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Arresto De Vito: a Raggi, non mi dimetto

Il presidente Presidente dell'Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, durante il Convegno Ance Roma ACER "Sfida capitale. Magistratura, pubblica amministrazione e imprese dialogano per contrastare la concorrenza sleale e la burocrazia difensiva" presso l'aula dei Gruppi parlamentari a Roma, 12 marzo 2019. ANSA/CLAUDIO PERI

 

“In questo periodo ho pensato spesso, per il rispetto che ho verso l’istituzione, di dimettermi da presidente dell’Assemblea capitolina, carica che ho amato e che ritengo di avere svolto con onore e con piena cognizione dei suoi equilibri e tecnicismi dall’altro. Ma non posso, non voglio e non debbo farlo! Credo con forza nella Giustizia e Giustizia con forza chiedo!”. Lo scrive Marcello De Vito, arrestato il 20 marzo scorso per corruzione, in una lettera inviata dal carcere al sindaco di Roma, Virginia Raggi. “Care colleghe e cari colleghi considero privo di presupposti qualsiasi atto che mi abbia privato di qualcosa: sia esso la libertà personale, la carica (anche in via temporanea), la stessa iscrizione dagli M5S. Darò tutte le mie forze per tutelare la vita della mia famiglia e la mia – prosegue De Vito -. Ai sensi del regolamento del consiglio considero le assenze dal 20 marzo 2019 contrarie e comunque non imputabili alla mia volontà nonchè la sospensione e la temporanea sostituzione prive di presupposti”.