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Abusivismo edilizio: arrestato dirigente comune nel Messinese

Gli indagati indagati avrebbero eseguito, in assenza del relativo permesso, interventi edilizi in una zona sottoposta a vincoli storici, artistici, archeologici, paesaggistici e ambientali

MESSINA – Con l’accusa di abuso d’ufficio, falsità ideologica e materiale e abusivismo edilizio aggravati i carabinieri hanno arrestato stamani il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Terme Vigliatore, nel Messinese. I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Barcellona Pozzo di Gotto su richiesta della locale Procura, guidata da Emanuele Crescenti.

I reati contestati sono stati commessi in concorso con il titolare di una ditta edile e il direttore dei lavori per “dare una parvenza di legittimità” a una complessa operazione immobiliare.

L’intero complesso immobiliare che si estende su una superficie pari a 1.500 metri quadri, per un valore stimato di tre milioni di euro, è stato posto sotto sequestro preventivo. Le indagini, scattate a gennaio 2018 e coordinate dal sostituto procuratore Matteo De Micheli, hanno permesso di documentare, spiegano gli investigatori dell’Arma “le condotte illecite e le responsabilità” a carico dell’arrestato e degli altri due indagati che avrebbero eseguito, in assenza del relativo permesso, interventi edilizi in una zona sottoposta a vincoli storici, artistici, archeologici, paesaggistici e ambientali. Gli accertamenti hanno permesso di scoprire come il proprietario del fabbricato, nonché titolare della ditta edile che ha eseguito i lavori, nel 2016 abbia acquistato all’asta un complesso residenziale di otto villette in contrada Pezze di Gala a Marchesana, frazione di Terme Vigliatore. Nel 2017 la stessa impresa ha avviato i lavori di ristrutturazione del vasto complesso residenziale presentando un progetto al Comune.

L’ingiusto vantaggio

Dopo aver ottenuto la concessione edilizia secondo il progetto depositato all’ufficio tecnico, il proprietario dello stabile, attraverso la sua ditta edile e d’intesa con il direttore dei lavori, ha ridotto a quattro le otto villette, demolendo le scale esterne di collegamento e realizzando opere murarie e scale interne. Dopo un esposto denuncia presentato dal precedente proprietario del complesso residenziale in cui venivano segnalate una serie di irregolarità nell’esecuzione dei lavori di ristrutturazione, il responsabile dell’ufficio tecnico ha rilasciato al proprietario dell’impresa edile e al direttore dei lavori una concessione edilizia in sanatoria illegittima e priva del nulla osta della Soprintendenza dei beni ambientali e culturali di Messina e del Genio Civile. “Il responsabile tecnico dell’Ente locale – dicono gli investigatori – ha procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale al titolare dell’impresa e al direttore dei lavori/progettista, consistito prima nel rilascio della concessione edilizia in sanatoria di natura illegittima e poi nell’omettere, a fronte di conclamati abusi edilizi da lui stesso riscontrati, di compiere i dovuti accertamenti e di adottare i conseguenziali provvedimenti sanzionatori amministrativi (ordine di sospensione dei lavori e di demolizione), nonché di segnalare tali abusi all’autorità giudiziaria e ai competenti uffici regionali”. Perquisizioni sono state effettuate nell’abitazione dell’arrestato e nell’ufficio tecnico del Comune, oltre che nella casa del titolare della ditta e nella società e nello studio del direttore dei lavori.