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martedì 24 Maggio 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

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Pertosse: malati due gemelli, condizioni gravi ma stabili.Il primario «Più vaccini in gravidanza»

BOLOGNA – Rimane riservata la prognosi dei due gemellini ricoverati dai primi giorni di gennaio, secondo il bollettino sanitario emesso dal Sant'Orsola di Bologna venerdì; le condizioni, gravi, rimangono stabili. Il maschietto è attualmente in circolazione extracorporea nel reparto di Rianimazione diretto da Guido Frascaroli al Polo cardio-toraco- vascolare; si attende che gli antibiotici facciano effetto. La femminuccia è ricoverata in Rianimazione pediatrica diretta da Fabio Caramelli al Gozzadini, respira autonomamente.«Non diciamo mai abbastanza quanto è fondamentale vaccinarsi — spiega Giacomo Faldella, direttore del dipartimento Materno-infantile e della Neonatologia del Sant’Orsola —. La Regione bene ha fatto a introdurre l’obbligo vaccinale nei nidi e nei servizi per l’infanzia, ma farebbe altrettanto bene a informare le gestanti sull’importanza di vaccinarsi contro la pertosse all’inizio del terzo trimestre, così da dare una copertura al neonato nei primi mesi di vita».I bambini avrebbero contratto il batterio durante le feste di Natale, dopo essere nati prematuri il 31 ottobre a Milano.Per un paio di settimane sono rimasti ricoverati presso la clinica Mangiagalli di Milano;poi, viste le migliori condizioni di salute, hanno partecipato alla cena di Natale e lì probabilmente si sono ammalati.Dopo tre giorni sono stati ricoverati presso l'ospedale del paese, per problemi che diventati più seri nei giorni a seguire, hanno reso necessario il trasferimento  alla Terapia intensiva neonatale di Parma diretta da Cinzia Magnani.Gli esami del muco hanno poi riscontrato che si trattava di pertosse.La bambina è stata ricoverata per prima, il 3 gennaio, al Sant'Orsola e il maschietto il giorno dopo.Continua tuttora la loro lotta per la sopravvivenza.Il primario: «Si pensa che certe malattie siano scomparse, e in alcuni casi lo sono grazie ai vaccini. Però bisogna stare attenti, perché i batteri tornano alla carica. Anche i pediatri di fronte a un quadro respiratorio compromesso devono pensare che possa essere pertosse: è una malattia che, se non si cerca, non si trova. Ci sono esami specifici da fare, ad esempio cercare i globuli bianchi nel sangue: se sono particolarmente alti è un campanello d’allarme. E poi le mamme devono essere informate che se si vaccinano in gravidanza possono proteggere il figlio per alcuni mesi alla nascita. Inoltre se si usa un po’ di prudenza con i neonati, evitando di tenerli in ambienti affollati d’inverno, è meglio. Infine pensiamo che la tosse per un adulto è un fastidio, ma è anche un veicolo di germi: quindi evitiamo di tossire in faccia a un bambino piccolo. E bisogna vaccinarsi. In Inghilterra, di fronte a un incremento di pertosse nei neonati ai primi mesi di vita hanno deciso di vaccinare le gestanti al terzo mese di gravidanza. Anche qui la Regione potrebbe fare una campagna per dire alle mamme che partoriranno in inverno di fare la vaccinazione antinfluenzale e antipertosse alla fine del secondo trimestre».

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