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Detenuti: in Belgio telefoni personali

In Belgio è in arrivo una rivoluzione che segnerà un grande passo in avanti nella lotta per il miglioramento delle condizioni di vita dei carcerati. Ai detenuti, infatti, sarà concesso di utilizzare un telefono personale per telefonare direttamente dalla propria cella.

Nei prossimi giorni sarà installata la prima rete telefonica in un carcere belga.

Kathleen Van de Vijver, portavoce per l’amministrazione penitenziaria belga, ha commentato: “La chiamata dalla cella aumenterà la sicurezza in prigione”. Questa decisione permetterà infatti di ridurre il carico di lavoro delle guardie carcerarie che non dovranno più accompagnare ciascun detenuto ad effettuare le telefonate personali e potranno dedicare più tempo alle altre attività, in particolare alla sorveglianza.

“Il detenuto sarà in grado di chiamare la persona di sua scelta quando vorrà,” ha commentato Kathleen Van de Vijver, che ha ricordato che “Molti detenuti non riescono a raggiungere telefonicamente i propri figli quando tornano a casa da scuola sono frustrati. Con questo dispositivo, non accadrà più”.

Naturalmente la possibilità di utilizzare il telefono sarà limitata, in quanto i detenuti non potranno ricevere chiamate né contattare i numeri inseriti in una black list e bloccati.

Questa idea si inserisce pienamente in un programma che riconosce alla pena una funzione primariamente rieducativa, così come anche il sistema carcerario italiano dovrebbe essere.

La stabilità dei rapporti dei detenuti con l’esterno e la tutela dell’affettività richiedono un impegno delle istituzioni per rivoluzionare un sistema assolutamente fermo a una concezione punitiva della pena.

Consentire ai detenuti di mantenere rapporti e curare l’affettività può solo migliorare le condizioni di vita dei detenuti, riducendo anche il malessere che spesso li rende irrequieti.

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