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Si apre il “toto-pontefice”

Un periodo in cui si accavallano molte elezioni. Mentre i cittadini italiani sono chiamati a votare il nuovo governo, i cardinali si riuniscono per eleggere il nuovo pontefice, vescovo di Roma nonché capo dello Stato del Vaticano. Il 28 febbraio prossimo Benedetto XVI non sarà più papa, la carica andrà a decadere ufficialmente. Oggi scegliere un papa è soprattutto una questione politica. Molti dicono che da tempo, all’interno delle spesse mura vaticane, il successore di Joseph Ratzinger sia già stato scelto e che per questo il conclave dei 120 cardinali elettori sarà molto breve. Nel frattempo sarà il Gran Camerlengo Tarcisio Bertone a reggere il pontificato.
Le profezie si sprecano, le ipotesi anche, ma facendo finta che non esista al momento un successore designato, chi potrebbe essere eletto nuovo pontefice? Chi sono i nomi più accreditati?
Nell’elenco dei soli cardinali elettori, quindi con meno di ottant’anni, qualsiasi fra lor potrebbe accedere al soglio pontificio, ma di certo esistono delicatissimi equilibri e probabilmente, dal momento che la giustificazione ufficiale di Benedetto XVI sono stati i motivi di salute, si dovrebbe essere orientato verso un papa più giovane e saldo.
Uno dei nomi più accreditati sarebbe quello di Peter Kodwo Appiah Turkson, ma sarebbe forse un paso troppo azzardato e chissà se la Chiesa e la Cristianità potrebbe essere pronto per vedere apparire dal balcone della Basilica di San Pietro un papa nero. Il cardinale Turkson arriva dal Ghana, ha 65 anni, è stato ordinato da Giovanni Paolo II. Dopo un afroamericano alla Casa Bianca, sarebbe un notevole passo avanti anche per la monolitica tradizione cattolica quella di avere un papa che possa smuovere certi macigni ancora ancorati a vecchi dogmi ormai anacronistici.
In lizza c’è anche il segretario di Stato e Camerlengo, Tarcisio Bertone, uomo molto potente e molto favorito, come anche il cardinale Dionigi Tettamanzi. E c’è anche ci ha fatto il nome di Carlo Maria Martini.
Altro nome, Peter Erdo, dall’Ungheria. Sarebbe un altro papa vento dall’Est, 61 anni, anch’egli nominato da papa Wojtyla e due volte presidente della Conferenza Episcopale Europea.
Odilo Pedro Scherer viene dal Brasile, ha 64 anni ed è stato nominato da benedetto XVI. Di origini tedesche e, secondo molti, maturo per essere il primo papa extraeuropeo.
Il cardinale Jean Pierre Bernard Richard, francese, ha 69 anni, nominato da Benedetto XVI, ma pare non essere in vetta alla top-five.
Un altro cardinale di colore, quotato per l’elezione al pontificato, è Francis Arinze, dalla Nigeria. Ha passato gli 80 anni, non è fra i cardinali elettori, ma sembra essere molto favorito, nonostante il fatto che il conclave potrebbe orientarsi verso una persona comunque più giovane.
Altri nomi, fra i cardinali elettori, sono quelli del guineiano Robert Sarah, 68 anni; Polycarp Pengo, dalla Tanzania, 69 anni; John Olorunfemi Onaiyekan, dalla Nigeria, 70 anni; John Njue, dal Kenya, 69 anni; Wilfrid Fox Napier, sudafricano di 72 anni; Gabriel Zubeir Wako, sudanese di 72 anni; Laurent Monsengwo Pasinya, dal Congo, 74 anni; Theodore Adrien Sarr, dal Senegal, 77 anni; Anthony Olobumni Okogie, dalla Nigeria, 74 anni. Una rosa di cardinali che sono favoriti dalle capacità e dall’età, comunque candidati ma che difficilmente potranno vestire gli abiti pontifici.
In corsa anche Angelo Scola, molto favorito dai pronostici, 72 anni; il canadese Marc Ouellet, 69 anni; l’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, 70 anni, presidente della Conferenza Episcopale Italiana; Luis Antonio Tagle, cardinale filippino, 55 anni, forse troppo giovane ma favorito per il fatto di rappresentare un’apertura della Chiesa ai cattolici dell’Oriente; il cardinale austriaco Cristoph Schoenborn, 68 anni, riformista e innovatore; l’americano Timothy Michael Dolan, 63 anni.
Nulla vieta di pensare che il nuovo papa comunque potrebbe risultare uno non compresi nell’elenco. E’ d’altra parte probabile che la scelta sia orientata verso un cardinale extraeuropeo dato che non c’è mai stato e che ormai buona parte dei cattolici vive fuori dall’Europa. Sarebbe un notevole rinnovamento coerente con la natura universale della Chiesa. Anche lo stesso Ratzinger si è espresso per una scelta del genere. Staremo a vedere…