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Bologna, Guardia di Finanza arresta 10 persone per riciclaggio e sequestra 7,4 milioni di euro

Al vertice dell’associazione A.S.T., un cittadino turco  di 50 anni

Grazie all’operazione “pietra filosofale” la Guardia di Finanza di Bologna ha smantellato un’organizzazione criminale internazionale dedita al riciclaggio e al commercio abusivo di oro.

Nell’ambito del blitz delle Fiamme gialle sono state arrestate 10 persone e sono stati sequestrati 7,4 milioni di euro. Le misure cautelari, di cui sette in carcere e tre ai domiciliari, sono state eseguite in Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo e Basilicata. Numerose anche le perquisizioni locali e personali. Emessi, inoltre, quattro “mandati di arresto europei” in Romania e Turchia.

Il quadro accusatorio

I provvedimenti restrittivi riguardano un articolato sodalizio criminale dedito ad attività illecite in Italia ed in Europa, in cui presunti responsabili sono indagati per associazione a delinquere, riciclaggio di proventi illeciti e ricettazione con l’aggravante del reato transnazionale. Contestualmente e’ in corso il sequestro preventivo per equivalente dei beni e delle disponibilità finanziarie degli indagati e delle società agli stessi riconducibili per un ammontare complessivo di 7,4 milioni di euro.

Stando alle risultanze investigative durate oltre due anni, l’organizzazione criminale risulta composta da 29 soggetti di diverse nazionalità (italiani, turchi, cinesi e rumeni). Al vertice dell’associazione un cittadino turco A.S.T. (classe 1968) che utilizzando, tra gli altri, lo scalo aeroportuale “G. Marconi” di Bologna, raggiungeva la Toscana per raccogliere il denaro contante derivante presumibilmente da evasione fiscale di imprenditori cinesi del Pratese.

Il denaro veniva impiegato poi per l’acquisto di oro, di dubbia provenienza, da compiacenti imprenditori dell’Aretino.

Il metallo prezioso veniva poi occultato nei bagagli da stiva dello stesso soggetto o di suoi complici ed esportato in Turchia o altri Paesi esteri, come Spagna e Grecia dove veniva immesso nei mercati ufficiali del settore. Il ricavato, confluito sui conti correnti delle società turche riconducibili all’indagato, veniva quindi trasferito ad imprese rumene collegate allo stesso, per poi essere spostato su conti di società di comodo del Regno Unito costituite dagli stessi imprenditori cinesi che ne avevano originato la provvista. Nel corso delle indagini, a cui ha collaborato l’Europol, le Fiamme Gialle bolognesi hanno sottoposto a sequestro oltre 70 chilogrammi di oro puro per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro e denaro contante per quasi 1,5 milioni di euro. Nel corso delle perquisizioni e’ stato inoltre rinvenuto denaro contante per oltre 260 mila euro, anche questo sottoposto a sequestro

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