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sabato 28 Maggio 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

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Agente penitenziario aggredito da un detenuto a Rebibbia

Il carcere di Rebibbia torna al centro delle cronache.
Spiega Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, ha infatti diffuso la seguente notizia: “Questa mattina verso le 8.40, un detenuto italiano – M.M. – ristretto nella Casa di Reclusione di Roma Rebibbia, si è improvvisamente scagliato, senza alcuna ragione, contro uno degli Agenti di servizio con calci e pugni. Il personale di Polizia è intervenuto prontamente bloccandolo, ma un poliziotto penitenziario è stato inviato al Pronto Soccorso per le lesioni subite. Una aggressione violenta ingiusta ed ingiustificata, che deve essere stigmatizzata e condannata senza alcun indugio e che merita adeguati provvedimenti disciplinari e penali. Solidarietà al poliziotto penitenziario ferito dal SAPPE”.
Anche da Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro svolto dalla polizia penitenziaria “E’ solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. Queste aggressioni sono inaccettabili e vanno condannate con fermezza. Contiamo ogni giorno gravi eventi critici nelle carceri italiane, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria. Ogni 9 giorni un detenuto si uccide in cella mentre ogni 24 ore ci sono in media 23 atti di autolesionismo e 3 suicidi in cella sventati dalle donne e dagli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria. Aggressioni risse, rivolte e incendi sono all’ordine del giorno e i dati sulle presenze in carcere ci dicono che il numero delle presenze di detenuti in carcere è in sensibile aumento. Ed il Corpo di Polizia Penitenziaria, che sta a contatto con i detenuti 24 ore al giorno, ha carenze di organico pari ad oltre 7.000 Agenti …”.
“Da quando sono stati introdotti nelle carceri vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto sono decuplicati eventi gli eventi critici in carcere”, concludono i sindacalisti del SAPPE. “Se è vero che il 95% dei detenuti sta fuori dalle celle tra le 8 e le 10 ore al giorno, è altrettanto vero che non tutti sono impegnati in attività lavorative e che anzi trascorrono il giorno a non far nulla. Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto. Nell’anno 2016 ci sono infatti stati 39 suicidi di detenuti, 1.011 tentati suicidi, 8.586 atti di autolesionismo, 6.552 colluttazioni e 949 ferimenti. A Massa abbiamo registrato 24 atti di autolesionismo, 3 tentati suicidi sventati dalla Polizia Penitenziaria e 15 colluttazioni. E questo deve fare capire in quali condizioni sono costretti a lavorare i poliziotti penitenziari di Rebibbia, spesso vittime loro stessi della follia delinquenziale di certi detenuti”.

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