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Brexit, i passaporti dell’indipendenza sono blu

Un passaporto ecologico e tecnologico, in cambio dei diritti di un cittadino europeo. La contraddizione dei nuovi passaporti sbandierati dal governo britannico.

‘Make passports blue again’, direbbe un Brexiteer a corto di idee. Ma la battaglia per riportare i passaporti al colore pre-UE è stata una delle bandiere dei sostenitori dell’uscita, e finalmente è vinta. Il Ministro degli Interni del Regno Unito Priti Patel ha annunciato il ritorno ai documenti di colore blu scuro, come ideati per la prima volta nel 1921 e poi sostituiti dal design armonizzato europeo, di colore rosso scuro. A inizio marzo cominceranno a essere rilasciati i primi nuovi/vecchi passaporti, che saranno “ancora una volta intrecciati con la nostra identità nazionale”, ha esultato Patel. A partire da metà anno tutti i nuovi passaporti saranno blu, quelli intitolati all’UE continueranno a essere validi fino alla loro data di scadenza.

“Lasciare l’Unione europea ci ha offerto un’opportunità unica per ripristinare la nostra identità nazionale e forgiare un nuovo percorso nel mondo.
Ritornando all’iconico design blu e oro, il passaporto britannico sarà ancora una volta intrecciato con la nostra identità nazionale e non vedo l’ora di usarne uno per viaggiare.”
(Priti Patel, Segretario di Stato per gli affari interni del Regno Unito)

L’altra novità sui nuovi documenti saranno gli stemmi floreali sulla copertina posteriore, a simbolo dell’Inghilterra, dell’Irlanda del Nord, della Scozia e del Galles. Grande attenzione anche all’ambiente: “I passaporti blu saranno i passaporti inglesi più verdi di sempre”, comunicano dal Ministero di Patel. “L’anidride carbonica emessa durante la produzione sarà ridotta fino a un consumo netto nullo, attraverso progetti quali la piantumazione di alberi”. Saranno poi tecnologicamente più avanzati, con pagine realizzate in materiali che assicurano la massima protezione dei dati personali. Risulteranno, infine, più difficili da contraffare, grazie a nuove tecniche di design e stampa.

Commenti ironici sono stati fatti sui nuovi passaporti da alcuni membri del parlamento europeo, che si chiedono se il gioco valesse la candela: una grafica migliore e tecnologie più protettive, in cambio della rinuncia a un passaporto che ti faceva viaggiare liberamente in 27 paesi e che ti dava accesso ai vantaggi della cittadinanza europea. Seb Dance, politico britannico ed eurodeputato fino al 2019, ha così commentato: “In realtà mi piace il nuovo passaporto UK, frutto di disegni francesi e stampe polacche. Certo, quello di prima – che garantiva agli inglesi il diritto a lavorare, studiare e andare in pensione liberamente nel loro continente – era probabilmente più utile”. E ancora, “Un nuovo passaporto blu che riduce i diritti, realizzato da un’azienda franco-olandese in Polonia”, ha affondato Guy Verhofstadt, capogruppo dei Liberali dell’ALDE al Parlamento europeo.

E il motivo di tanta ironia non è solo lo sconveniente trade off, ma proprio il fatto che a realizzare i passaporti UK dell’indipendenza saranno compagnie europee, in Europa. La gara è stata infatti vinta nel 2018 da Gemalto, azienda franco-olandese, dopo aver scalzato la De La Rue, che negli ultimi 10 anni ha prodotto i passaporti rosso-scuri degli inglesi. Nonostante questo, il Regno Unito è felice di poter finalmente ritornare nella squadra dei passaporti blu, insieme ad Australia, Siria, Argentina, Corea del Nord e un’ottantina d’altri.

Di A.C.

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