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Marò – Maietta fra i promotori della commissione d'inchiesta sul caso

Roma – La vicenda dei marò resta al centro delle attenzioni del governo e dell'attività parlamentare. Le istituzioni del nostro Paese ormai da mesi si mobilitano per ottenere il rientro di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone dall'India. L'opinione pubblica è d'altronde tempestata quotidianamente di notizie relative alla diatriba in atto fra i due Stati. In pochi però sono al corrente di una proposta di legge che se dovesse passare potrebbe scatenare non poche polemiche fra Parlamento e Governo. E' stata infatti depositata la proposta di istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla condotta delle autorità nazionali nella vicenda relativa ai due fucilieri di marina. Fra i primi (e per ora pochi) firmatari della proposta di legge c'è l'on.Pasquale Maietta. Con lui ci sono anche Edmondo Cirielli, Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Fabio Rampelli e Giancarlo Galan. In pratica Maietta &C. chiedono che si indaghi sui 'segreti nascosti' di una vicenda in effetti apparsa poco chiara sin dal febbraio 2012. Probabilmnte per la reale istituzione della commissione si aspetterà l'epilogo positivo della controversia. Sui tempi però regna un'estrema incertezza. Il process deve ancora tenersi e si attende di conoscere le accuse rivolteai fucilieri.
Il tribunale speciale di New Delhi, cui la polizia indiana Nia ha chiesto di assumere la tutela dei marò in attesa del processo, ha rinviato l'esame della questione al 31 marzo prossimo dopo aver constatato che la Corte Suprema sta discutendo un ricorso della difesa di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone contro l'utilizzazione della legge anti-pirateria (Sua Act) e della stessa Nia. Da un lato la Nia ha sostenuto che secondo quanto disposto l'anno scorso dalla Corte Suprema, una volta costituito un tribunale speciale i due Fucilieri di Marina dovevano essere messi sotto la sua tutela.
Ciò detto appare molto velleitaria la richiesta di istituire una commissione parlamentare che indaghi su un caso ormai internazionale. Il rischio concreto è che potrebbe essere il prossimo Parlamento a doversene occupare.

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