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Arrestato erede di Totò Riina: smantellata cupola di Cosa Nostra

Maxi operazione dei Carabinieri con 46 arresti. Fermata la riorganizzazione dei clan palermitani

 

Un colpo al vertice per la Mafia di Palermo, con 46 arresti e la carcerazione del capo dei capi, sostituto di Totò Riina. La direzione distrettuale antimafia di Palermo ha disposto un fermo di indiziato di delitto nei confronti di 46 persone ritenute responsabili di associazione a delinquere di tipo mafioso. “In particolare – dicono dal comando provinciale – le indagini hanno consentito di: cogliere in presa diretta la fase di riorganizzazione in atto all’interno di Cosa nostra;  documentare l’avvenuta ricostituzione della “nuova” commissione provinciale di Palermo;  trarre in arresto il “nuovo capo” della commissione provinciale, Settimo Mineo, capo del mandamento di Pagliarelli”. Cosa Nostra stava provando a riorganizzarsi  in maniera più stabile ricostituendo la commissione provinciale. L’organismo di rappresentanza delle famiglie che non si era più riunito perché solo il capo dei capi in carica, Riina, avrebbe potuto convocarlo. Una volta morto il padrino, sono partite subito le procedure per la nuova Cupola.

Lo scorso 29 maggio in una riunione delle famiglie mafiose come successore di Riina, morto un anno fa, era stato eletto Settimo Mineo. Apparentemente un gioielliere con negozio in centro, in realtà un uomo che ha dedicato la propria vita alla Mafia palermitana, perdendo anche membri della propria famiglia per la causa. Il giudice Falcone lo aveva arrestato nel 1984 e lui spavaldo aveva detto all’interrogatorio: “Non so di che parla, cado dalle nuvole”.

I Carabinieri hanno fermato il nuovo boss insieme ai suoi uomini con l’accusa di estorsioni consumate e tentate, favoreggiamento di Cosa Nostra, fittizia intestazione di beni aggravata, porto abusivo di armi comuni da sparo, danneggiamento con incendio, concorso esterno in associazione mafiosa.

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