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A Belgrado i funerali del patriarca ortodosso Irinej

 

Nella cattedrale ortodossa di San Sava a Belgrado è in corso la liturgia funebre in memoria del patriarca serbo Irinej, morto il 20 novembre all’età di 90 anni per le conseguenze del coronavirus. Nella grande chiesa, i cui lavori di rifacimento e abbellimento al suo interno sono stati completati da poco, per le misure di prevenzione sanitaria, è presente un numero limitato di persone, oltre ai religiosi impegnati nella celebrazione del rito funebre, le autorità politiche e militari, diplomatici, rappresentanti di altre fedi religiose, fra loro l’arcivescovo cattolico di belgrado Stanislav Hocevar.

Tutti con la mascherina e seduti alla dovuta distanza.
Sono presenti il presidente serbo Aleksandar Vucic, la premier Ana Brnabic, il presidente del parlamento Ivica Dacic, il leader serbo-bosniaco Milorad Dodik, numerosi ministri, le autorità cittadine della capitale. A presiedere la liturgia funebre è il metropolita Hrizostom, capo della chiesa ortodossa serba in Bosnia-Erzegovina che, in qualità di membro più anziano del sinodo, è stato designato facente funzioni di patriarca fino all’elezione del successore di Irinej, che dovrà avvenire entro tre mesi. All’esterno della Cattedrale di San Sava sono stati allestiti due schermi per consentire ai fedeli di seguire la celebrazione, al termine della quale Irinej sarà sepolto nella cripta della chiesa Da ieri pomeriggio, e per tutta la notte, i fedeli hanno potuto rendere omaggio alla salma del patriarca.
Il patriarca Irinej era risultato positivo al covid-19 a inizio novembre al suo ritorno dal Montenegro, dove con il presidente Vucic aveva presieduto i funerali del metropolita Amfilohije, capo della Chiesa ortodossa serba in Montenegro, morto a 82 anni anch’egli per le conseguenze del coronavirus.
Irinej era stato ricoverato il 4 novembre in un ospedale militare di Belgrado, dove le sue condizioni sono peggiorate ed è deceduto il 20 novembre.