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Altipiani Di Arcinazzo- Un paese senza servizi

     

Un paese, o meglio dire una frazione, che conta 300 abitanti lasciati a sé stessi da ben tre sindaci.

Parliamo degli Altipiani Di Arcinazzo, da anni in combutta con l’arrivo degli extracomunitari, un paese che ormai è diviso tra la provincia di Frosinone e la provincia di Roma.

Si contendono la località ben tre Comuni; quello di Arcinazzo Romano (Rm), quello del Piglio (Rm) e quello di Trevi nel Lazio (Fr).

I sindaci, rispettivamente Giacomo Troja, Mario Felli e Silvio Grazioli, godono esclusivamente delle riscossioni fiscali.

Forse sconosciuto altrove, Altipiani è invece una risorsa abbandonata, in cui possiamo trovare paesaggi a dir poco suggestivi e monumenti storici di rilevante importanza, come dimostra la presenza della grande ed immensa “Villa di Traiano”, grazie alla quale un tempo il paese cresceva a livello turistico.

Ma la questione ad oggi non è solo il decadimento economico e sociale!

Nel paese troviamo un solo alimentari, tanti invece i bar, tutti localizzati a poca distanza tra di loro, e considerando la scarsità dei residenti, molte attività stanno ormai fallendo e alcune hanno già fallito.

Quindi la questione dove ci porta?

Alla mancanza dei servizi.

Quello che il paese offre non considera ciò di cui gli abitanti hanno bisogno; e parliamo dei comuni servizi che potremmo trovare ovunque!

Bancomat, Uffici Postali, Guardia Medica, una farmacia aperta 24h, e una semplice caserma dei Carabinieri; questo è ciò che manca e questo è ciò che limita i residenti costretti ad allontanarsi dal paese per fare delle semplici e comuni operazioni, o anche per ricevere una semplice assistenza medica.

Considerando il fatto che vi sono molti anziani, questi servizi sono a dir poco essenziali!

Il Bancomat più vicino è stato installato da poco ad Arcinazzo Romano, e ciò ha creato numerose polemiche. Arcinazzo Romano, è posto a circa cinque minuti da un altro paesino limitrofo, Affile, in cui il servizio bancario e il relativo bancomat posto all’esterno, c’è già da parecchi anni.

Ma ad occuparsene non è stato neanche nessuno degli altri due sindaci.

Altipiani di Arcinazzo è una zona di passaggio e, inoltre, conta quasi il triplo di abitanti nella stagione estiva, grazie al clima temperato e alla tranquillità tipica di una zona di montagna; per cui è davvero scomodo per i turisti doversi a forza allontanare con mezzi o con le proprie auto per raggiungere un altro paese.

Spesso e volentieri, la farmacia, unita a quella di Trevi e gestita dagli stessi titolari, rimane chiusa anche tutta la giornata; e se servisse anche solo un semplice medicinale? Se qualcuno avesse bisogno di farmaci immediati?

Per non parlare dell’inesistente servizio sanitario che conta solo di un punto gestito dalla Croce Rossa ed aperto esclusivamente nella giornata di Domenica, come se le persone potessero scegliere di ammalarsi o sentirsi male un solo giorno alla settimana.

Per qualsiasi tipo di emergenza, invece, chiunque allerti i sanitari del 118, deve aspettare una trentina di minuti prima che qualcuno arrivi sul posto a soccorrere la vittima. Si intende che ciò comporta un problema serio e scoraggiante.

E gli Uffici Postali?

Pensioni da ritirare, bollette da pagare, posta da inviare… Come può un anziano, o chiunque non possegga un’autovettura, a dirigersi nei paesi vicini per completare tutte queste comuni operazioni? Da pensare anche alle scadenze imposte dalle società.

Tre sindaci incapaci di risollevare la situazione, e non che manchino i fondi per procurare al paese tutto quello di cui ha bisogno!

Morente, distrutto da coloro che lo gestiscono, Altipiani di Arcinazzo è divenuto ormai la “burla” del territorio; molti costretti ad andare via, altri che volontari hanno scelto di fuggire.

Beh, che dire…a “tenere in piedi il paese” adesso ci sono i migranti, che oltre a generare paura e dissapori tra i residenti, hanno fatto crollare anche il turismo e il valore degli immobili.

Non che sia colpa loro, ovviamente, ma si potrebbe ottenere veramente molto se qualcuno si preoccupasse di più per una località che un tempo donava solo pace e serenità.