Breaking News Streaming
Sei in: Home > Articoli > PsicologicaMente > ARACNOFOBIA – Paura dei ragni

ARACNOFOBIA – Paura dei ragni

L’aracnofobia o paura dei ragni è una fobia specifica, un’irrazionale paura verso i ragni. È conosciuta anche come aracnefobia.

Può presentarsi in vari livelli di intensità, dal disgusto alla forma più forte di repulsione, fino a un livello di incontrollabile orrore che porta ad attacchi di panico, fuga e altre reazioni fuori della lucidità.

In alcuni casi anche una foto o un disegno molto realistico di un ragno possono provocare la paura.

È una fobia molto diffusa e a essa sono legati molti dei significati che il folklore e l’immaginario associato ai ragni.

Tuttavia, come tutte le fobie le malattie di natura psicologica, la terapia è possibile. Dato che per molti autori la paura dei ragni viene catalogata come una “fobia semplice” (classificazione effettuata sicuramente da persone non aracnofobiche), non esistono trattamenti farmacologici mirati, riconosciuti e legittimi.
Comune è la cosiddetta “esposizione in vivo”, terapia comportamentale consistente nel contatto ravvicinato dell’aracnofobico al ragno: il trattamento, dapprima puramente psicologico e successivamente effettuato anche sul piano pratico, dev’essere eseguito per gradi, al fine di trascinare il paziente proprio al limite dell’ossessione, toccando con mani l’aracnide che, beffardo, fissa la vittima.
In genere, la terapia ha inizio sottoponendo l’aracnofobico a domande mirate sulla sua paura, al fine di estrapolarne i motivi che l’hanno indotta: il più delle volte, il paziente non è in grado di dare una spiegazione precisa e sicura alla sua aracnofobia.
La fase terapica successiva consiste nel presentare fotografie di ragni all’aracnofobico; le sedute proseguono mostrando veri ragni, che li separano dal soggetto grazie ad un vetro. L’ultima fase, il livello di “pericolosità” più elevato per l’aracnofobico, nonché il più temuto, consiste nel toccare direttamente i ragni.
Generalmente, la cura dà buoni risultati per un breve periodo di tempo, pertanto sono consigliate terapie di “richiamo” al fine di evitare ulteriori ricadute.