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Sappe denuncia aumento stipendio dei detenuti

Nuove accuse al Ministro della Giustizia sono giunte da Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE). “Questo Governo, questo Ministro della Giustizia ed i magistrati Santi Consolo e Marco Del Gaudio che sono ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, saranno ricordati come coloro che hanno aumentato dell’83% lo stipendio ai detenuti”. I detenuti potrebbero arrivare a “guadagnare persino 1.300 euro al mese. Secondo le accuse mosse dal SAPPE, la manovra sarebbe stata finanziata grazie all’abolizione dell’ “attribuzione del pacco dono ai bambini degli Agenti di Polizia Penitenziaria che ogni mese pagano 3 euro di adesione all’Ente di Assistenza. Tutto questo è semplicemente scandaloso e vergognoso!” , ha dichiarato Capece commentando l’ultima decisione dell’Amministrazione Penitenziaria a guida Consolo/Del Gaudio.

“Abbiamo ricevuto una disposizione ministeriale con la quale è stato comunicato che il DAP ha abolito il pacco dono per i bimbi dei nostri poliziotti penitenziari sostituendolo con un pacco viveri delle Case di lavoro dove lavorano i detenuti. Questa decisione ha fatto arrabbiare migliaia di poliziotti che in queste ore stanno, giustamente, revocando l’adesione all’Ente di Assistenza.”

“Di più: le colleghe e le colleghi sono imbufaliti perché a loro sono stati tagliati i fondi per i doni ai bimbi, i ricoveri ospedalieri, l’elevazione culturale e scolastica, i sussidi mentre ai detenuti – questo Governo, questo Ministero della Giustizia, questa Amministrazione Penitenziaria – ha applicato un aumento dell’83% degli stipendi dei detenuti che lavorano in carcere”, aggiunge. “E’ uno scandalo: i detenuti, in carcere perché colpevoli di avere commesso più reati, saranno pagati quanto un Agente, ossia circa 1.300 euro al mese! Ma che Paese è quello che non distingue tra poliziotti e delinquenti?”, accusa ancora il SAPPE.

SAPPE: “Queste sono le conseguenze dello smantellamento delle politiche di sicurezza”

Anche per questo il Sindacato ha fatto sapere che parteciperà alla manifestazione che si terrà nella mattinata di giovedì 12 ottobre a Roma. L’appuntamento è davanti alla Camera dei Deputati in piazza Montecitorio.

Saremo in piazza per denunciare che il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e le costanti e continue evasioni ne sono la più evidente dimostrazione. Abbiamo registrato un numero di evasioni incredibili, da istituti e da mancati rientri, sotto la guida Consolo-Del Gaudio.
Ci rendiamo conto che quel che denuncia il SAPPE da tempo, ossia che la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, dall’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, dalla mancanza di personale – servono ameno 8.000 Agenti di Polizia Penitenziaria per fronteggiare le costanti criticità, ed invece sono state autorizzate dal Governo solamente 305 nuove assunzioni… , dal mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento? E ci rendiamo conto che mettere i detenuti di 25 anni nei penitenziari minorili è stata una scelta politica sbagliata, che ha determinato anche l’atteggiamento aggressivo dei minorenni verso i poliziotti?”, si interroga polemicamente Capece.

Ma dal SAPPE giunge senza mezzi termini una denuncia. “Queste possono essere le conseguenze alle quali si va incontro con lo smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari e delle carenze di organico.  Smantellamento che ha visto la chiusura in molte Regioni d’Italia delle sedi dei Provveditorati regionali dell’Amministrazione Penitenziaria. Si tratta di presidi di polizia sul territorio indispensabili per farsi carico dei controlli sull’esecuzione di permessi premio,misure alternative e piantonamento in ospedale. Chiudere uffici di Polizia è sempre sbagliato: ne va della sicurezza sociale”.

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