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Arrestati due autori su tre di alcuni furti commessi lo scorso luglio

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Gli inquirenti hanno ricondotto i quattro furti ai medesimi autori per via del modo in cui erano stati messi a segno. Due ladri sono stati arrestati, proseguono le ricerche per il terzo.

Sono quattro gli episodi per i quali sono stati raccolti elementi investigativi a carico del gruppo di “trasfertisti” georgiani che nello scorso mese di luglio hanno colpito alcune abitazioni a Trieste. Sono I. M. georgiano del 1997, senza fissa dimora, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio; T. D. georgiano del 1995, senza fissa dimora, pregiudicato per reati contro il patrimonio, nonché un terzo soggetto, anch’egli georgiano, tuttora ricercato. Sono tutti indagati per avere commesso una serie di furti a Trieste tra il 21 ed il 26 luglio 2019, in occasione dei quali, dopo essersi introdotti all’interno di quattro abitazioni, si sono impossessati di oggetti di valore, gioielli e denaro contante per un valore complessivo di circa 133.000 €.

L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Trieste e svolta dagli agenti della Squadra Mobile giuliana, è stata avviata l’estate scorsa, dopo la serie di furti in abitazione commessi prevalentemente con il medesimo modus operandi, ossia con lo sblocco delle serrature, senza lasciare segni apparenti. I primi episodi sono stati commessi, in data 21.07.2019, in danno di due unità abitative site all’interno di un condominio di via Montebello; in quella circostanza erano stati notati alcuni sconosciuti, i quali avevano detto ai condomini di dover effettuare dei lavori.

Gli stessi si erano poi allontanati a bordo di una VW Golf e di una Fiat Punto; gli accertamenti sulle due autovetture permettevano di verificare, non solo che entrambe risultavano intestate a dei prestanome formalmente proprietari di numerosi veicoli, ma soprattutto che erano giunte a Trieste in orari compatibili con i furti avvenuti in via Montebello percorrendo insieme le autostrade del nord Italia. Peraltro, una delle auto, in periodo prossimo alla commissione dei furti, era stata controllata in Veneto da una pattuglia della Polizia Stradale con alla guida uno dei sospettati. Gli investigatori della Squadra Mobile triestina potevano così ricostruire, almeno in parte, il gruppo criminale.

Ancora, in data 27 luglio, venivano commessi altri due furti in appartamento in questa Strada del Friuli. La visione delle immagini del sistema di videosorveglianza questa volta risultava fondamentale, in quanto era possibilie riconoscere non solo il georgiano T. D. in precedenza identificato, ma anche gli altri appartenenti alla cerchia del sospettato e ritenuti dagli investigatori i responsabili anche dei furti commessi in via Montebello. Altro dato investigativo di rilievo è stata la identificazione degli indagati fatta da alcuni testi. Sulla scorta di questi elementi, il P.M. titolare del fascicolo ha ottenuto dal G.I.P. di Trieste l’emissione della misura della custodia cautelare in carcere.

Attestato che gli indagati erano senza fissa dimora, sono state avviate le loro ricerche su tutto il territorio nazionale, finché in data 5 settembre u.s., I.M, è stato rintracciato e arrestato dalla Polizia di Frontiera Aerea di Roma Fiumicino, mentre stava per imbarcarsi a bordo di un  aereo diretto in Georgia per allontanarsi dal Territorio Nazionale. Assicurato alla giustizia I.M., l’attività di ricerca degli altri è continuata fin quando, nel corso del mese di settembre, sono emersi alcuni elementi che hanno permesso di ipotizzare che il T.D. si nascondesse a Roma nel quartiere Portuense. Sulla scorta di tali elementi, gli agenti della Squadra Mobile di Trieste, con il supporto dei colleghi della Squadra Mobile capitolina, nella giornata di venerdì 27 settembre, sono riusciti ad intercettare il ricercato mentre viaggiava a bordo di un’autovettura nel quartiere San Giovanni di Roma.

Una volta fermato, il cittadino georgiano è stato sottoposto a perquisizione domiciliare a seguito della quale sono stati rinvenuti e sequestrati arnesi atti allo scasso, serrature, chiavi modificate ed altro. Ultimati glia atti, lo stesso è stato ristretto in carcere a disposizione della Procura della Repubblica di Trieste che coordina le indagini. È ancora ricercato un terzo componente della banda.