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Affari tra clan e politica: bisogna prendere una posizione netta

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Il procuratore generale di Napoli Luigi Riello durante la presentazione dell’anno giudiziario ha parlato della relazione tra clan e politica.

Luigi Riello, procuratore generale di Napoli, durante la presentazione dell’anno giudiziario, alla presenza della Corte d’appello Giuseppe de Carolis di Prossedì, ha parlato dei rapporti tra la mala vita e la polizia.

“Dobbiamo prendere atto di una mutazione profonda nella criminalità organizzata che vede la commistione sotterranea tra criminalità, notabili, politici, imprenditori e liberi professionisti. Questi sono i fili che noi dobbiamo recidere. Il messaggio che dobbiamo lanciare è che fare affari non conviene e porta in galera”.

Secondo le statistiche, è diminuita la pendenza dei procedimenti del settore civile, ma sono aumentati quello che ricadono nel penale.

In particolare, nel penale si è passati da 44.668 a 44.777 processi pendenti. Anche de Carolis è intervenuto, spiegando come i casi pendenti siano aumentati: “Abbiamo 15 magistrati in meno e quindi immaginate quanto questo possa pesare”.

La situazione quindi è nettamente peggiorata. A questo punto sarebbe necessario integrare altri membri nell’organico per snellire il carico della giustizia.

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