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Brunetta (FI): “Di Maio è un povero ragazzo che non sa quello che dice”

Renato Brunetta, deputato di Forza Italia, ha parlato a Radio Cusano Campus di governo, reddito di cittadinanza e misure economiche.

Intervistato da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti, conduttori del programma “L’Italia s’è desta” di Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano, Renato Brunetta non le manda a dire. Il deputato di Forza Italia ha un’idea ben precisa sul governo: “Questi sono dei poveracci e degli scappati di casa, buoni a nulla ma capaci di tutto”. “Dentro un rallentamento dell’economia internazionale e dell’eurozona, l’Italia gialloverde ci ha messo del suo da almeno 7 mesi con improvvide dichiarazioni, con l’incertezza, l’isolamento internazionale, la caduta della borsa, il raddoppio dello spread, la legge di bilancio”. Il risultato? “incertezza e sappiamo benissimo che gli investitori odiano l’incertezza e il caos”. Dal punto di vista economico, lo scenario non è dei più rosei secondo Brunetta: “l’anno prossimo scatterà l’aumento dell’iva oppure verranno messe nuove tasse. Il prode Di Maio dice tutto e il contrario di tutto, prima parlava di boom economico. È un povero ragazzo che non sa quello che dice”.

Il problema della credibilità del paese, a sentire Brunetta, deriva anche da una serie di dichiarazioni e posizioni prese dai membri del governo. “Quale credibilità può avere l’Italia a livello internazionale, se due vicepremier dicono che l’Istat ha taroccato i conti? Quando arriviamo a questi livelli di delegittimazione delle istituzioni vuol dire che il Paese è alla deriva. Allora anche Salvini e Di Maio taroccano i loro conti quando parlano di manovra e di immigrazione. Qui tutti taroccano tutto, siamo alla barzelletta. L’Istat fa parte di un sistema europeo di statistica che è l’Eurostat. L’Istat ha un calendario preciso di ufficializzazione dei dati, in modo tale che nessuno dei singoli Paesi possa lucrare sui dati”.

Sul Reddito di Cittadinanza, misura che è sempre più vicina a vedere la luce, Brunetta sostiene che “il sistema non potrà funzionare per il semplice fatto che le imprese non hanno l’obbligo di comunicare i posti vacanti. Se un’azienda ha bisogno di un dipendente si guarda bene dal comunicare questo posto vacante agli uffici per l’impiego, sia perché non sono capaci di mandarti qualcuno che abbia le competenze giuste, ti mandano i disoccupati cronici. Quindi le imprese per autodifesa si guarderanno bene dal comunicare i posti vacanti”. Inoltre, le figure dei navigator “sono dei disoccupati assunti con un colloquio con la garanzia che dopo verranno stabilizzati. Quindi 10mila assunzioni nella PA totalmente clientelari di ragazzi senza alcuna competenza e specializzazione per trovare lavoro ai disoccupati”.