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Frosinone – Offendere il capo non è più reato

 Frosinone – Curiosa sentenza del Giudice di Pace del Tribunale di Frosinone, chiamato a decidere su una vertenza che vedeva protagonisti un impiegato e il proprio superiore diretto.

L´Impiegato si sarebbe rivolto al superiore dicendo “Lei non capisce un c….!” e immediatamente è arrivata la querela.

Condannato in primo grado, il dipendente non si arrende ed ottiene anche l´annullamento del processo per un vizio di procedura. Entrambi ricorrono al Giudica di Pace, il quale ha espresso la seguente sentenza: “Nel caso particolare, il fatto non costituisce reato dal momento che l´espressione in oggetto è entrata nel gergo colloquiale quotidiano, ed ormai ha perso del tutto i connotati offensivi“.

Dopo l´ormai tradizionale “Vaffa…..!” passato anch´esso nella categoria delle frasi di uso comune e quotidiano, che non costituiscono più offesa (come da decisione della Corte di Cassazione) anche il “non capire un c….” adesso non è più offesa… Certo dipende sempre dal contesto, dal lavoro, dall´offesa, dalla materia del contendere e, non ultimo… dal senso dell´umorismo del proprio capo…

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