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L’inefficacia del counter-terrorismo: da Londra alla Svezia

L’attacco terroristico sembra quasi all’ordine del giorno. Per gli inglesi, una quotidianità che già da tre settimane caratterizza il clima di paura nella capitale e molte altre città inglesi. Gli elettori della May si chiedono come l’establishment politico, e specialmente, il centrodestra sta rispondendo ai problemi di radicalizzazione ed estremismo islamico. In paesi come l’Inghilterra, ma ancora di più in Svezia, il centrodestra risponde con una futile retorica pacifica, poco tradizionale nel suo concetto di sicurezza nazionale, come se tentasse di evitare del tutto il problema.

Dopo i recenti attacchi a Manchester e Londra, come si pone il partito conservatore? Sembra che con l’eccezione di alcuni esponenti, come l’ex sindaco di Londra, Johnson, lo spettro politico ci stia effettivamente girandoci intorno. Per quanto riguarda Londra, è forse comprensibile che le posizioni forti vengono meno data l’attuale incertezza politica del periodo post-elezione, ma nemmeno troppo, perché è il momento decisivo di prendere il comando e di determinare il futuro della propria società. L’establishment sta tornando, come visto in Francia, ma continua a non dare risposte nel combattere con efficacia il terrorismo. La parola ‘efficacia’ è infatti un termine quasi del tutto estraneo per descrivere le operazioni del counter-terrorism occidentale.

Ricordiamo la reazione politica svedese al tragico attacco a Dröttningsgatan, nel cuore di Stoccolma ad aprile. Una reazione di debolezza, poco decisiva e saldamente incapace di gestire una calamità di calibro nazionale. Questo ci fa capire che forse la destra inglese sta prendendo spunto dalla piattaforma svedese, che assomiglia molto di più alla policy di un partito agli estremi della definizione ‘liberal’. In un paese (la Svezia) dove ‘destra’ è una parolaccia se non conciliato con la politica moderata dell’attuale maggioranza, le politiche mirate al contro-terrorismo sono spesso viste come illegittime perché percepite come razziste, o xenofobe.

Forse qualcuno che ha passato del tempo in Svezia potrà ricordare le più bizzarre affermazioni del centro-destra svedese contro i Sverigedemokraterna, partito di stampo conservatore e saldamente anti-islamista. O anche la mobilitazione della destra ‘moderata’ per frenare le attività del partito, incolpandolo di essere un partito ‘razzista’ . È un caso di razzismo o la politica necessaria per fermare il terrorismo? Lo vedremo nella reazione della destra inglese, che rispecchia una crisi di scissione storica.

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