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L’integrazione europea nella giurisprudenza della Corte di Giustizia: la sentenza DEFRENNE contro SABENA

La sentenza DEFRENNE contro SABENA nasce dalla richiesta della Corte del lavoro di Bruxelles (Belgio) di interpretare l’art. 119 Trattato CEE. Maria Francesca Ciriello, Dottoressa in Diritto e amministrazione pubblica, ricostruisce per noi il contenuto di questa importante sentenza.

Cosa era successo?

Una lavoratrice belga, DEFRENNE, ritiene di essere stata discriminata sul lavoro dalla compagnia aerea belga, SABENA. Ritiene, cioè, di aver ricevuto una retribuzione diversa rispetto a quella dei suoi colleghi di sesso maschile, che svolgevano lo stesso lavoro.

Cosa si chiede alla Corte di Giustizia?

  • L’art. 119 del Trattato CEE introduce effetti diretti negli ordinamenti di ciascuno Stato membro? Il principio della parità di trattamento (quindi anche di retribuzione) fra i due sessi per lo stesso lavoro attribuisce ai lavoratori, a prescindere dalle leggi nazionali, il diritto di agire in giudizio per chiedere che questo diritto sia rispettato?

Cosa decide la Corte di Giustizia?

La Corte di Giustizia ha stabilito che il principio della parità di retribuzione (art. 119 del Trattato CEE) può essere fatto valere dinanzi ai giudici nazionali, che devono garantire questo diritto che l’articolo del Trattato riconosce ai singoli cittadini, soprattutto se questa discriminazione deriva da una legge nazionale, da un contratto collettivo di lavoro, ma anche in caso di diversa retribuzione  di lavoratori di sesso femminile e di sesso maschile, se questi svolgono lo stesso lavoro e se lo svolgono nella stessa azienda o ufficio, pubblico o privato.

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