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“Alberi per il futuro”, l’Italia si mobilita e pianta alberi

Il 18 novembre diverse città aderiranno al progetto “Alberi per il futuro”, piantando nuovi arbusti nel territorio per sottolineare l’importanza degli alberi.

Non è una questione di appartenenza politica, né di limitate iniziative territoriali per la riqualificazione del territorio. Si tratta di una faccenda di importanza nazionale, e, perché no, mondiale. Il mondo ha bisogno di alberi, per moltissime ragioni. Non solo le più scontate legate alla conservazione della biodiversità: gli alberi possono essere il mezzo per raggiungere innumerevoli benefici ambientali, sociali ed economici. Primo tra tutti, quello relativo all’inquinamento. Le piante, infatti, assorbono l’anidride carbonica tramite la fotosintesi clorofilliana e rilasciano ossigeno pulito. In più, le foglie degli alberi assorbono molecole inquinanti e polveri sottili, ripulendo l’aria da sostanze nocive invisibili. L’apporto delle piante alla pulizia dell’ambiente e alla mitigazione delle alterazioni climatiche causate dall’inquinamento è perciò fuor di dubbio, con il vantaggio ulteriore che gli alberi abbassano la temperatura dei centri urbani.

Ma non finisce qui: le fronde degli alberi sono una barriera naturale al rumore urbano, rappresentando così uno scudo dall’inquinamento sonoro. Anche le radici, immerse nel sottosuolo, hanno il considerevole vantaggio di regolare il deflusso delle acque, assestando il dissesto idrogeologico. Oltre agli evidenti vantaggi naturali e ambientali, la presenza del verde comporta notevoli miglioramenti della vita sociale. Avere spazi aperti e naturali a disposizione permette la creazione di spazi condivisi, in cui dimenticare la frenetica vita della città, e dedicarsi allo sport, al tempo libero, al relax e alla socializzazione.

Per questo è nato il progetto “Alberi per il futuro”, un’iniziativa senza bandiera che ha come unico obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza delle piante, dedicando un’intera giornata alla piantumazione di nuovi alberi. Quest’anno la giornata sarà domenica 18 novembre, giorno in cui moltissimi comuni aderiranno all’iniziativa, appoggiata dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, e pianteranno nuovi alberi per celebrare la Giornata Internazionale dell’Albero del 21 novembre. L’anno scorso sono stati piantati 23mila nuovi arbusti in 67 città italiane.

L’esempio di Anagni, il Comune che si prepara per il giorno degli “Alberi per il futuro”.

Nel Comune laziale di Anagni si stanno già preparando per trovare pubbliche in cui poter piantare nuovi alberi, in adesione all’iniziativa “Alberi per il futuro” in programma per il 18 novembre. Fernando Fioramonti, consigliere Comunale portavoce del Movimento 5 stelle Anagni, ha già proposto una mozione per individuare la dimora per nuovi alberi e arbusti, portando la questione all’Ordine del Giorno della prossima seduta del Consiglio. Nella mozione, Fioramonti sottolinea che l’iniziativa è promossa dal Ministero dell’Ambiente, per “favorire la forestazione urbana mettendo a dimora migliaia di alberi ed arbusti, contrastare i cambiamenti climatici, prevenire il dissesto idrogeologico, e migliorare la qualità della vita”.

Nel testo si ricorda anche che la Repubblica Italiana riconosce il 21 novembre come Giornata Internazionale dell’Albero, e che in base alla legge 14 gennaio 2013, n.10 riguardante Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, “le regioni, le province e i comuni, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e delle risorse disponibili, promuovono l’incremento degli spazi verdi urbani”. Per questo il Consigliere pentastellato di Anagni chiede che “il consiglio comunale impegni il Sindaco e la giunta

  • Ad aderire all’iniziativa “Alberi per il Futuro” promossa dal Ministero dell’Ambiente
  • Coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio di Anagni nell’iniziativa al fine di sensibilizzare anche le fasce più giovani
  • Adottare specifiche campagne informative per promuovere la cultura del verde e la conoscenza dell’ecosistema boschivo”.