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lunedì 23 Maggio 2022

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Tribunale civile di Roma interviene a tutela dei minori: mettere in cattiva luce l'altro genitore davanti ai figli può costare molto caro

''Giudico positivamente la sentenza del tribunale civile di Roma che ha
condannato la madre di un bambino al pagamento di una multa per aver parlato male dell'ex marito e padre dello stesso minore. L'interesse supremo del minore va sempre tutelato. Il coniuge separato, in presenza di figli, è prima di ogni cosa genitore e deve salvaguardare la serenità e il diritto alla bigenitorialità del proprio figlio. Escludendo ovviamente casi di allontanamento, se entrambi i genitori mantengono la patria potestà, è evidente che bisogna lasciare ad entrambi la possibilità di tutelare il rapporto con i figli e di intervenire nella loro educazione , anche in caso di separazione o divorzio. La separazione costituisce già di per sé un evento traumatico: amplificarlo con la denigrazione dell'ex partner da parte di uno dei due genitori è inammissibile“. Queste le parole di Paola Ferrari Portavoce dell'Osservatorio Nazionale bullismo e doping in merito alla sentenza del Tribunale civile di Roma che ha condannato a 30 mila euro di multa una mamma che ha parlato male al figlio del proprio padre.
Purtroppo sono tante le persone che di fonte ad una storia finita male si dimenticano di essere soprattutto dei genitori oltre che un ex marito e una ex moglie pieni di rancore. Le ripicche, i mezzucci e le vendette, inutili in ogni caso, bisognerebbe lasciarle da parte a maggior ragione se in mezzo a tutto questo si trova un bambino sensibile e vulnerabile. Accettare la separazione dei genitori, come ribadito anche da Paola Ferrari, è già di per sé qualcosa di molto difficile per un figlio, perché rappresenta la rottura di un equilibrio, viene a mancare la certezza della famiglia unita nella quale rifugiarsi . I figli di genitori separati si trovano all'improvviso ad avere due case, la settimana si divide a metà, 4 giorni da mamma, 3 da papà e così via. Poi magari arrivano i nuovi compagni, dei fratellastri. È davvero inammissibile che oltre a tutto questo i figli debbano subire delle lavate di testa, opere di convincimento che rasentano la violenza psicologica per essere trascinati da una parte o dall'altra. Un figlio non è un trofeo da contendersi, non deve scegliere, se è finita tra i suoi genitori non deve pagarne lui le conseguenze. Cosa si vuole ottenere cercando di portare il proprio figlio dalla propria parte screditando ai suoi occhi l'altro genitore? Ammesso che riesca nel suo intento, quella persona avrà fallito due volte, come moglie/marito e come madre/padre.

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