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Attenti al #bullo: in aumento le vittime del cyberbullismo

Una ricerca condotta dall’Università di Firenze e da Skuola.net ha messo in luce il rapporto tra giovani italiani e i social network: il 40% degli intervistati ha dichiarato di trascorrere on line più di 5 ore al giorno. Whatsapp è il gigante degli scambi social fra gli adolescenti (80,7%), seguito da Facebook (76,8%) e Instagram (62,1%). I dati che fanno più riflettere sono quelli relativi all’hate speech, ovvero all’incitamento all’odio: 3 intervistati su 10 hanno messo un “like” ad un post che insultava o criticava aspramente un loro coetaneo; mentre 1 su 10 ha commentato con insulti o criticato aspramente un coetaneo sui social network. Quasi 3 ragazzi su 10 di persona non avrebbero usato le stesse parole. Se incontrassero qualcuno che insulta un coetaneo, il 14% dei ragazzi non farebbe nulla pensando di non essere riguardato dalla cosa.
Da quando il fenomeno è emerso sono state numerose le reti di sostegno nate per contrastare questo effetto negativo di internet: dalle campagne di NoHateSpeech fino all’istituzione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola, promossa dal Ministero dell’Istruzione nell’ambito del Safer Internet Day 2017 (Giornata mondiale per la sicurezza in Rete). Istituita e promossa dalla Commissione Europea e giunta quest’anno alla XIV edizione, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, è stata celebra in oltre 100 Paesi, per invitare i giovani alla riflessione sull’uso consapevole della rete, ma anche su come rendere internet un luogo sicuro, sviluppandone le potenzialità.

Il fenomeno del cyberbullismo amplifica un vero e proprio dramma che riguarda i giovani: il bullismo tra i banchi di scuola. Il bullo, grazie alla potenza della rete, riesce a raggiungere la sua vittima praticamente ovunque e in qualsiasi momento della giornata.

Tra i quesiti somministrati dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, nell’anno scolastico 2014-2015, alcuni miravano a indagare la diffusione del bullismo tra i banchi di scuola. Si chiedeva agli studenti con quale frequenza capitasse loro di subire comportamenti aggressivi, come insulti, esclusione, violenza fisica ecc. Il 19,3% degli alunni di quinta elementare ha dichiarato di non aver mai subito questo tipo di comportamenti. Sono, invece, il 59% quelli che lo subiscono ogni tanto. Percentuali che si riducono di poco quando riguardano studenti del secondo anno delle scuole superiori: il 48% ha dichiarato di aver subito ogni tanto atti di bullismo, di cui il 12% con cadenza settimanale o giornaliera. Un fenomeno che, secondo i dati di Telefono Azzurro, coinvolge quasi ugualmente ragazzi (52%) e ragazze (48%), mentre vittime di cyberbullismo sarebbero prevalentemente le seconde (70%).

Se si considera che gli adolescenti italiani navigano, in media 2 ore e mezza al giorno e 3 ore e 40 minuti nei fine settimana, si può avere un’idea di quanto la rete possa divenire la tana di un lupo e rivelarsi anche fatale, come i casi di cronaca mostrano quasi ogni giorno: una vittima di cyberbullismo su dieci tenta il suicidio.

Intanto il 3 febbraio 2017 è stato assegnato alla Camera dei Deputati, dove non è ancora iniziato l’esame, il disegno di legge per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. Un iter parlamentare iniziato nel 2014 e giunto ormai alla quarta lettura, che si spera giunga presto a conclusione.

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