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Autostrade, l’ultima idea di Giuseppe Conte: controllo allo Stato per far fuori Benetton

 

Il premier Giuseppe Conte ha deciso:  fuori i Benetton da Autostrade con una mossa in grado di evitare il peggio: la nazionalizzazione di Autostrade, attraverso un aumento di capitale o rilevando le quote di Atlantia, che detiene l’88% della società. Ad acquistarle sarebbero Cassa Depositi e Prestiti e il fondo F2i, più altri investitori (in testa gli australiani di Macquarie) che hanno già manifestato l’interesse a essere della partita. Una proposta che l’ad di Cdp Fabrizio Palermo avrebbe già informalmente avanzato ai vertici della holding. I quali, in cambio del via libera, otterrebbero una revisione del famoso art.35 del decreto Milleproroghe, che ha quasi dimezzato il valore d’indennizzo della società. Neanche un’azione, scrive Repubblica, deve rimanere ai Benetton. Luigi Di Maio glielo ha detto chiaro a Conte, scolpendolo sui social: “Non devono più gestire”.

Ai 5 stelle non basta che Atlantia ceda la quota di controllo, ne pretendono il disimpegno totale. Altrimenti non resta che procedere con la revoca. La quale però “contiene delle insidie giuridiche”, ha più volte ripetuto Conte. Mossa che gli consentirebbe di centrare due obiettivi: chiudere la partita di Autostrade e salvare il governo. Non è un mistero che Italia Viva sia contraria a strappare la Convezione fra Mit e Aspi perché “metterebbe a rischio i posti di lavoro, bloccherebbe le manutenzioni e, soprattutto, farebbe iniziare un contenzioso che durerà anni, e a pagare il conto saranno i cittadini”, ha ribadito ieri Maria Elena Boschi. Si prepara così uno scontro in Consiglio dei ministri, dove Conte intende presentarsi con una soluzione a sorpresa in grado se non di mettere d’accordo tutti, almeno di far convergere la maggioranza su una mediazione onorevole.

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