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A Milano iniziano le fughe da Lockdown: tanti si rifugiano in montagna

Milan, Italy - October 35, 2017: A view of the passenger platforms on central railway station.

Il lockdown, seppure “leggero”, imposto dal nuovo Dpcm del Governo per contenere i contagi da Covid-19, spinge i cittadini delle metropoli verso le seconde case. Milano non fa eccezione e i primi spostamenti si sono già verificati in occasione del weekend di Ognissanti. Mesi fa, code chilometriche furono registrate sulle strade statali, questa volta l’esodo sembra essere organizzato con maggiore cura e cautela. Nessuna frenesia, nessuna corsa. In tanti hanno già riattivato i servizi essenziali nelle loro abitazioni delle vacanze. Bormio e le Valli bergamasche nei giorni scorsi hanno ripreso vita, come se fosse estate o pieno inverno, quando si apre l’attività sciistica.

Qualcuno ha deciso di non ritornare a Milano, meglio non rischiare di rimanere imbottigliati in città, altri invece sono rientrati nelle loro abitazioni, ma nella seconda casa è tutto pronto per ospitarli in caso di emergenza. Le aree di villeggiatura della Lombardia sono comunque attrezzate per accogliere i “turisti” fuori stagione, quelli provenienti soprattutto dalle zone dove il Coronavirus fa i maggiori danni. In montagna ci si sente più sicuri, liberi di passeggiare all’aria aperta, senza l’assillo della distanza di sicurezza e i dispositivi di protezione individuale. E i sindaci si fregano le mani per il risvolto economico positivo conseguente all’ondata di turisti.

A quanto pare le richieste nelle ultime settimane sono tante, anche se i prezzi sono medio-alti. Chi si è già trasferito in montagna continua a lavorare in smart working e nelle ore di pausa si può dedicare alle passeggiate all’aria aperta, cosa che a Milano è praticamente impossibile. Ecco perché da quando il Covid-19 è entrato nelle vite degli italiani sembrano essere cambiate anche le abitudini, con tantissime persone che non attendono le vacanze natalizie per trasferirsi nei luoghi di villeggiatura.