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mercoledì 25 Maggio 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

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Intervista al cantautore Antonio Clemente: un viaggio alla scoperta delle sue #Canzoninelcassetto

C’è chi nel cassetto ci tiene i sogni che vorrebbe realizzare e chi lo apre lasciando uscire canzoni scritte in momenti diversi e significativi della propria esistenza, per chiudere simbolicamente un percorso.
Questo è il punto di partenza dal quale nasce “Canzoni nel cassetto”, l’ultimo album del cantautore Antonio Clemente, uscito nell’aprile del 2016.
Dal cassetto l’artista ha tirato fuori vecchie canzoni alle quali ha deciso di dare nuova vita, ricordi d’infanzia, il legame con la sua terra d’origine, la Sicilia, per realizzare un progetto musicale nato da un’operazione un po’ nostalgica come racconta lui stesso “ verso la fine del 2012, dopo aver completato il mio penultimo album “Davvero”, per varie circostanze ho dovuto lasciare Genova per far ritorno in Sicilia, mia terra natìa, dove ho aperto un’attività commerciale insieme a mia moglie per cui, per tre anni circa, ho trascurato quasi del tutto la musica pensando a qualcosa di più concreto per andare avanti. Durante questo periodo mi è capitato di ritrovare dentro un cassetto di una vecchia scrivania delle mie vecchie musicassette dove avevo registrato su nastro alcune tra le prime canzoni che scrissi tra i 20 e i 25 anni (adesso ne ho 34) e le ho trovate in qualche modo attuali, pure, semplici ma efficaci. Decisi cosi di selezionarne 14 per farne un disco che chiudesse in qualche modo un cerchio col mio passato, sia per avere una scusa per riprendere in mano il progetto musicale che comunque avevo abbandonato a malincuore, sia perché mi sembrava un peccato lasciare quelle canzoni dentro quel cassetto”.
I 13 brani che compongono l’album sono idealmente legati da una profonda ricerca della semplicità e dell’essenzialità nella vita e una tematica ricorrente è quella del sogno, parola che risuona chiaramente nel titolo scelto per l’album: I sogni nel cassetto per il cantautore diventano canzoni che gli permettono di guardare oltre una realtà spesso sterile e squallida, proprio come si fa quando si sogna.
In tutto il lavoro e in particolare nel brano “Veni L’Estati”, in dialetto, si percepisce molto chiaramente il tentativo di far emergere il rapporto sia “genetico” che “spirituale” che lega Antonio Clemente e la Sicilia sua terra d’origine: ” Lì ho la mia famiglia, alcuni tra i miei migliori amici e i miei migliori ricordi d’infanzia e di adolescenza. Se in Sicilia ci sei nato tutto ciò è inevitabile. Vivo a Genova dal 2008, con un intervallo di 3 anni, dal 2012 al 2015, periodo in cui ero tornato a vivere in Sicilia, prima di ritornare a Genova. Purtroppo o per fortuna però, a causa della mia inquietudine e del mio spirito fragile e ribelle questo legame si è spesso rivelato conflittuale. Quando vai in vacanza in Sicilia vedi solo le cose belle, ma quando ci devi vivere devi scendere un po’ a compromessi con una realtà complessa, radicata e, a mio avviso, immutabile. E se non sei abbastanza forte e motivato rischi di fare del male solo a te stesso. Questo è il motivo per cui, mio malgrado, preferisco tornare in Sicilia solo in vacanza” racconta.
In “ canzoni nel cassetto” si percepisce anche l’influenza dei cantautori della scuola genovese con i quali l’artista è entrato in contatto nel periodo dell’adolescenza, quando studiava all’accademia di belle arti di Palermo, periodo del suo primo approccio alla chitarra e alla scrittura della proprie canzoni: “De Andrè sicuramente è il cantautore che più mi ha influenzato, ma amo molto anche Luigi Tenco.Per quanto riguarda Il dialetto genovese, faccio fatica a capirlo. Lo conosco un po’ tramite le canzoni di Faber, ma non ho intenzione di fare canzoni in genovese, almeno per il momento. Sarebbe quantomeno poco rispettoso per la lingua genovese stessa”.
Antonio Clemente non è solo un musicista ma un artista capace di coniugare tante forme artistiche diverse per dare vita ad un progetto originale e assolutamente inedito. Nasce infatti come pittore e disegnatore di fumetti e a 16 anni ha iniziato a dipingere, innamorandosi della pittura di Van Gogh. A scrivere canzoni inizierà ben più tardi, intorno ai 20 anni e inizialmente erano attività separate che poi con la maturità è riuscito ad avvicinare per incanalarle nel raggiungimento di un unico obiettivo che è quello di raccontare delle storie, esprimere e suggerire emozioni, pur rimanendo su due binari diversi.
Abbiamo chiesto quindi direttamente a lui chi è Antonio Clemente: “Antonio Clemente è un individuo che sente profondamente il bisogno di condividere attraverso l’arte ciò che sente, nel tentativo di emozionare anche gli altri. Credo sia tutto qui lo scopo della musica e dell’arte in genere, forse in definitiva quello della vita stessa. Ho sempre ascoltato musica, fin da ragazzino. Il mio primo impatto con la musica suonata c’è stato intorno a 23 anni, quando entrai a far parte come cantante di una band con alcuni amici, a Castelvetrano, in Sicilia. La band si chiamava “La Combriccola” e facevamo rock italiano più qualche mio brano inedito. Le mie prime influenze erano grossomodo i gruppi rock, e i cantautori italiani e americani degli anni ‘70. In generale però non ho mai disdegnato tutta la buona musica di qualunque genere. Ho sempre ascoltato di tutto e credo che la buona musica sia solo quella che ti emoziona. Non esiste un metro di giudizio oggettivo e assoluto. Ognuno ascolta la musica che in qualche modo lo rappresenta di più”.
Venerdi 18 novembre, il cantautore sarà a LaClaque di Genova per presentare “Canzoni nel cassetto”, più altri brani del suo repertorio. Per l'occasione sarà accompagnato dalla band, al gran completo: Giovanni Sanguineti al basso, Davide Bertoletti alla batteria, Fabrizio Zingaro alle tastiere e Alice Nappi al violino e ovviamente Antonio Clemente alla chitarra e alla voce.
Ascoltate “Canzoni nel cassetto” perché è un disco autentico e genuino. Fatto col cuore e senza tanti fronzoli. Mi sembra un buon motivo in un’epoca piena di artifici ed effetti speciali” questo il messaggio di Antonio Clemente ai lettori.

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