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domenica 29 Maggio 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

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Addio a Dario Fo, una vita al servizio dell'arte e dell'impegno sociopolitico

Si è spento all'alba di questa mattina all’età di 90 anni il grande drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore ma anche pittore, scenografo e illustratore Dario Fo.
Da una dozzina di giorni era ricoverato  all’ Ospedale Sacco di Milano dove è mancato a causa di complicaizoni respiratorie.
Nato il 24 marzo 1926 in un paesino del lago maggiore, figlio di un capostazione, Dario Fo ha scritto un capitolo importantisismo della storia del teatro e della commedia all’italiana vecchio stampo. Il suo modo di approcciarsi al teatro a 360 gradi lo ha sempre distinto e reso unico. Dario Fo non si limitava a recitare ma della sua compagnia curava anche la regia, la scrittura del testo, la scenografia, i costumi e tutti gli aspetti tecnici. 
Quello che è considerato uno dei suoi più grandi successi in assoluto,  Mistero buffo, va in scena per la prima volta il 1º ottobre 1969, a La Spezia. Caratterizzato da un linguaggio che mescolava vari dialetti della Pianura padana, Mistero buffo è uno dei massimi esempi di “teatro di narrazione”.
Dallo spirito dissacrante e libero che lo ha portato a scrivere diversi testi satirici, Dario Fo è stato anche un grande uomo di politica, attivista di sinistra. Insieme alla moglie, l' attrice Franca Rame aderì al Soccorso Rosso Militante, ovvero una struttura organizzativa italiana nata  negli anni di piombo con il principale scopo di fornire assistenza legale ai militanti della sinistra extraparlamentare nelle carceri italiane.
Già candidato nel 1975, nel 1997 riceve il Premio Nobel per la letteratura.
Dopo il nobel, nel 1999 arriva anche la laurea honoris causa conferita a Fo e Franca Rame dall'Università di Wolverhampton. Questa sarà solo la prima, infatti Dario Fo riceverà poi nel 2005 la seconda laurea ad honorem dalla Sorbona di Parigi e nel 2006 la terza dalla Sapienza di Roma.
Del suo modo di fare e concepire il teatro diceva: “In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta. Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste. Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa“.

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