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venerdì 30 Settembre 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

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Roma – Caso Lusi: fondi pubblici per il 60% ai popolari, 40% ai rutelliani

Roma – La spartizione. I finanziamenti pubblici della Margherita sarebbero stati di fatto divisi tra le due correnti principali. il sessanta per cento dei rimborsi elettorali destinati alla Margherita andava ai popolari e il quaranta ai rutelliani. 
L’ha spiegata così, l’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, la gestione dei finanziamenti elettorali ricevuti dopo la decisione di confluire nel Partito democratico. Un lungo racconto, fatto nelle sei ore di interrogatorio dell’altro pomeriggio negli uffici della procura di Roma. 
L’intesa coinvolgeva le principali correnti del partito ma, a detta di Lusi, escludeva le altre anime. E pure tra chi era d’accordo il patto ha preso ad incrinarsi quasi subito: “Per un anno tutto è andato bene, mentre dal 2009 ho dovuto annotare tutto quello che usciva perché i popolari non sapevano quanto avesse Rutelli che ritengo prendesse di più”. 
A Lusi sarebbe stato dato mandato perché investisse i fondi del partito che non rientravano nelle spese ripartite tra correnti. A suo dire spettava a lui decidere quanto e come spendere e far fruttare e dunque i vertici non sapevano il dettaglio degli appartamenti comprati, dalla villa di Genzano all’appartamento in pieno centro a Roma: “Ero il fiduciario della Margherita e per fare queste operazioni ho creato le società Luigia e Ttt che poi sono servite per comprare le case. Era sottinteso che, finita la liquidità del partito, questi impieghi sarebbero stati dismessi, liquidati a vantaggio e nell'interesse della Margherita”.