Arcinazzo Romano, armato di roncola aggredisce conoscente poi tenta di investire carabiniere durante la fuga

L’uomo è stato arrestato dopo un inseguimento a piedi

 

Un 35enne ha aggredito un conoscente, con cui aveva dei conti in sospeso, armato di roncola nella notte tra domenica e lunedì. La vicenda è accaduta ad Arcinazzo Romano, paesino in provincia di Roma, intorno alle 2:45 di notte. L’uomo, disoccupato e domiciliato a Roma, ha cercato il 50enne per poi picchiarlo e colpirlo con l’arma, subito dopo è fuggito a bordo della sua auto. Nella colluttazione è rimasta danneggiata anche una vettura parcheggiata. Il 112 è stato chiamato dai residenti di via San Giorgio che hanno sentito le urla e i vetri della macchina andare in frantumi.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Subiaco, aiutati dai colleghi della Stazione di Affile, hanno predisposto dei posti di blocco ai confini del paese. L’uomo è stato identificato poco tempo dopo, ma alla vista degli agenti è fuggito in auto piuttosto che fermarsi al posto di blocco. Ha accelerato al punto da costringere uno dei Carabinieri a saltare fuori dalla carreggiata per evitare di essere investito. A quel punto è partito l’inseguimento in auto, e poi a piedi, fino alla cattura del 35enne in un’abitazione di proprietà della famiglia. La vettura dell’aggressore è stata trovata abbandonata in fondo ad una scalinata del centro storico di Arcinazzo.

La perquisizione ha portato alla luce la roncola, utilizzata per l’aggressione, insieme a un fucile a canne mozze con matricola abrasa, munizionamento per carabina e un proiettile da mortaio inerte. Le accuse imputate a D.S. sono di tentato omicidio, lesioni personali, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, detenzione e porto di arma clandestina. Dopo l’arresto, è stato condotto presso il carcere di Rebibbia, a Roma.

Oltre a diverse pattuglie dei Carabinieri, sul posto, sono intervenuti i Vigili del Fuoco per recuperare la vettura in fondo alla scalinata. Il 50enne ferito con la roncola è stato accompagnato presso l’ospedale di Subiaco, dove è tutt’ora ricoverato. Non sarebbe in pericolo di vita.