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Omicidio Marta Russo. Il legale di Scattone: “Un caso di giustizia ingiusta”

Il legale di Giovanni Scattone, imputato nel caso dell’omicidio della studentessa di Roma Marta Russo, intervenendo ai microfoni di “Legge o Giustizia” su Radio Cusano Campus è tornato a parlare di quel caso giudiziario: «In quel processo, ed è stato detto da molti, si sono verificati due guasti importanti che connotano una giustizia ingiusta. È stato uno dei primi casi di straordinaria esposizione mediatica, un processo nel quale l’opinione pubblica si è spaccata tra innocentisti e colpevolisti. La ricerca disperata di un colpevole a tutti i costi ha dato poi luogo a quel fenomeno che viene spesso indicato come “la fallacia del tiratore scelto”. Si individua un soggetto come possibile autore di un reato e poi si incominciano a cercare spasmodicamente elementi che possano assecondare e confermare quell’ipotesi o quell’intuizione investigativa, abbandonando ogni altra pista alternativa, eliminando dall’orizzonte della prova tutti quegli elementi che contrastano con quella ricostruzione. Questo modo di procedere si chiama, appunto, la fallacia del tiratore scelto perché, metaforicamente, fa riferimento all’immagine di colui che intanto tira il colpo e poi ci costruisce intorno il bersaglio. È la strada maestra che porta all’errore giudiziario».

L’avv. Petrelli è anche impegnato nella raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere tra giudici e magistrati.

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