ITALIA

dall'

Solo notizie convalidate
domenica 2 Ottobre 2022

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

LA QUALITÀ ITALIANA NEL MONDO

EDIZIONI REGIONALI

Melania Rea – La Procura non ha dubbi: Parolisi è l’assassino

Teramo – Per gli investigatori e i pm ormai non ci sono più dubbi: Salvatore Parolisi è colpevole di omicidio volontario pluriaggravato e vilipendio di cadavere. Ha ucciso la moglie, Melania Rea, attirandola in un luogo ben noto alla coppia, con un pretesto, e ha colpito ripetute volte con un coltello. Oltre trenta volte, con inaudita ferocia, per poi tornare sul luogo del crimine e infierire, nel tentativo di depistare le indagini, incidendo sul corpo della donna una sorta di svastica, e conficcandole una siringa nel seno. Perché lo avrebbe fatto? Secondo l’accusa perché non sapeva più come uscire da una situazione in cui lui stesso si era messo: una figlia piccola avuta dalla donna che diceva di amare e che invece tradiva continuamente e cercava di tener buona con qualche regalino, mentre alle sue spalle teneva in piedi relazioni con le soldatesse della caserma dove prestava servizio, e con una in particolare, Ludovica Perrone, a sua volta ingannata. La soldatessa, durante il suo ultimo interrogatorio, ha raccontato che il caporalmaggiore l’aveva contattata la stessa mattina della scomparsa di Melania perché aveva intenzione di portarla in una località dove trascorrere alcune ore insieme, lontano da occhi indiscreti. Una località chiamata Villa Pigna. E il giorno seguente alla scomparsa di Melania, avvenuta il 18 aprile 2011, lo stesso Parolisi, sempre secondo il racconto di Ludovica Perrone, l’aveva nuovamente cercata per confidarsi: Melania aveva voluto a tutti i costi andare a Colle San Marco perché Salvatore trascorresse un po’ di tempo con la figlia che vedeva sempre poco spesso. Una versione che l’accusato avrebbe raccontato all’ex amante probabilmente per crearsi un alibi.
Stando al racconto di Ludovica, il caporalmaggiore Parolisi sarebbe andato in caserma il giorno della scomparsa per svuotare il proprio armadietto da tutti i piccoli regali dell’amante, che potevano comprometterlo
La soldatessa racconta di alcuni bigliettini, peluche a forma di cuore e regali che lei stessa aveva donato al caporalmaggiore e che non sono mai stati ritrovati.
Il processo a carico di Salvatore Parolisi inizierà il prossimo 12 marzo. La famiglia Rea si è costituita parte civile, al completo. Il dibattimento, molto probabilmente si svolgerà a porte chiuse e quindi, come ha spiegato il fratello della vittima, Gennaro Rea, costituirsi parte civile è l’unico modo per poter assistere alle udienze.