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sabato 28 Maggio 2022

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Il nuovo volto del centro antico di Napoli

Il centro antico di Napoli, tra via Francesco De Sanctis e via Raimondo di Sangro, ha un nuovo volto grazie all'adozione del Museo Cappella Sansevero. 
Il tutto è stato reso possibile da un inziativa dell'amministrazione comunale denominata “Adotta una strada” attraverso la quale i privati possono risanare e riqualificare un'area pubblica stipulando una convenzione con il Comune.
La riqualificazione e l'istituzione dell'area pedonale nella zona limitrofa al Museo consentirà alle migliaia di visitatori della Cappella Sansevero e del centro antico di godere di spazi sicuri ed addirittura moderni.
L'area è stata infatti dotata non solo di un nuovo arredo urbano con nuova illuminazione, fioriere e contenitori per la raccolta differenziata in acciaio corten sistemati lungo tutta via De Sanctisma, ma anche di eleganti e moderne panchine dotate di prese di corrente e attacco per usb per ricaricare cellulari ed altri dispositivi.
Il progetto ha compreso anche la risistemazione del manto stradale in basolato di pietra lavica.
“Per Napoli – ha detto Carmine Masucci, amministratore della Cappella Sansevero – vedo un grande futuro. Sono convinto che tra dieci anni potremo guardare dall'alto, dal punto di vista economico, molte regioni del Nord grazie al nostro immenso patrimonio”.
La convenzione stipulata con il Comune prevede che per tre anni la manutenzione dell'area, la pulizia i consumi di energia elettrica dell'illuminazione, la cura delle fioriere saranno a carico del Museo Cappella Sansevero che auspica «di poter contare sulla collaborazione dei cittadini per assicurare il rispetto dei luoghi con l'obiettivo di conservare il patrimonio comune».
Il progetto non ha mancato di scatenare le polemiche dei residenti relativamente alla pedonalizzazione della strada. Il problema riguarda una decina di civici e quattro esercizi commerciali, e un numero di famiglie superiore a 150.
Ciro Gentile, consigliere della II Municipalità e residente in uno degli edifici coinvolti nella pedonalizzazione, insiste: “Adottare una strada non significa privatizzarla. Bisognava coinvolgere i cittadini. Ecco, abbiamo una petizione che consegneremo al sindaco de Magistris e porteremo, in forma di esposto, alla Procura della Repubblica”.
La pedonalizzazione delle strade attorno alla Cappella, via Francesco De Sanctis e via Raimondo de Sangro, è tutelata con dissuasori mobili, che si abbassano con un telecomando che però non è stato fornito ai residenti.
“Garantiamo che ci sarà sempre un dipendente del museo pronto ad abbassare i pilomat in caso di necessità” afferma l’avvocato Carmine Masucci, amministratore del complesso monumentale.
Una rassicurazione che non convince però gli abitanti delle strade coinvolte.

 

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