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60° anniversario della Rivoluzione in #Ungheria: 7 novembre evento a palazzo Doria Spinola

GENOVA- La Rivoluzione ungherese del 1956 fu una sollevazione armata di spirito anti sovietico scaturita nell'allora Ungheria socialista che durò dal 23 ottobre al 10 – 11 novembre 1956. Venne alla fine duramente repressa dall'intervento armato delle truppe sovietiche del maresciallo Ivan Stepanovič Konev. Morirono circa 2.700 Ungheresi di entrambe le parti, ovvero pro e contro la rivoluzione, e 720 soldati sovietici. La rivoluzione portò a una significativa caduta del sostegno alle idee del bolscevismo nelle nazioni occidentali.
Lunedì 7 Novembre 2016, ore 17.00, nel Salone del Consiglio Metropolitano di Palazzo Doria Spinola si terrà la “Commemorazione in onore del 60° Anniversario della Rivoluzione del 1956 in Ungheria”. L’iniziativa, verrà presentata da Pietro Bellantone, Presidente delle Associazioni, da Judit Timaffy, Console Generale di Ungheria – Milano e da Giuseppe Michele Giacomini, Console Onorario di Ungheria in Genova. Interverranno Autorità Locali per un indirizzo di saluto.
Durante la manifestazione sarà inaugurata una mostra fotografica commemorativa nel Loggiato Superiore del Palazzo, che proseguirà sino a venerdì 18 novembre.
Occorre riconoscere l’anno 1956 come fondamentale spartiacque del ‘900, soprattutto per la storia del Comunismo internazionale. È stato l’anno “choc” sia per il 20° Congresso del PCUS che ha demolito la figura politica di Stalin, sia per l’Insurrezione Ungherese dell’ottobre/novembre che ha distrutto il mito dell’Internazionalismo Socialista evidenziando invece il ruolo dell’imperialismo russo. Il 23 ottobre di ogni anno, dopo il 1989, è stato dichiarato “Festa Nazionale” del popolo ungherese che ha combattuto per la libertà e l’indipendenza della Nazione magiara. Il 60° Anniversario della Rivoluzione del 1956 in Ungheria ha innescato, anche in Italia, radicali cambiamenti geopolitici nell’Occidente favoriti o imposti anche dalla crisi di Suez e dalla crescente colonizzazione e indipendenza politica dei Paesi Arabi Mediterranei e Mediorientali. La cronaca dei fatti di allora e la recente apertura di archivi, già secretati, consente finalmente di capire la Storia non manipolata del tempo, utile anche per il futuro“.Questo il commento di Erminio Raiteri, dell’Accademia dei Dialoganti di Budapest.

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