finnegan Elder Lee, il ventenne statunitense che ha sferrato le 11 coltellate mortali al vicebigradiere Mario Cerciello Rega, sapeva che quello che aveva di fronte era un carabiniere. Lo riporta ‘Il Tempo’, secondo cui l’americano ne era a conoscienza esattamente come l’amico Gabriel Christian Natale Hjorth. La conferma arriva dallo stesso Elder, che non sapeva di essere intercettato, durante un colloquio, avvenuto il 2 agosto scorso nel carcere di Regina Coeli, con il padre e l’amico Micheal Craig Peters, venuto dagli Usa per fargli da consulente legale. “Quando ci hanno fatto vedere velocemente i distintivi (in inglese: ‘flashed the cards or whatever’)…”, ricorda il ventenne, subito interrotto da Craig che, bisbigliando, gli suggerisce: “Rimani calmo, attieniti alla tua dichiarazione, ripassala punto per punto, ricordatela. Non ci deve preoccupare la tua dichiarazione…, durante l’interrogatorio…, questo non lo puoi dire. E’ successo e basta”. “Tu non hai visto niente”, taglia corto il legale, facendo riferimento proprio ai tesserini dei carabinieri.

Ma nel prosieguo della conversazione, riporta il quotidiano, “raccontando la dinamica di quella notte, Finnegan ribadisce di aver capito che Cerciello e Varriale erano due esponenti delle forze dell’ordine. ‘Ho visto due sbirri (‘I saw two cops’, in lingua originale,ndr). Uno di cui più basso. Erano rivolti nella direzione opposta. Sono venuti dietro a noi, alle nostre spalle. E la macchina militare (letteralmente ‘tank’, in inglese) era qui'”.

In effetti, dalle telecamere di sorveglianza del bar ‘Kiarotti Wine’, in via Gioacchino Belli, di fronte all’ingresso dell’hotel ‘Le Meridien Visconti’ (dove alloggiavano i due ragazzi), si vedono gli americani nascondersi tra le auto parcheggiate, quando arriva la Fiat Punto sulla quale viaggiavano Cerciello, Varriale e Sergio Brugiatelli, il mediatore dei pusher a cui i due ragazzi avevano rubato lo zaino”. “Ciò induce a ritenere – si legge nell’informativa dei carabinieri di via In Selci – che sia stato proprio Natale Hjorth a riconoscere la vettura civetta dei militari, per poi segnalarla a Elder. Al riguardo, non si esclude che la stessa auto sia stata vista dai due indagati in occasione dell’arrivo della pattuglia nei pressi di piazza Mastai”, a Trastevere, nella fase precedente all’aggressione a Prati, quando Natale si era ritrovato con una compressa di tachipirina tra le mani, invece che una dose di cocaina.