Streaming
Sei in: Home > Edizione Nazionale > Aids, paziente guarito dal virus Hiv grazie a trapianto staminali: secondo caso al mondo

Aids, paziente guarito dal virus Hiv grazie a trapianto staminali: secondo caso al mondo

Virus azzerato a 18 mesi dal test

 

 

Un paziente, che resterà anonimo, sembrerebbe essere stato curato a Londra dal virus dell’Hiv. Si tratta del secondo caso di guarigione dall’Aids, da quando è esplosa la malattia. E’ stato possibile grazie al trapianto di cellule staminali che hanno azzerato il virus a 18 mesi dal test. La rivista scientifica Nature ha riportato il caso sottolineando che è troppo presto per parlare di ‘cura’. Questo tipo di trattamento è pericoloso e ha fallito in altri pazienti.

Il primo tentativo di questo tipo fu effettuato un paziente di Berlino circa dieci anni fa, Thimothy Ray Brown, al quale furono impiantate cellule staminali ematopoietiche da un donatore con due copie della mutazione Δ32 di CCR5. Il paziente era guarito ma allora la terapia si era rivelata così aggressiva da costringere a sospendere la sperimentazione su altri soggetti. Almeno fino ad oggi, infatti il paziente di Londra è rimasto in remissione per 18 mesi. I ricercatori britannici guidati da Ravindra Gupta, virologo all’University College London, avvertono che è ancora troppo presto per dire che è «guarito» dall’ Hiv.

L’uomo era sieropositivo dal 2003 e aveva iniziato nel 2012 la terapia antiretrovirale. Nello stesso anno gli era stato diagnosticato un linfoma di Hodgkin in stato avanzato. Così, oltre alla chemioterapia, nel 2016 ha avuto il trapianto di cellule staminali di un donatore, con una specifica mutazione genetica che le rendeva resistenti al virus dell’Hiv. Il trapianto ha così cambiato il sistema immunitario del paziente, dandogli la stessa resistenza all’Hiv del donatore. Molte forme di Hiv si servono del gene Ccr5, che viene utilizzato dal virus per entrare nelle cellule da infettare. Il donatore usato in questo caso aveva due copie di questo gene mutato, ed era quindi resistente al virus. I ricercatori hanno fatto sospendere la terapia antiretrovirale al paziente 16 mesi dopo il trapianto, e 18 mesi dopo non hanno traccia del virus nell’uomo. Un risultato che dimostra, secondo gli studiosi, come il primo caso di remissione, quello del cosidetto ‘paziente di Berlino’, non sia stato un’anomalia e offre nuovi elementi per lo sviluppo di una terapia di questo tipo.