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mercoledì 5 Ottobre 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

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As Roma: Edoardo Longarini story, fra scalate e scandali

Roma – Ecco un breve curriculum vitae di Edoardo Longarini, il costruttore interessato ad acquisire il 20% della Roma calcio. Originario di Tolentino, dopo esseri diplomato in ragioneria, iniziò l'attività di imprenditore nel 1956 e sempre in quegli anni fece il suo ingresso in politica come segretario della Democrazia Cristiana di Falconara.
Negli anni settanta ha fondato la «Adriatica Costruzioni», società con la quale nei vent'anni successivi ha ottenuto la quasi totalità degli appalti pubblici nel capoluogo marchigiano, per un totale di oltre 2 000 miliardi di lire. Questo avveniva grazie a una legge del 1929 sul «piano di ricostruzione post-bellica», che in seguito al terremoto che nel 1972 colpì Ancona venne ripescata e modificata per consentire l'assegnazione diretta dei lavori pubblici a un concessionario (ovvero la Adriatica Costruzioni) senza indire alcuna gara d'appalto. In questo periodo Longarini, che per i suoi metodi spicci e poco raffinati si era guadagnato il soprannome di “Al Cafone”, divenne presidente dell'Ancona Calcio guidandolo per la prima volta in serie A e alla finale della Coppa Italia 1993-1994.
Con l'avvento di Tangentopoli venne coinvolto in un numerose inchieste che si conclusero con una condanna in primo grado a 10 anni per truffa aggravata ai danni dello Stato, di cui Longarini ne ha scontati solo due. Nel 1997 la pena è stata ridotta in appello a 3 anni e otto mesi, ma tale riduzione è stata annullata dalla cassazione per «insormontabili carenze e contraddizioni». Il processo è stato poi trasferito a Perugia dove Longarini è ancora in attesa di giudizio definitivo.
Nel 1999 acquisisce la Lodigiani Calcio, terzo storico club calcistico di Roma, e, assieme ad esso, il Centro Sportivo, con annesso hotel a 4 stelle, “La Borghesiana”, di cui ancora oggi è proprietario. La gestione calcistica di Longarini è disastrosa, e in appena 3 anni fa retrocedere per ben due volte la Lodigiani, prima di cederla, nell'estate 2003, al gruppo Cisco.
Nel 2005 è tornato nel mondo del calcio rilevando la Ternana Calcio, in serie B. Alla guida della compagine umbra si è fatto notare più per le polemiche legate alla gestione dei contratti con i calciatori (vedi i casi di Jimenez e Kharja) che per i risultati sportivi ottenuti, portando la squadra alla retrocessione in Lega Pro. Ad agosto 2010 ha ceduto la società prima all'imprenditore laziale Angelo Deodati e poi a Francesco Zadotti pur rimanendo patron, poiché, non può vendere le azioni sequestrate dalla procura di Roma nel caso del fallimento della sua società “Edizioni Locali S.p.A.”. Per un eventuale vendita della Ternana se ne discuterà dopo il secondo processo del 28 ottobre 2011.
Nel 2010 fonda, presso il Centro Sportivo La Borghesiana, il club di calcio giovanile Borghesiana Soccer Accademy.